Visualizzazione post con etichetta Informazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Informazione. Mostra tutti i post

29.9.16

Tesoro, mi si è ristretto il blogroll


Ti ho raccontato brevemente di come non avessi più tanta voglia e tempo di postare cose su questo blog. Un post a settimana, però, evidentemente è ancora troppo. La stessa piattaforma blogger, infatti, ha cercato di farmi passare completamente la voglia sottraendo furtivamente, e senza ritegno alcuno, gli elementi che arricchivano la mia colonnina di destra. Così. Da un giorno all'altro e senza una ragione apparente.
Link raccolti negli anni che portavano a meravigliose pagine a tema fumetto, illustrazione, book design, graphic design e compagnia cantante.
E con quelli, addirittura il blogroll con i blog (amici e non) da seguire.

Ovviamente non ci penso proprio a ricostruire il tutto. Ho solo cercato di mettere insieme il blogroll. Prima c'erano una ventina di link, ora appena una manciata. Questo perché non ricordo quali fossero gli altri. Se qualcuno si è sempre visto tra quelle righe e ora magicamente è scomparso, porti pazienza e si faccia sentire in modo che io possa provvedere a reinserirlo.

E che ti prenda un accidente, cara piattaforma blogger che tanti servizi mi hai offerto gratuitamente in questi anni ma che ogni tanto te ne esci con delle cose da schiaffoni destra/sinistra a braccia tese. Capisco che siamo in tempi di crisi, ma tagliare pure sui blogroll. Poi dice che uno passa a wordpress.

P.S.: Per dispetto, guarda, e solo per dispetto, questa settimana posterò qualcos'altro. Non so ancora cosa, ma posterò.

1.6.15

EU Cookie Law. La paura non fa 90 (euro), ma molto, molto di più

Se hai un blog su questa piattaforma, Blogger, ti starai chiedendo come adeguarti alla nuova normativa EU Cookie Law, la nuova legge europea sull'ultilizzo dei cookies. Spero tu sappia di cosa parliamo e che non ti sia perso nulla per strada.
In pratica il 3 giugno scade il termine per il suddetto adeguamento e se il tuo blog fa uso di cookie di profilazione dovrai metterci una pezza in qualche modo. Quali sono i cookie di profilazione?
"Utilizzati per tracciare la navigazione dell’utente e creare profili sui suoi gusti, abitudini, scelte etc. Attraverso i cookie di profilazione è possibile trasmettere al terminale dell’utente messaggi pubblicitari in linea con le preferenze già manifestate dall’utente medesimo durante la navigazione online tracciata."
La questione è che se ti fai un giro in rete, trovi gente impanicata che si strappa i capelli urlando e che dice che chiuderà entro domani il proprio blog (o sito) su blogger, wordpress e quant'altro. Questo perché non ci sono ancora indicazioni chiarissime in merito e perché sono previste sanzioni economiche da (ascolta bene) 6.000 a 120.000 euro.

Io non sono ancora riuscito a tirare due somme giuste. Qui su blogger si dovrebbe essere coperti perché Google stessa ha già provvisto ad inserire gli avvisi ai nuovi naviganti. Ma non sembra bastare se ad esempio fai uso di banner pubblicitari, tasti di condivisione sui social network e mille altre cosine che ora potrebbero sfuggirti di mente.

Te lo dico come va detto. Non si capisce un cazzo! E si sta facendo tutto il possibile perché si continui a non capire un cazzo. Sembra davvero si stia chiedendo a chiunque di poter mettere mano ai propri spazi web in modo tecnico e articolato, come se tutti fossero nati per farlo. Una sonora puttanata bella e buona.

E allora chiedo anche a te, sperando che tu non abbia preso sotto gamba questa cosa: ti sei fatto un'idea? Come intendi comportarti?

26.7.14

Pausa (che si fa presto a dire "pausa", ma poi...)


Caro mio,
io ti saluto per qualche giorno. Il blog va in pausa com'è consuetudine per tutti in questo periodo dell'anno. Vabbé che da 'ste parti sembra quasi ottobre, ma questo tempo, onestamente, me lo faccio andare bene (che come sai il caldo non lo si sopporta troppo volentieri).
L'anno scorso credevi di essere arrivato ad agosto per il rotto della cuffia. E invece quest'anno pure peggio. Sono stanco, ma posso farcela. Anzi, guarda, qualcosa deve cambiare alla radice e io devo tornare a sorridere senza tarli nella testa. E mio figlio e mia moglie devono tornare a ridere senza tarli nella testa pure loro, insieme a me. Che se non si ride, te lo dico con il cuore in mano, tutto il resto non conta un cazzo.

