24.10.14

Cooking Sucks

Sul numero di Internazionale in edicola da oggi, il 1074, a corredo dell'articolo "Abbasso la cucina" ("Cooking Sucks", in inglese) firmato da Sarah Miller, giornalista e scrittrice americana, trovi due mie nuove illustrazioni.
L'articolo parla di come anche di questi tempi, quando ormai cucinare fa figo e tendenza, esistano ancora persone (vivaddio!) che di cucinare si rompono le palle. Ma che lo fanno comunque, sia per mangiare sia per attirarsi le grazie e tutto l'amore possibile di un figlio o di un marito.


E' la terza o quarta volta che le mie illustrazioni hanno a che fare con la cucina. Non mi ci diverto un granché, devo ammetterlo, ma mi adeguo volentieri. La prima, in particolare, vuole essere uno spassionato omaggio a quelle vecchie uniformi carcerarie rese celebri nel mondo delle nuvolette parlanti dai fratelli Dalton, mentre quel numerino sul petto, il "23", è una citazione dovuta (visto il contesto) a quel Charlie Chaplin protagonista di Charlot Ladro ("Police", in orginale), film del 1916.

Sulla seconda ho poco da dirti. Doveva essere un'altra roba, ma una serie di cose avvenute per caso, mi hanno costretto a tornare sui miei passi.




23.10.14

Di diavoli a San Francisco, bestie feroci, avventurieri dal gomito alto e paperi ladroni

Devil e i Cavalieri Marvel #1
Un Diavolo a San Francisco

Lo so, te ne ho parlato qualche post fa. Ma era solo una riflessione e non avevo ancora letto tutte le storie. Dentro ci trovi quindi un punto tutto nuovo dal quale partire: Matt Murdock ora fa l'avvocato a San Francisco, ha un nuovo socio (socia) in affari, la sua seconda identità di vigilante notturno è nota a tutti e anzi, la polizia ora lo usa come consulente su casi spinosi. L'incipit è carino, il nuovo status è chiaro e lampante da subito. In tutto questo, e nel giro di una ventina di pagine appena, Mark Waid imbastisce anche una storiella dai ritmi serrati, con qualche colpo di scena e un rocambolesco inseguimento dai risvolti in parte commoventi (la protagonista è una bimba ignara di quanto accade) e allo stesso tempo buffi (Matt non conosce le strade di Frisco come quelle di Hell's Kitchen). Mi sembra un ottimo punto di partenza. Sui disegni di Chris Samnee mi sono già espresso più volte. Quindi sai già che per me è un gigante proprio gigante.


Nella seconda storia dedicata al cornetto, lo speciale commemorativo numero 1.5 dedicato ai 50 anni del personaggio, Waid e autoriume vario si divertono ad immaginare che piega possa prendere la vita di Matt tra qualche annetto (figli, cariche politiche, matrimoni, nuovi nemici che sono i figli di quelli vecchi). La storia è molto carina, così come quella breve in appendice, dove un vecchio videotape, ritrovato per caso, ripercorre la buffa parentesi di Mike Murdock, lo spaccone e insolente fratello di Matt, impersonato da lui stesso per proteggere la sua identità segreta (nelle splendide storie disegnate da Gene Colan sulla serie originale a partire più o meno dal numero 20).
Infine anche la serie The Punisher riparte da #1, autori: Nathan Edmondson e Mitch Gerards. Storia carina anche qui, che lascia dei sospesi ma che ci presenta un Frank Castle che sorride facile e ha come compagna di bevute una poliziotta di Los Angeles. Sembra un Castle un po' più realistico, insomma. Ma bisogna poi capire.

