18.4.14

Una Storia Qualsiasi...

#vecchissimidisegninirecuperatidaunHD è un hashtag che ho inaugurato qualche giorno fa su twitter. Questo perché mi sono ritrovato tra le mani un vecchio hard disk. Dentro ci ho ritrovato di tutto. Roba vecchia come il cucco e anche meno vecchia. Tra le altre cose, questa storiella che scrissi e disegnai nel già lontano 2010 e che fu pubblicata in collaborazione tra il vecchio Conversazioni sul Fumetto e il sito Verticalismi. La striscia in questione è anche già apparsa su questo blog, a dire il vero. Ma a me piace parecchio e te la ripropongo. Anche solo perché (mamma mia, quanto mi ci ero divertito) mi ricorda un periodo, neanche troppo lontano, dove disegnare con una matita e inchiostrare con una penna pennello della Pentel, era cosa abbastanza usuale. Una Storia qualsiasi nacque dalla mia volontà, mai davvero sopita, di esplorare e di spiegarmi certi generi narrativi. 

Sto seriamente pensando di riprendere a disegnare con le mani.
Mi manca parecchio.

17.4.14

I 90 anni di Earl Norem, dagli Appennini alla Marvel, tra memorabili illustrazioni e battaglie sul fronte italiano


Parlare di Earl Norem non è affatto facile. Ma partiamo dal fatto che proprio oggi compie la bellezza di 90 anni (è nato il 17 aprile del 1924) e vanta una carriera ricca e una tecnica ricercatissima che ha influenzato intere generazioni di disegnatori e illustratori. La sua carriera artistica non ha spiccato subito il volo perché all'epoca, da ragazzo, aveva un po' da fare altrove, quando dal Governo americano fu mandato in trincea durante la Seconda Guerra Mondiale. Era sul fronte con l'85° Reggimento della 10th Mountain Division a combattere i tedeschi tra le montagne dell'Appennino Settentrionale. A soli vent'anni è stato a capo della sua squadra come sergente e ha combatturo sul fronte italiano accanto ad Arthur Tokle (futuro noto sciatore olimpionico di origini norvegesi). La carriera militare di Norem finì proprio quando fu incaricato di recuperare Tokle, disperso tra le montagne nella valle del Po. Operazione durante la quale, sembra, Earl fu ferito e costretto a tornare negli Stati Uniti.

(Naturalmente non sono uno studioso della vita di Norem. Ti sto riportando tutto dopo aver letto un po' di cose in rete ed esserne rimasto immancabilmente affascinato.)

Buon per noi, perché poco dopo il suo ritorno in patria, più o meno nel 1950, prende il via la sua carriera di illustratore. Dipingendo soprattutto con gli acrilici, Earl segna l'immaginario dell'epoca collaborando con la Magazine Management Company di Martin Goodman.















Le illustrazioni qui sopra sono tratte, in ordine sparso, dai racconti brevi The Eliminator, Submarine Commandos, The Spy in the Red Kimono, Trapped 97 Days Aboard the North Atlantic's TNT Derelict e The Blonde Sex Machine apparsi sulle riviste Man's Life, Men's Magazine, Stag Magazine, Tale of the Zombie, The Haunt of Horror e Western Illustration.

Da lì a quelche anno, naturalmente, comincia anche la sua avventura con la Marvel per la quale firmerà alcune delle sue cover più belle per Savage Sword of ConanMarvel Preview, Tales of the Zombie, Monster Unleashed e Planet of the Apes. A piccole dosi si avvicina poi anche al colorato mondo degli eroi in calzamaglia con Rampaging Hulk, Silver Surfer, Spider-Man, Fantastic Four e altri, mentre con la DC Comics realizza per lo più cover e illustrazioni legate a He-Man and the Masters of the Universe.






In anni più recenti, Norem ha realizzato illustrazioni, copertine e migliaia di trading cards per Mars Attacks! (per il merchandising legato al film) e per riviste quali Reader Digest, Field and Stream, Ski, Real West e Discover, e artwork per case di produzioni di giocattoli come Mego Toys, Mattel e Hasbro.

Tra i lavori più curiosi di questo gigante dell'illustrazione sono da sottolineare poi (nella seconda metà degli anni '70) le cover per gli adattamenti romanzati della serie tv The Six Million Dollar Man per la Charlton e (a partire dal 1990) quelle per la serie di libri Worlds of Power: Wizards & Warriors (versioni romanzate anche queste, ma di celebri videogames Nintendo).




Impossibile mostrarti qui tutte le opere di Norem. Ma visto che la tentazione è davvero forte, ti consiglio di farti un giro sulla memorabile, stupenda gallery Pinterest a lui dedicata da Reis O'Brien (qui), sul sito American Art Archive e sui blog Monster Brains e Geek Art (dove trovi parecchie sue illustrazioni realizzate per i Masters of the Universe). Qui trovi tutte le sue cover della serie Worlds of Power. Infine, fai un salto su Comic Art Fans, qui.