Il blog, ti dicevo, va in pausa. Ma mica perché uno parte per le Tremiti o per uno di quei posti lì che ti mostra Earth Pics su twitter. C'è da lavorare e io ho poco tempo. Ma in ogni caso, staccare un po' dalla rete non fa mai male, anzi. Se tu vai in vacanza, quindi, ti auguro di divertirti e rilassarti. Se non ci vai, ti auguro le stesse cose, che ti puoi rilassare comunque.


P.S.: Nel caso ti dovesse saltare per la testa di commentare questo post o qualcuno di quelli più vecchi, sappi solo che ho inserito i cacchio di captcha. Non l'ho fatto perché ti voglio male, ma perché è circa un mesetto o giù di lì che son cominciati ad arrivare giornalmente un centinaio di commenti spam che poi devo cancellare uno a uno dalla casella mail. Poi li tolgo, eh.

12.9.12

"Santo cielo, quante stronzate"


Allora. Questa è bella. Questa è davvero bella. Riporto la cosa pari pari da un articolo de Il Post, perchè la cosa merita attenzione e perchè Chris Kluwe (nella foto sopra), punter dei Minnesota Vikings, è uno dei miei nuovi, imprescindibili miti.

In pochissime parole è successo questo: qualche tempo fa Brendon Ayambadejo, linebacker dei Baltimore Ravens (si sta parlando della NFL, per chi non lo avesse capito), si è espresso pubblicamente a favore dei matrimoni gay.
Ma il democratico (fuori luogo, evidentemente) Emmet C. Burns, delegato dello stato del Maryland, ha scritto di proprio pugno una dura lettera di risposta al giocatore, indirizzata però al proprietario della sua società, Steve Bisciotti.


Ecco la sua lettera:
Molti dei miei elettori e molti dei vostri tifosi sono inorriditi e sbalorditi dal fatto che un membro di una squadra di football possa esprimersi in merito a una questione così controversa e cercare di influenzare l’opinione pubblica in un senso o nell’altro. Molti dei vostri tifosi non sono d’accordo con le sue posizioni e pensano che non debbano avere posto nello sport, che è fatto per il tifo, l’intrattenimento e l’entusiasmo. Penso che Ayanbadejo dovrebbe concentrarsi sul football ed evitare di dividere i suoi tifosi.

Richiedo pertanto che lei prenda i necessari provvedimenti, come proprietario della squadra, per impedire altre dichiarazioni di questo tipo da parte dei suoi dipendenti, e che ordini a Ayanbadejo di smetterla con questo comportamento ingiurioso. Non sono a conoscenza di altri giocatori che abbiano fatto quello che fa Ayanbadejo.
A sua volta, in risposta alla lettera di Burns, Chris Kluwe ha difeso il "collega" Ayanbadejo e ha cercato di spiegare al delegato perché invece è importante che lo sport si occupi anche di questioni sociali e politiche. E lo ha fatto con una lettera parecchio accalorata. Tenetevi forte. Eccola qui nella sua brillante integrità, prima che venisse "pulita" e resa "presentabile" per il TwinCities Pioneer Press:
Caro Emmett C. Burns Jr.,
Trovo inconcepibile che lei sia stato eletto come delegato dello stato del Maryland. Il suo livore e la sua intolleranza mi imbarazzano, e mi disgusta pensare che lei sia in qualsiasi modo e a qualsiasi livello coinvolto nel processo di formazione delle politiche sociali.

Le posizioni che lei abbraccia ed espone non prendono in considerazione alcuni punti fondamentali, che illustrerò con dovizia di particolari (potrebbe esserle necessaria l’assunzione di uno stagista che la aiuti con le parole più lunghe):

1. Come sospettavo, non ha letto la Costituzione, quindi le vorrei ricordare che il Primo, primissimo emendamento di questo fondamentale documento si occupa della libertà di parola, e in particolar modo delle limitazioni di tale libertà.

Utilizzando la sua posizione istituzionale (facendo riferimento ai suoi elettori in modo da minacciare implicitamente la gestione dei Ravens) per dichiarare che i Ravens dovrebbero «scoraggiare dichiarazioni di questo genere» da parte dei loro dipendenti – nello specifico Brendon Ayanbadejo – non solo lei sta chiaramente violando il Primo Emendamento, ma dimostra di essere una narcisista macchia di merda.