Martin Mystére #334
I Predatori della Foresta Sacra

L'ultima annata del bimestrale in questione ha dato delle belle soddisfazioni, bisogna dirlo. Questa storia (del bimestre precedente all'albo attualmente in edicola) è una delle ultime scritte da Paolo Morales (prima di passare a miglior vita nel gennaio del 2013, pace all'anima sua) e vede al centro della vicenda una serie di efferati omicidi che sembrano compiuti da bestie feroci, una cricca di stimatissimi professori univesitari e una modella di origini Niska che sembra saperne più del dovuto. Il suo bisnonno, un potente sciamano deceduto molti anni prima, sembra essere tornato dalla tomba per vendicarsi di un brutale affronto. Martin, Java è l'ispettore Travis si troveranno quindi ad indagare su omicidi impossibili, costellati da una guerra tra corvi, aquile, lupi e orsi come se piovessero.


Come nello stile di Morales, la storia è equilibrata e funziona a meraviglia. Se poi tieni conto che è disegnata da Giancarlo Alessandrini (che non riesco ad immaginare come farsi sfuggire un Martin Mystére disegnato da lui), allora capisci anche tu che vien facile farsi trasportare.


Adam Wild #1
Gli Schiavi di Zanzibar

Ne hanno parlato tutti e bene. Sembra essere piaciuto a tutti e di certo io non faccio eccezione. In generale, val sempre la pena leggere le storie di Gianfranco Manfredi, questo mi pare ovvio. Con Adam Wild lo sceneggiatore senigalliese si pone in quel solco lasciato vuoto più o meno dalla "dipartita" di Mister No, ovvero quello dei classici dell'avventura (che attenzione, sembra una roba che sminuisce e invece proprio no, guarda). Con il vecchio Jerry Drake, Adam condivide un carattere incline alle sconcezze, alle sbornie e alle zuffe. Però è anche molto ligio ai propri ideali ed è molto più stratega e pianificatore di quanto possa sembrare. Credo che in futuro potrebbe addirittura risultare un po' crudele, quando sentirà il bisogno di esserlo.


Questo primo numero è un ottimo esordio con una storia impeccabile che cavalca uno squisito equilibrio tra un episodio di presentazione e una storia autonoma. Alessandro Nespolino è bravo. Punto. Il suo stile è classico ma riflette il tratto plastico di certi autori americani.

Fantomius - Ladro Gentiluomo #1

La Panini mette in cantiere con questo primo albo (di due in totale, se non erro) la Fantomius Definitive Collection. Pubblicazione destinata appunto al personaggio tornato alla ribalta grazie a Marco Gervasio come autore completo (e prelibato) delle storie serializzate sul settimanale nel 2012. Gervasio è un autore di punta della Disney e qui lo dimostra ampiamente. Fantomius, alias Lord Lamont John Quackett, è un ladro gentiluomo che nella Paperopoli bene degli anni '20, e sempre accompagnato dalla sensuale Dolly Paprika, è autore di audacissimi furti.
I due inafferabili criminali sono ispirati un po' a Fantomas e tanto a Diabolik. Volutamente, direi, a partire dalle modalità adottate nei vari furti, o dal fatto che uno dei co-protagonisti delle varie storie è l'ispettore "Pinko".


Lo stile di Gervasio è uno stile grande grande. Sia la sua penna sia le sue matite si sposano in modo felice alle ambientazioni e ai vari personaggi. E le storie sono carine anche per chi, come me, non legge spesso di paperi e topi in casa Disney. Consigliato.

22.10.14

I notturni di Patrick Joust


Patrick Joust è un fotografo classe '78 che vive e lavora a Baltimora, nel Maryland, ed è sempre a caccia di un soggetto da impressionare su pellicola. Patrick è un fotografo come tanti, ma non come tutti. Per forza di cose sono costretto a segnalarti le sue cose più belle come la serie Black and White Baltimore, Still o anche North.

Ma tra tutti i suoi lavori (che in generale trovi sul suo sito ufficiale), non posso non condividere con te il suo gusto per le atmosfere ovattate e silenzione di certi scenari notturni (verso i quali, come dovresti già sapere, nutro una purissima, maniacale attrazione). E quindi te li piazzo qui sotto. Buona notte.