Inutile negare che sono particolarmente legato a Norem per via di quei magnifici ricordi legati alle sue cover per La Spada Selvaggia di Conan. Cover che andavano ulteriormente ad impreziosire quegli albi della Comic Art che raccoglievano quelle epiche storie di Roy Thomas e John Buscema (e non solo) e che ancora oggi vengono ristampate cronologicamente nei corposi volumi di grande formato dalla Panini. Te le ho lasciate ultime apposta, per ricordarle in tutto il loro splendore.

E intanto, buon compleanno al Maestro.








16.4.14

Delle edizioni Kleiner Flug, di lupi di mare, Jack London e Riff Reb's


La Kleiner Flug è una giovane casa editrice che pubblica fumetti (e fin qui, dirai tu). La cosa interessante è che si propone però con una precisa linea editoriale, una di quelle che spaccano il capello.

Faccio prima ad usare le loro parole:
Kleiner Flug (Piccolo Volo), è una casa editrice che propone, con le sue collane, di far conoscere città, vita e opere di personaggi illustri attraverso il linguaggio del fumetto.Grazie a questa “arte sequenziale”, gli autori dei volumi sorvolano, con le ali della loro fantasia, città, opere letterarie, teatrali, o semplicemente episodi storici e li narrano riformulando i canoni classici sfruttando il loro punto di vista “aereo” e la loro immaginazione.
A me, tranne casi rarissimi, non sono mai piaciuti gli adattamenti a fumetti dai grandi classici. Ma la Kleiner Flug mostra un catalogo di tutto rispetto (dalla regia mi suggeriscono di sicuro L'Ultimo dei Mohicani di Cromwell o Il Club dei Suicidi di Baloup e Vaccaro). Tra questi, però, voglio recuperare al più presto un titolo in particolare (anzi, se tu l'hai già letto, fammi sapere qualcosa): Il Lupo dei Mari di Riff Reb's.


Nel caso tu non lo sapessi, Riff Reb's, pseudonimo dietro il quale si cela Dominique Duprez, è noto cartoonist nato in Algeria ma francese d'adozione. Uno che ha studiato parecchio e che nella prima metà degli anni '80 fondò uno studio (anche di animazione) al quale presto si unirono altri cartoonist come Édith, Kisler, Cromwell, Ralph, Gonnort e Joe Ruffner.

Qui ti riporto la sinossi de Il Lupo dei Mari:
Siamo a San Francisco nel 1883 e alcuni uomini vengono sequestrati e imbarcati con la violenza sul vascello fantasma del capitano Larsen. Fra i sequestrati vi è anche un giovane gentleman (Humphrey) scrittore di ricca famiglia che viene costretto a fare lo sguattero, ma gradualmente entra nelle simpatie del rude capitano Larsen, un tipo brutale, edonista, violento e implacabile nell’esercitare il suo potere di vita e di morte sull’equipaggio e tuttavia sensibile alla cultura. [...]
Il capitano Larsen stima il giovane Humphrey e lo nomina comandante in seconda del Vascello. Vengono intanto salvati dei naufraghi, fra i quali una giovane donna americana (Miss Brustel) che ha letto i libri di Humphrey e simpatizza per lo scrittore. Avvengono tentativi di rivolta, di fuga, punizioni brutali, finché viene avvistata la nave del fratello di Larsen, il capitano Morte Larsen
Anche se nelle righe di presentazione del volume sul sito della Kleiner non è citato (ma lo hanno fatto sin dalla copertina), la storia è tratta dal romanzo del 1904 The Sea-Wolf di Jack London (già oggetto di una riduzione a fumetti sul numero 85 di Classic Illustrated del 1951). Un romanzo, come tanti altri di London, che ha fatto la storia della letteratura avventurosa di inizio '900. Anzi, guarda, se ti interessa qui puoi leggere un'anteprima del romanzo in questione nell'edizione Newton Compton.


Se non ho capito male, comunque, originariamente il volume a fumetti di Reb's è stato realizzato in Germania dopo una piccola campagna in crowd-funding per sostenere le spese di stampa. Qui sotto c'è il video documentario che accompagnava questa operazione. Più sotto l'anteprima issuu del volume della Kleiner Flug (perché ci sarebbe pure da elogiare come si deve il sontuoso, bellissimo lavoro di Reb's). Tutto questo bailamme di informazioni messe a caso (scusa), solo per dire che è da prendere assolutamente.



15.4.14

Batman: Strange Days


In occasione del 75° Anniversario di Batman, la DC Comics ha dato il via ai festeggiamenti per celebrare degnamente la storia del personaggio. Una delle iniziative riguarda Bruce Timm, leggendario autore e ideatore della celebre serie degli anni '90, Batman: The Animated Series. Timm si è cimentato in un riuscitissimo cortometraggio animato di 3 minuti, Batman: Strange Days.
E' una storia perduta nel passato di Batman, dove il nostro Cavaliere Oscuro dovrà vedersela con uno strano gigante nel misterioso covo del Dr. Hugo Strange. Il corto è ambientato in un’atmosfera dark e siamo esattamente nel 1939, anno in cui Bob Kane e Bill Finger hanno creato Batman.