Che cosa mai l’ha fatta diventare così stupido? Mi sconcerta che un uomo come lei, che fa affidamento sullo stesso Primo Emendamento per coltivare i propri studi religiosi senza timore di ritorsioni da parte dello Stato, possa giustificare il soffocamento del diritto alla libertà di espressione di qualcun altro. Chiamare “ipocrita” un uomo come lei sarebbe come mancare di rispetto a questa parola. “Osceno, assurdo ipocrita del cazzo” è un po’ più appropriato, forse.

2. «Molti dei vostri tifosi non sono d’accordo con questa presa di posizione e ritengono che [questi argomenti] non debbano avere posto nello sport, che dovrebbe riguardare il tifo, l’intrattenimento, l’entusiasmo e nient’altro». Santo cielo, quante stronzate. Ha sul serio detto questa roba, lei che è stato «attivamente coinvolto nelle task force del governo che si sono occupate delle conseguenze culturali e sociali della schiavitù in Maryland» (come recita la sua voce di Wikipedia, ndt)? Non ha mai sentito parlare di Kenny Washington? Di Jackie Robinson? Nel 1962 la NFL prevedeva ancora la segregazione razziale, che è stata spazzata via grazie a atleti e allenatori coraggiosi che hanno osato esprimere il loro parere e fare la cosa giusta.

E nonostante tutto questo lei è capace di dire che la politica e le questioni politiche «non dovrebbero avere un posto nello sport»? Non so neanche da dove cominciare per immaginare la dissonanza cognitiva che con ogni probabilità sconvolge in questo momento la sua mente confusa e marcia, e la ginnastica mentale con cui il suo cervello si è contorto fino a produrre una dichiarazione così assurda da meritare una medaglia d’oro olimpica.

3. Questo è più un mio dubbio personale. Ma perché odia la libertà? Perché odia il fatto che altre persone vogliano avere la possibilità di vivere le loro vite ed essere felici, anche se la pensano in modo diverso dal suo, o si comportano in modo diverso? In che modo, in che forma, la riguarda il matrimonio gay? In che modo influisce sulla sua vita? Teme che se il matrimonio gay diventasse legale, lei comincerebbe all’improvviso a pensare al pene? «Oh merda, il matrimonio gay è stato approvato, devo subito correre a farmi sfondare di cazzi!». Ha paura che tutti i suoi amici diventino gay e non vengano più la domenica a vedere le partite da lei? (Comunque è improbabile, dato che anche ai gay piace guardare il football).

Posso assicurarle che il matrimonio gay non avrà alcun effetto sulla sua vita. I gay non verranno a casa sua a rubare i suoi figli. Non la trasformeranno magicamente in un lussurioso mostro mangiacazzi. Non rovesceranno il governo in un’orgia di edonistica dissolutezza soltanto perché all’improvviso avranno gli stessi diritti del 90 per cento della nostra popolazione – diritti come le indennità della previdenza, agevolazioni fiscali per chi ha figli, i permessi familiari o i congedi per malattia per prendersi cura dei propri cari, e l’assistenza sanitaria estesa a coniugi e figli. Sa che cosa farà ai gay il fatto di avere questi diritti? Li renderà cittadini americani a tutti gli effetti, proprio come tutti gli altri, con la libertà di perseguire la felicità con tutto ciò che questo comporta. Le dicono niente le battaglie per i diritti civili degli ultimi 200 anni?

In conclusione, spero che questa lettera, in qualche modo, la porti a riflettere sulla dimensione del colossale casino che lei ha spudoratamente scatenato ai danni di una persona il cui solo crimine è stato esporsi per qualcosa in cui credeva. Buona fortuna per le prossime elezioni, sono certo che ne avrà bisogno.

Cordialmente,
Chris Kluwe

P.S. Mi sono dannatamente esposto sulla questione del matrimonio gay, quindi può anche prendere il suo «non sono a conoscenza di altri giocatori della NFL che abbiano fatto quello che fa Ayanbadejo» e ficcarselo nella sua piccola boccaccia priva di empatia, strozzandocisi. Stronzo.
Fine della lettera e della questione.
Mio Dio, a volte basta poco.
Che liberazione.
Che bel mercoledì.
Grazie, Chris.