20.10.14

Justified: e sono tre. La terza stagione, più bella della prima, un pelo sotto la seconda


Nella prima c'era la famiglia Crowder e la Dixie mafia di Miami, nella seconda, la famiglia Bennett. E nella terza stagione di Justified? Chi rimane nella Contea di Harlan, nel Kentucky, a dare del filo da torcere al marshal Raylan Givens? E te lo dico io: tanti, tantissimi personaggi che mettono tanta, parecchia carne al fuoco.

La mafia di Detroit deve riscuotere proprio ad Harlan il denaro speso per un investimento sbagliato. E manda sul posto Robert Quarles, magnificamente interpretato da quel "faccia di bambinone cattivo" di Neal McDonough. Ma Quarles è stato allontanato apposta da Detroit per via di qualche suo violento e peccamino vizietto.


Una volta in paese, Quarles stringerà alleanza con un personaggio nato nella seconda stagione, Wynn Duffy, interpretato da un'altra faccia da furbetto niente male: "mister sopracciglia diaboliche dell'anno" Jere Burns.


Continua ad esserci anche Boyd Crowder, un Walton Goggins (qui sotto) sempre più a suo agio nella parte, che insieme alla compagna Ava, a suo cugino Johnny, al padre di Raylan, Arlo, e al suo luogotenente Derek "Satana" Lennox, cercano di prendere le redini dell'intera Contea.


C'è Dickie, l'unico membro rimasto in vita della famiglia Bennett, che riesce ad evadere dalla prigione per mettersi alla ricerca dei soldi che ha raccolto l'impero del crimine guidato da sua madre nella stagione precedente.


E c'è pure Ellstin Limehouse (altra riuscita interpretazione, questa volta da parte dell'attore Mykelti Williamson), macellaio dai modi filosofeggianti ma molto spicci, protettore del quartiere nero di Noble's Holler.


Tutti loro si incontreranno e si scambieranno favori, soldi, informazioni, spesso a discapito dello stesso Raylan (ora a caccia di uno, ora dell'altro), che in questa stagione verrà messo da parte da sua moglie (che ora aspetta un bambino da lui), accusato di omicidio e corruzione e minacciato di morte praticamente da chiunque passi per caso da quelle parti. Si cercherà di incastrarlo e di toglierlo di mezzo. Addirittura di togliergli le reni, pensa (questione messa su proprio da Elmore Leonard, come ti avevo accennato qualche tempo fa).

Quasi si sfiora l'accanimento terapeutico, insomma, nei confronti del nostro buon protagonista, per buona pace di qualche criticone che all'epoca lo considerò "troppo vincente".


Ci sono degli episodi di mezzo con il "caso del giorno" che sono piccoli gioielli. Ci sono picchi altissimi nei dialoghi e qualche scena ad altissima dose di machismo (una indimenticabile). C'è tantissima carne al fuoco (ad un certo punto forse anche troppa). C'è un bellissimo, tragico finale e c'è un situazione tra Raylan e suo padre che ti lascia basito.
Tanta roba buona, come ti dicevo all'inizio, per una terza stagione che è molto migliore della prima (così come dovrebbe sempre essere in un mondo giusto), ma proprio un pelino sotto alla seconda, in quanto a intensità.


E pensa che hanno trovato pure il tempo di divertirsi, sul set.



Ho finito di vedere questa stagione un po' di tempo fa e sto prendendo una pausa per vedere la prossima (il periodo non è di certo congeniale alle frivolezze). Ma in realtà cercherò di centellinare gli episodi che mi mancano perché, a quanto mi risulta, gli autori hanno deciso che la sesta stagione di Justified attualmente in onda negli Stati Uniti, sarà anche l'ultima.

Sono talmente preso da questi personaggi da non riuscire ad essere obiettivo più di tanto. E visto che per quanto mi riguarda molti di loro rasentano ormai il mito, ti propongo qui sotto una bella galleria fotografica.









