23.7.14

Adam Lupton


L'artista canadese Adam Lupton mette sotto i riflettori le lotte psicologiche e sociologiche della società moderna. Attraverso la sua pittura ad olio, sfuma le linee tra realismo ed espressionismo ed esplora un tipo di narrazione "multi-direzionale" dove piani temporali diversi coesistono su una singola superficie e mettono in discussione il processo di libero arbitrio e i concetti di spazio, tempo e "destino". O almeno, con queste parole viene presentato Lupton sul suo sito ufficiale e sul suo blog. Per quanto mi riguarda, invece, le sue opere sono semplicemente parecchio interessanti.











22.7.14

Babylon A.D., che uno pensa "figurati se mi guardo 'sta roba" e poi invece non ti dispiace nemmeno


Qualche sera fa, mi è capitato sotto gli occhi Babylon AD. Vedere il granitico Vin Dieselone cimentarsi in quello che sembrava l'ennesimo filmaccio d'azione mi ha fatto ridere. Poi sono rimasto a guardare e sai cosa? Non mi è nemmeno dispiaciuto. All'epoca dell'uscita al cinema, la critica fu davvero inclemente affibbiandogli voti a dir poco disastrosi. Per un film che, te lo sussurro nell'orecchio, è almeno una cinquina di volte meglio di uno qualsiasi dei Fast&Cosi.

Quello che non sapevo io è che questa pellicola del 2008 è francese, che la regia è firmata da Mathieu Kassovitz (dev'essere un tipo ben strano, Mathieu), che è ispirato allo sconosciuto romanzo Babylon Babies dello sconosciuto scrittore francese Maurice Dantec e che oltre a Vin Diesel, nel film ci sono anche Michelle "La Tigre e il Dragone" Yeoh, la bellissima Mélanie Thierry (prossima co-protagonista con Christophe Waltz nel nuovo film di Terry Gilliam, The Zero Theorem), la sempre bravissima Charlotte Rampling in un ruolo cattivissimo che gli si addice non poco e c'è pure Gerard Depardieu che in realtà si vede poco ed è completamente ricoperto da uno spesso strato di trucco e lattice.


Te la faccio brevissima: in un futuro non troppo lontano il mercenario Toorop è incaricato di trasportare in sei giorni Aurora, una giovanissima suora, dalla Mongolia a New York dove lui non può più entrare perché considerato un terrorista. Toorop e il magnate Gorsky si accordano per mezzo milione, oltre ad una nuova identità e ad una nuova vita in America per il mercenario. Il tutto si trasformerà presto in una fuga disperata che ci mostrerà una società disastrata e schiacciata dalla povertà e dalla rassegnazione.


A parte una scena iniziale in perfetto "sboron style" alla Vin Diesel, il film non è malaccio. Le scene d'azione sono abbastanza inquadrate (e in effetti qui si vede tutta la "francesità" della pellicola) e anche se il soggetto sa di già visto, l'oretta e mezza del film scorre via bene. A me, tanto per dire, ha ricordato parecchio I Figli degli Uomini di Alfonso Cuaròn (ma da lontano, eh, che il film di Cuaròn è di tutt'altro spessore) e, sul finire (ma proprio sul finire finire), anche un po' il Minority Report di Spielberg.

21.7.14

Un paio di consigli per le letture estive (ma anche no), tra mille storie incredibili di saiens fìc-sciòn

A te che sei in procinto di partire per le vacanze, ma anche a te che te ne resti tranquillo a casa, volevo solo segnalare che se hai voglia di leggere qualcosa di bello, in edicola, da ora e fino a fine agosto, ci trovi un paio di cose "saiens fìc-sciòn" niente male.

Cosa "saiens fìc-sciòn" niente male davvero number one:


Il numero speciale estivo di Wired. Stiamo parlando di una rivista molto particolare, si. Tanto per dirne una, da un punto di vista squisitamente grafico, Wired è praticamente una delle migliori proposte in circolazione.
I temi trattati sono spesso interessanti e trattati con una certa cura (per la maggior parte delle volte, insomma, e sicuramente di più di quelli che trovi sul sito).

Questo meraviglioso numero speciale, intitolato appunto Storie Incredibili, omaggia quella straordinaria sci-fi dell'epoca d'oro che ha visto testimoni di tanta grandezza i cosiddetti pulp magazines come Weird Tales, Amazing, Astonishing Stories, Analog e mille altri.
E lo fa raccogliendo una dozzina di racconti di fantascienza scritti da gente come Alan Altieri, George R.R. Martin ("con un racconto inedito della celebre saga"), Bruce Sterling, Valerio Evangelisti e Tullio Avoledo e altri come Licia Troisi, Nicoletta Vallorani, Marco Malvaldi e via discorrendo. E c'è spazio anche per il fumetto con la storia del supereroe Mister Wearable scritta da Andrea Curiat e disegnata dal grande Sergio Ponchione e quella de La Macchina dell'A-Realtà di Giacomo Gambineri e Francesco Muzzi.