12.7.12

AVVISO! Strano link dal mio indirizzo mail

Se qualcuno di voi ha ricevuto una mail dal mio indirizzo di posta di hotmail (grafdesign zuppa e pan bagnato), me ne scuso con tanto di capo cosparso di cenere e ceci sotto le ginocchia. Non si dovrebbe trattare di un virus. Un amico mi ha già riferito che si tratta di spam innocuo (qualcosa di gustoso da bere o una cosa del genere).

Ho appena scoperto che i server di hotmail stanno facendo le bizze e impazzendo in via definitiva. Non si tratta di un virus contratto in locale dalla mia macchina, un mac, perchè ho fatto scansioni approfondite e non ho mai aperto in vita mia mail provenienti da indirizzi sconosciuti o con strani link e file allegati.

Non è colpa mia. Non ammazzatemi.

Ora è già a posto. Ho cambiato la password della mail e non sta partendo più nulla a mia insaputa (come nel caso di Formigoni, sapete). Quindi il mio indirizzo rimane valido. Questo sarà uno dei motivi per aprirsi una vera casella mail e abbandonare le succulente proposte on line.

Chiedo scusa a nome dei server di hot - fottuto - mail.

1.6.12

On Twitter


Non me ne vogliate. Un paio di buoni motivi ce li avevo e ho cominciato a cinguettare. Sappiate che ora sono anche su twitter. Se cinguettate anche voi, toc toc, bussate alla mia porta che vi si risponde sempre con piacere.

Mi trovate QUI!

26.3.12

Non più tra le stelle

Lo Space Shuttle Atlantis, che fino ad otto mesi fa o poco più ha preso parte all'ultima missione della NASA dopo 30 anni di programma spaziale, è ora in fase di preparazione per l'esposizione al pubblico presso il Kennedy Space Center Visitor Complex in Florida.

CollectSPACE (The Source for Space History and Artifacts) ha avuto la grande opportunità di fotografare lo shuttle durante questa messa a punto. La galleria fotografica che segue riprende quindi il ponte di volo, gli interni ormai vuoti, la stiva e gli esterni del veicolo spaziale.
Insomma, se passate in Florida (precisamente ad Orlando) non limitatevi a prendere il sole o a fare gli spavaldi tagliando le onde con una tavola da surf. Fate una visitina al Kennedy Space Center che ne vale proprio la pena.

Clicca per ingrandire.













Queste fotografie sono state scattate all'interno
dell'Orbiter Processing Facility-2 presso il Kennedy Space Center.

22.3.12

78 minuti


Anche su un campo di calcio, a volte, si scrivono storie che hanno a che fare con la vita e con la morte. E' il caso, ne avrete sentito parlare negli ultimi giorni, di Fabrice Muamba, centrocampista 23enne originario della Repubblica Democratica del Congo e in forza al Bolton, nella Premier League inglese, che nel mezzo della partita di FA Cup contro il Tottenham di domenica scorsa, semplicemente è collassato al suolo in preda alle convulsioni.
Infarto cardiaco. Uno stadio intero in lacrime, compresi gli avversari, per delle scene raccapriccianti che purtroppo hanno fatto capolino ovunque sul web e in tv. Fabrice è morto in campo ma è stato comunque portato d'urgenza al Chest London Hospital. Per 78 minuti il cuore ha cessato di battere e i polmoni di respirare. Nessuna risposta, nemmeno alle scosse del defibrillatore.
Poi, improvvisamente, quando ormai anche lo staff medico aveva perso ogni speranza, il cuore di Fabrice si è fatto di nuovo sentire. E' stato indotto in coma farmacologico per studiare e cercare di capire cosa si potesse fare ancora per lui.


Il caso ha scosso l'Inghilterra e il mondo sportivo, ponendo l'accento su un problema che dura ormai da anni. L'assenza di controlli medici specifici per chi pratica professionalmente sport in Gran Bretagna. E Roberto Mancini, allenatore del Manchester City, si è fatto portavoce di questa vergognosa situazione. Nei giorni in cui Muamba è stato in ospedale, sono state inoltrate dalla maggior parte dei giocatori inglesi le richieste di quei controlli ai quali, fino a quel momento, non erano ancora stati sottoposti.

Fabrice Muamba è passato dalla vita alla morte nel giro di un'ora o poco più. E non è finita qui. Qualche giorno fa è uscito dal coma e ha aperto gli occhi. La prima domanda che ha fatto? Se la sua squadra avesse vinto o perso contro il Tottenham. Certo non poteva sapere che, naturalmente, quella partita era stata sospesa. Il medico gli ha chiesto se si ricordasse il proprio nome e lui ha risposto in modo corretto. Di nuovo il medico, già incredulo per quanto stava avvenendo sotto i suoi occhi, gli ha detto: mi dicono che sei un buon giocatore. E il centrocampista gli ha risposto: ci provo.