17.10.14

Quel meraviglioso Popeye di Max Fleischer


Nato a Cracovia nel 1883, ma emigrato a New York a soli 5 anni, Max Fleischer è stato animatore, scrittore e inventore. Un vero e proprio pioniere e uno degli sperimentatori più influenti nel campo dell'animazione (pensa che fu lui a inventare il rotoscopio).
Fu inoltre il produttore del primo cartone animato con sonoro sincronizzato della storia e il primo a combinare disegni animati e riprese dal vero.
Fra i personaggi da lui portati sullo schermo sono da citare Betty Boop, Koko il Clown e quel meraviglioso Superman che ancora oggi è ritenuto come uno dei più riusciti di sempre. Ma oltre questi, i suoi Fleischer Studios si prendono il merito di aver dato vita animata anche a Popeye, nel 1933. E qui veniamo al punto, perché è di questo che ti volevo parlare.


Sai benissimo chi è Popeye, sin da bambini, noi lo abbiamo sempre chiamato Braccio di Ferro. Un personaggio all'epoca bizzarro, a suo modo di certo rivoluzionario, creato da Elzie Crisler Segar nel 1929 in una striscia a fumetti realizzata per il King Features Syndicate e marchio sfruttato fino allo sfinimento anche nei decenni successivi: gadget, giocattoli, ma anche numerose serie animate e un film musicale interpretato da un Robin Williams (pace all'anima sua) in perfetta forma.
Oggi Popeye è pronto a calcare nuovamente le scene soprattutto grazie all'interessamento del grande regista e animatore Genndy Tartakovsky (Samurai Jack, Star Wars: Clone Wars, Hotel Transylvania) che non più di un mesetto fa ha pubblicato on line uno stupefacente video test con le prime prove di animazione del film (ormai lo ha visto chiunque, ma nel caso te lo fossi perso, lo trovi qui).


Faccio un passo indietro, però, e torno al Popeye di Fleischer. Un lavoro stupendo che rese l'animatore in questione uno dei più popolari dell'epoca e tra i più quotati a livello mondiale.
Il primo episodio della serie (qui sotto), intitolato semplicemente Popeye the Sailor Man, fu realizzato come corto della serie dedicata a Betty Boop che la vedeva appunto co-protagonista come danzatrice in abiti succinti.


All'epoca nessuno avrebbe potuto immaginare lo strepitoso successo che avrebbe riscosso Popeye (pensa che nel 1934 venne pubblicata una statistica secondo cui le vendite di spinaci negli Stati Uniti erano aumentate del 33% proprio per via della serie animata).


Quel successo, insomma, "costrinse" i Fleischer Studios a mettere in cantiere un'intera serie dedicata a Popeye che con il tempo contò qualcosa come 200 e passa episodi.
P.S.: E a te che sei appassionato di fumetti e lettore attento, ricordo che proprio in quel periodo, a partire dal 1935, negli studios in questione arrivò un giovane cartoonist che collaborò proprio alle serie di Popeye. Il giovane si chiamava Jacob Kurtzberg, meglio noto poi "semplicemente" come Jack "The King" Kirby.


Tutto questo per dirti che, oggi come oggi, quei mitici episodi te li offre generosamente in visione il "tubo" in una tracklist (te la piazzo qui sotto, ma la trovi anche qui) che li raccoglie tutti e che ha praticamente lo stesso valore di uno scrigno pieno di tesori.
Sono in lingua originale, naturalmente, ma le parole servono a poco, qui. E quindi non mi rimane che augurarti buona visione.

P.S.: Li ho fatti vedere anche a mio figlio. Gli piacciono un casino e ride come un matto, anche se non capisce (non vuole capire) perché Braccio di Ferro per diventare forte deve mangiare delle "verdurine".


Agli smanettoni di smartphone e tablet, segnalo invece che su Google Play esiste l'app Poppye Collection che raccoglie tutti i 212 episodi della serie originale. Si tratta in pratica di un'app gratuita che gestisce naturalmente solo i link esterni e quindi non funziona off line).

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