11.4.14

Il Fumetto è SOLO Fumetto (e ci mancherebbe pure), ma sempre con calma e per favore


Sulla recente diatriba su quanto sia giusto o sbagliato candidare unastoria di Gipi allo Strega, non voglio riflettere troppo, perché certe cose mi annoiano. I migliori premi al fumetto sono quelli che assegno io personalmente da casa mia. Però c'è da dire una cosa e per dirtela ti mostro due recenti tweet pescati in rete negli ultimi giorni:



Sono due punti di vista diametralmente opposti, ma sai una cosa? Sono completamente d'accordo con entrambi. Com'è possibile?
E'  per caso l'incedere pressante della vecchiaia, a farmi perdere colpi? Non credo. Perdevo colpi già a vent'anni.

Jacopo Cirillo è sceneggiatore per Disney, fondatore del sito Finzioni Magazine e Dio solo sa cos'altro. Dice che Gipi, ma in particolare il suo unastoria, non è letteratura. E c'ha ragione. Come fai a dargli torto? Jacopo è tirato in ballo anche in un interessante articolo di Andrea Coccia su Linkiesta.
Stefano Perullo, invece, proprietario della fumetteria Comix Factory di Caserta e del blog omonimo, tira una stilettata in senso contrario. In realtà non si esprime sulla diatriba vera e propria ma mette in risalto il fatto che a lamentarsi di questa cosa, ma guarda un po', sono proprio gli appassionati (e non solo) di fumetto. Come a dire che la possibilità per il fumetto di essere finalmente sdoganato, anche se nel modo sbagliato, è comunque una possibilità. Ed è vero, solo che quel "modo sbagliato" a me, personalmente, fa comunque un po' paura.


Però, una riflessione: i lettori forti di narrativa non si sono minimamente incazzati per la presenza di Gipi al Premio Strega, anzi. E mi chiedo invece quanto si incazzerebbero i lettori di fumetti se al prossimo Gran Guinigi, tanto per dire, fosse candidato l'ultimo libro di Carlo Lucarelli (faccio un nome a cazzo tanto per dire). Si incazzerebbero molto, e a torto, perché sentirebbero un tremito nella "forza". Come un tentativo da parte di qualcuno di minare alle basi la loro bella nicchietta (del cazzo! Ce lo vogliamo dire una buona volta? Del cazzo!). Si incazzerebbero moltissimo, e a ragione, perché ci si chiederebbe cosa ci accocchia il romanzo di Lucarelli con il fumetto. Niente. Cosa vuoi che ci accocchi?

E' come se si stesse asserendo che il fumetto, per riuscire finalmente ad essere sdoganato, avesse bisogno di essere considerato altro. Anzi, guarda, non è come se si stesse solo "asserendo". E' da sempre che questa cosa viene sottintesa. Ma NON è così. Il fumetto è fumetto. E non ha da invidiare nulla alla parola solo scritta. Ma la parola solo scritta si, invece, che ha da invidiare qualcosa al fumetto. E' come la storia delle pistole, hai presente? A sparare non è lei ma chi preme il grilletto. E se continui a dare retta a chi scredita un linguaggio (qualsiasi linguaggio, anche se ora stiamo parlando di questo), il problema sei tu, non lui.


Sai cosa piacerebbe a me? Mi piacerebbe che al di là dei premi di settore, un giorno allestissero un bel premio che vada al di là di etichette, categorie e generi. Che so, tipo una roba che premia le "Storie". E allora lì mi piacerebbe vedere candidati (e concorrere fino a passarsi a fil di spada l'uno contro l'altro) l'ultimo lavoro di Gipi (come anche una storia di paperi apparsa su un Topolino qualsiasi, la cosa non cambia, sia chiaro), l'ultimo libro di Camilleri, l'ultimo film di Edoardo Winspeare e l'ultimo disco di Andrea Chimenti (sempre tanto per dire).

Tutti sotto lo stesso tetto. Alé.

Non potrà mai esistere una roba del genere, lo so. Ma sarebbe una soddisfazione. E vaffanculo alle etichette, uno dei mali del nostro secolo.

P.S.: Poi ho appena scoperto che a tal proposito, su Fumettologica, Matteo Stefanelli ha appena detto la sua, con la sua solita, irrefrenabile voglia di dire sempre la cosa giusta nel modo giusto.

9.4.14

Unconventional Heroes by Gerald Bear


Gerald Bear è un creativo americano che oggi vive e lavora a Milano. Unconventional Heroes è una serie di poster da lui firmati che ritraggono auto d'epoca o mezzi di trasporto desueti, ma travestiti da icone che hanno fatto la storia di cinema e tv. Trovo l'idea molto carina e la realizzazione tecnica davvero notevole. Non si sa altro, di lui, ma potete seguirlo su Facebook (qui) in una sezione dedicata apposta a questo progetto. Dietro la vespa di Akira, l'Optimus Prime formato ape car, la Y10 di Interceptor o la due cavalli di Batman, c'è davvero del genio, niente da dire.












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