Il problema si è spostato altrove. Lo staff medico pensava alla sua ripresa e se il suo corpo fosse mai stato in grado di riprendere a muoversi normalmente. Ieri, in conferenza stampa, hanno detto che Fabrice addirittura riprenderà a giocare a calcio il prima possibile. Con lui in ospedale tutti i suoi compagni di squadra (che si sarebbero rifiutati di scendere in campo per i prossimi impegni) e l'amico, ai tempi dell'Arsenal, Therry Henry che è volato in fretta e furia da New York per vederlo.

Jonathan Tobin, il medico del Bolton, ha detto che nella sua carriera non ha mai sentito parlare di un caso del genere. E che se non è un miracolo questo, non sa proprio cosa possa esserlo. Nessuno sa se a salvare Fabrice è stato il caso, il fato, un destino scritto nelle stelle, un'entità superiore o cos'altro.
Fatto sta che il giocatore avrà una nuova, brillante possibilità di tornare in campo ma, soprattutto, di vivere.



In bocca al lupo, Fabrice.

24.11.11

Cinque | Zero | Zero

500 come le vecchie lire (lallero lallà) che era meglio se ci tenevamo quelle. 500 come la fiat che imperversa anche nei video di JLo che fa su e giù che non la fermi mai se non a fucilate o come quella originale alla quale Elio e Le Storie Tese hanno dedicato una bellissima canzone. 500 come gli euro che costano un water, un bidè e un paio di rubinetti.

500
come i post che sono apparsi da queste parti.


Autoreferenzialità a parte, mi piacerebbe catalogare ed enunciare quanti illustratori, pittori, fumettisti e fotografi ho segnalato. Mi piacerebbe decantare di quali autori di fumetti, scrittori, attori e musicisti ho parlato. Di quanti film e fumetti, di quanta musica. Di quali siano stati i post più letti e quali quelli più commentati. Niente. Non farò nulla del genere.

E' passato solo un anno e mezzo (o poco più) dall'apertura di questo blog e già una volta ha cambiato pelle. E si è arrivati a 500 post. Quanto meno mi sono serviti a non perdere confidenza con la penna e la scrittura.

11.4.11

Welcome to Pine Point

Sul come e sul perchè il nuovo mensile di Emergency sia un mensile più che valido, vi rimando al post di Alessandro "Chemako", qui. Io in particolare voglio segnalare una delle rubriche, ovvero Memorie di Miniera curata da Matteo Scanni che ci mette a conoscenza di belle realtà documentaristiche scovate in giro per la rete. Una di queste è proprio Welcome to Pine Point, un web documentario del National Film Board of Canada che racconta la vita di una cittadina mineraria del Nordest completamente abbandonata nel 1988 dopo l'esaurimento dei giacimenti. Il processo di recupero della memoria collettiva (mille abitanti, tutti trasferiti altrove) è affidato ai vecchio spezzoni di vhs, foto ingiallite, ritagli di giornale, cataloghi di ferramenta e motion graphic. La voce narrante è quella del regista Mike Simons, membro della comunità locale, che torna nella sua città natale per vedere l'effetto che fa.

Ecco il trailer ufficiale del documentario:



Devo ammettere che la storia di Pine Point mi ha affascinato in modo particolare e ho cercato di documentarmi. Quel poco che ho scoperto in più è che nel 1920 era poco più di una baraccopoli con qualche casetta di legno al suo attivo. Che nel 1952 furono costruiti i primi edifici veri e propri ma che fu riconosciuta come cittadina solo una decina di anni dopo, nel 1962, grazie agli sforzi congiunti del Governo Canadese e del proprietario stesso della miniera. Nel 1970 venne riconosciuto insediamento territoriale con le proprie imprese private e toccò il suo picco come densità di popolazione, assestandosi a 1200 presenze. Se ho capito bene, sul territorio erano presenti due scuole, una elementare (la Heighs Galena) e una media (la Matonabbee School), mentre per quanto riguarda i servizi di trasporto, era servita dall'autostrada 5 dei territori del Nordovest, da una linea ferroviaria di proprietà della Canadian National Railway e anche da un piccolo aeroporto (probabilmente destinato soprattutto ai trasporti commerciali).

Purtroppo l'economia della ridente cittadina, si fondava solo sull'impresa mineraria e quando questa fallì nel 1988, in seguito all'esaurimento delle materie prime, agli abitanti non restò che trasferirsi altrove. Nel tempo, tutti gli edifici sono stati demoliti ma sono ancora visibili le tracce delle strade che congiungevano il paese da una parte all'altra. Spulciando non poco tra le pagine della rete ho trovato anche un sito che raccoglie diverse fotografie del paese in questione (a parte quelle raccolte da Mike Simons per il suo web documentario, intendo) prima che chiudesse definitivamente i battenti.

Infine, qui sotto una foto scovata nemmeno io so dove, che cerca di chiudere la questione con una risata.

15.3.11

Sull’Art(e) Spiegelman


La mia collaborazione con il blog Conversazioni sul Fumetto continua. Questa volta con uno scritto. Una riflessione, più che altro, scaturita dopo aver letto (soprattutto guardato) Be a Nose!, i tre taccuini di Art Spiegelman pubblicati da noi dalle Edizioni Einaudi (
qui). L'argomento (senza risposta) non è dei più facili: è Arte quella di Spiegelman? Ma soprattutto, è giusto chiederselo? L'articolo lo trovate qui mentre in questa sede colgo occazione per ringraziare nuovamente Andrea Queirolo per aver voluto pubblicare il mio piccolo sproloquio.


22.2.11

Non c'è pace senza giustizia



Pubblicità Progresso e il Ministero degli Affari Esteri varano l'iniziativa Non c'è Pace senza Giustizia, operazione tramite la quale potete firmare la petizione contro le mutilazioni genitali femminili. Il sito in questione lo trovate qui. Si tratta di riempire i campi nel colonnino di destra e perdere dai cinque ai dieci secondi (li ho contati).

1.2.11

Mobilitazione Nazionale Donne


Mia moglie scrive e io riporto pari pari. Non aggiungo nulla di mio perchè credo che lei abbia già detto tutto quello che si deve dire. Prima leggere e poi aderire con la testa e firmare con il cuore, please.

Ciao a tutti, ho appena letto e firmato la petizione online «MOBILITAZIONE NAZIONALE DONNE».
Concordo con questa petizione e ho deciso di diffondere la notizia.
Spero però vivamente che non si tratti e non resti una mobilitazione SOLO delle donne per le donne, ma che sia una mobilitazione per la dignità di ogni individuo e per una nuova società civile che non applichi più queste sterili - se non dannose - dicotomie.

Una società nella quale ci sentiamo tutti "mobilitati" e non solo passivi spettatori, anche di fronte a spettacoli che non ci piacciono.

Se ti va, firma anche tu e divulgala fra i tuoi contatti, altrimenti scusami se ti ho disturbato e buon proseguimento!!

A presto,
Arianna

30.12.10

Pantone 18-2120 Honeysuckle


Come tutti gli anni a dicembre, Pantone annuncia un colore dedicato all'anno che verrà. Mentre nel 2010 era toccato al 15-5519 Turquoise, per il 2011 ha previsto invece che il 18-2120 Honeysuckle, un "rosso caprifoglio" che l'azienda definisce dalle tonalità vibranti ed energetiche, sarà uno dei colori predominanti in diversi settori di produzione, dalla moda alla cosmetica, dal mercato auto al design.

17.12.10

Dei diciottenni e dei loro sogni di marketing


In seguito ad un'indagine dell'AlmaLaurea, sembra che sette studenti su dieci (il 73%, a voler essere precisi), si dicano interessati a lavorare in futuro nell'area marketing, della comunicazione e delle pubbliche relazioni. Senza però essere adeguatamente preparati e senza sapere che la richiesta di questo specifico mercato professionale, non risponde a tutta questa domanda. Nemmeno in parte. E vorrei ben vedere. Mentre invece i settori di amministrazione e contabilità, di assistenza tecnica, di finanza, quello legale e quello dei sistemi informativi (che sembrano offrire più prospettive solide rispetto a quelle ben più aleatorie del settore marketing, appunto) creano fastidi e poco interesse in almeno un terzo del campione.

Tanti cercano soprattutto la stabilità e la sicurezza. E fin qui non ci piove. Molti mettono in primo piano l'acquisizione di professionalità rispetto alla possibilità di guadagno, prestano attenzione alla possibilità di carriera e mostrano attenzione crescente all'indipendenza e all'autonomia. E anche fin qui non ci piove.
Anzi, mi sentirei di felicitarmi con loro.


Poi, però, si dice anche che quasi quattro ragazzi su dieci pensano che l'impiego, che si intraprenderà durante la vita, debba rispondere a interessi culturali e che debba avere una qualche utilità sociale. E allora non mi ci ritrovo più. Se quattro su dieci cercano nel proprio lavoro una qualche utilità sociale (o anche degli interessi culturali), come mai poi, di quegli stessi dieci, sette vogliono dedicarsi all'area marketing?

Credo che in giro, di merda, se ne produca già abbastanza. E francamente, anche lavorandoci in mezzo, in questo settore non ci vedo nessuna utilità sociale.

Sicuri di non fraintendere? Sicuri di capire bene di cosa si parla, quando parliamo di marketing (aziendale e non) e di comunicazione? Sicuri di non aver preso un abbaglio esattamente come l'avevo preso io alla vostra età (e anche prima)?

Se smetteste di guardare Mad Men (che non è neanche una brutta serie) e vi dedicaste ad altro, non vi biasimerei. Anche perchè (mi viene da ridere) potreste essere davvero dei geni della comunicazione e del marketing ma ritrovarvi domani a pensare a come posizionare sul mercato un rasoio a tre lame. Che bello. A tutti gli altri geni, faccio il mio in bocca al lupo più sincero (e non scherzo).

L'intero articolo apparso su La Repubblica, lo trovate qui.

1.12.10

The Lottery of Life



Save the Children si inventa una nuova campagna on line che centra il bersaglio come poche altre. Si chiama The Lottery of Life e sul sito, dopo aver compilato dei campi con il proprio nome e cognome (non devono essere per forza quelli veri), puoi girare la ruota della vita che ti permetterà, in base a realistiche percentuali, di "rinascere" in un Paese qualsiasi del Mondo. E di quel Paese ti verranno poi date informazioni circa le difficoltà che potresti incontrare durante la crescita. Una serie di foto e dei video ti metteranno al corrente di quanto possa essere tragico nascere in un certo posto, piuttosto che in un altro. Io sono "rinato" con la pelle nera, in Sudan, e non credo che ci possano essere troppe probabilità di spassarmela. Dateci un'occhiata e fate girare il link, se riuscite.

29.11.10

Torna a casa Leslie


Ok. Diciamo che adesso ne stai combinando una delle tue da qualche altra parte. Ma non esagerare, Les. E grazie per le risate.

23.11.10

Ben svegliato Signor Jobs



E' già pronto l'iPad 2 e, sembra, sarà molto diverso dal suo predecessore. Ecco cosa significa davvero correre ai ripari. Meglio tardi che mai. Non ci voleva uno scienziato per capire che qualche passo avanti era più che dovuto e alla fine l'ha capito anche (e soprattutto) chi doveva capirlo. Intanto lo prenderanno nel fracco tutti quelli che si sono precipitati a prendere il modello attualmente in commercio. Che tra sei mesi lo useranno come sotto bicchiere e poco più. Riporto quasi integralmente la notizia apparsa sul sito Zeus News, mettendo in neretto novità e implementazioni che potevano tranquillamente essere presenti già dalla prima incarnazione del tablet della mela morsicata. Un grande passo avanti se (e dico SE) tutte le nuove caratteristiche tecniche annunciate nell'articolo qui sotto saranno rispettate e il prezzo non salirà oltre la soglia dell'imbarazzo. Ma in fondo in fondo ho qualche dubbio.



Ecco come sarà l'iPad 2
La prossima versione avrà la fotocamera frontale, le porte USB, una CPU più potente e farà girare le applicazioni per Mac OS X. I lavori di progettazione dell'iPad 2 sarebbero a buon punto, se non addirittura già terminati: è quanto si evince dalle indiscrezioni apparse in Rete.

Apple avrebbe infatti preso contatti con tre società - Ibiden, Tripod Technology e TTM Technologies - per procurarsi i componenti necessari alla produzione del nuovo modello entro dicembre, in vista di un lancio ipotizzabile nell'aprile del 2011 secondo il ciclo annuale di aggiornamento dei prodotti tipico dell'azienda. Le informazioni sulle caratteristiche dell'iPad 2 sono ancora estremamente rare: è facile immaginare la presenza di una fotocamera frontale per sfruttare FaceTime, oltre all'aumento della RAM. Pare che anche il processore sarà rinnovato: una CPU basata su Cortex Arm A9 sostituirà l'attuale A4 e, forse, sarà in grado di far girare anche i software scritti per Mac OS X, segno del desiderio di Apple di unificare l'esperienza sui propri dispositivi.

In questo senso una conferma potrebbe venire dall'annuncio dell'integrazione di un App Store in Lion, ovvero Mac OS X 10.6, previsto per la prossima estate. Vi sono inoltre alcune indiscrezioni che parlano della presenza di porte USB (o miniUSB) sul corpo dell'iPad, per semplificare le connessioni. L'iPad 2 monterà inoltre i componenti necessari per connettersi alle reti GSM.

18.11.10

Giornalacci e giornalini


Che uno degli sport nazional popolari italiani sia sempre stato quello di mettere in bocca ad altri parole che non hanno mai proferito, lo sappiamo da tempo. Lo sappiamo tutti. Adesso questa cosa intorno a Roberto Saviano, sta diventando il solito teatrino dell'italietta spaghetti, pizza, mandolino, mamma. Saviano dice che al nord c'è la ndrangheta (ma va?) e che la Lega non fa nulla per contrastarla, Maroni risponde che lo querela perchè gli è stato dato del mafioso. E la gente se ne resta a bocca aperta e si beve tutto. Perchè ci voleva Saviano a dire che la ndrangheta è anche (e soprattutto) al nord, vero?

Stamattina passo al bar come al solito a fare colazione e trovo il barista (che è buona persona e bravo cristo), che dice che però non si può attaccare il ministro degli interni e dargli del mafioso. E giù gli altri presenti che parlavano per sentito dire. Chi difendeva Saviano, chi no.

Ma l'ultima novità mi ha fatto davvero ridere. Il Giornale firma una petizione contro Saviano perchè avrebbe detto che il nord (tutto il nord) è mafioso. E potete partecipare anche voi alla petizione con tanto di mail all'indirizzo nonsonomafioso@ilgiornale.it

Capite? Adesso qualcuno vuole che scriviamo contro Saviano ad un indirizzo mail che comincia con nonsonomafioso. Mi fate veramente ridere. La credibilità di tanti giornali è tutta in un post del grande Luca Sofri di qualche giorno fa, qui.

Mi faaate riiidereee, mi faaate riiidereee.

17.11.10

CERCASI LAVORO SERIO



Si. Proprio così. La mia prima occupazione come grafico e creativo presso la stessa agenzia di pubblicità di Torino per undici lunghi e suonati anni, mi ha ampiamente spento l'esistenza. Non riesco più a ricevere e a dare stimoli. Non riesco più a percepire l'utilità del mestiere. Sono stanco e spaesato. E mi sento solo, in questa cosa. Ogni tanto consulto Lavori Creativi e dopo è anche peggio. Mi viene da cambiare pelle come i serpenti, quando leggo che alcune agenzie che ricercano art director (junior o senior non fa differenza), richiedono ottime conoscenze di editing web o di rendering 3D. Sono stanco di leggere annunci dove si ricercano doti innate, creatività, assoluta autonomia nel concepire una campagna pubblicitaria, ma poi anche un'ottima padronanza dei software per l'impaginazione come quark x-press o adobe indesign. Ma per fare che cosa? Di che parliamo, burattini?

Ho tratto delle conclusioni. Che se proprio devo cercare lavoro prima di intraprendere la strada del professionismo autonomo, allora lo cerco presso una casa editrice. Si, direi che mi piacerebbe disegnare copertine e occuparmi anche dell'impostazione grafica. Questa potrebbe essere una strada buona e le competenze le ho tutte. Ma tra il dire e il fare devo realizzare qualcosa di buono da mandare in giro. E basta con i curriculum della minchia, che tanto l'abbiamo capito che nessuno li legge. Non è che lo penso, lo so e basta. E sappiatelo anche voi. Se volete vivere e sopravvivere in questo campo, lasciate perdere dove avete studiato, quanti anni avete e quali sono le vostre passioni. Per attirare l'attenzione vi dovete inventare delle capriole. Giochi funambolici, rocamboleschi salti nei cerchi di fuoco, il naso da pagliaccio, i tamburelli e le trottole.
Questo serve.

Se qualcuno ha qualche contatto con un grandissimo editore di Torino che possa rendermi ricco, famoso, bello e fiero di quello che faccio, bussi pure alla mia mail.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...