Giusto per la cronaca: tutti i racconti sono corredati in modo meraviglioso da illustrazioni firmate da Mick Brownfield, Killian Eng, Rich Kelly, Patrick Leger, Marko Manev, Dan McPharlin (autore della bella illustrazione grande qui sopra), Marco "Goran" Romano, Señor Salme e Daniel Strange.

Infine, menzione d'onore alla bellissima cover firmata dallo studio inglese The Red Dredd che omaggia quella storica del numero di Amazing Stories del dicembre 1946 (nota anche come "The Observatory" e opera dell'illustratore Bob Hilbreth).


Cosa "saiens fìc-sciòn" niente male davvero number two:


Ne abbiamo parlato qualche post fa e ora finalmente la ristampa integrale mensile della Mondadori Comics ha finalmente esordito in edicola. Il primo volume di Hammer in uno sfolgorante formato 18x23cm che dona alla pagina ampio respiro e una'ottima leggibilità.

C'è una nuova cover dipinta, opera a sei mani firmata da Olivares, Majo e Simeoni, c'è un'introduzione che ripercorre brevemente i vecchi tempi e c'è un epilogo con gli studi dei personaggi e delle tecnologie. Ma soprattutto ci sono le storie. Nel numero zero l'hacker organica Helena Svensson si ritrova "incastrata" dal suo compagno e un processo la condannerà a vent'anni da scontare sul mega carcere orbitale di Lazareth.


E sul primo numero vediamo appunto il suo arrivo tra la vastissima comunità carceraria e assistiamo alle rigide e mortali regole del posto dettate dai droni di guardia, all'approccio farfallone dell'ex pilota Swan Barese, alle strane macchinazioni dello spietato John Colter e ad un disperato piano che prevede la fuga da Lazareth.


C'è tutto questo e ci sono anche i magnifici disegni dei Maestri indiscussi Majo e Olivares (che hanno contribuito anche ai testi). E sai cosa? Con sommo stupore (ma un po' me l'aspettavo, via), storia, sceneggiatura e dialoghi non hanno minimamente risentito del ventennio che è passato. Sono ancora freschi, meravigliosi e potenti. Non ci sono storture, non ci sono imperfezioni. Personaggi memorabili caratterizzati come raramente è accaduto.

Unica nota: i disegni di Majo sembrano ispessiti dalla nuova stampa, ma probabilmente è uno scherzetto ottico dovuto al fatto di vedere le sue tavole improvvisamente ingrandite, anche se di poco (le tavole del primo numero le ho talmente squadrate con gli occhi, all'epoca, da ricordarle a memoria).


Hammer è un mensile. Adesso puoi leggerlo, nel caso tu non l'avessi mai fatto. O, come nel mio caso, rileggerlo e riscoprire nuovamente una grande fantascienza. Stiamo parlando di una delle migliori serie a fumetti italiane di sempre, non so se è chiaro. E' chiaro?

P.S.: Ho scoperto per caso che Olivares ha segnalato sulla sua pagina facebook il mio precendente post e mi ha ringraziato per la cosa. Io colgo occasione per ringraziarlo a mia volta ma qui, che una pagina facebook non ce l'ho (e così il cerchio dell'arruffianamento si chiude).

18.7.14

Il Fuoco non ha Amici


Con colpevole, colpevolissimo ritardo, sono finalmente riuscito a leggere Il Fuoco non ha Amici del quale autore unico, Davide Garota, ti ho già parlato svariate volte. Una di quelle fu in occasione dell'uscita del suo primo lavoro "ufficiale", quell'Invito al Massacro (scritto però da Giovanni Marchese) la quale lettura mi entusiasmò parecchio. Ora Davide si è rimboccato le maniche (cosa che è abituato a fare da sempre, da quel che ho capito) e si è scritto e disegnato il suo bel libro.


Il Fuoco non ha Amici è il risultato di quelle fatiche. E' una storia di provincia, ma non una delle solite (che ormai si fa presto a dire "storie di provincia"). La storia di Davide racconta DAVVERO la provincia, narrata senza fronzoli e senza quel sentore da favola moderna al quale il lettore di fumetti smaliziato è già abituato. Il Fuoco non ha Amici è brutale e terribilmente realistico. Abbiamo un'ambientazione tra le colline marchigiane (le stesse dove Davide vive) e abbiamo un protagonista, Diego Vardata detto il Varda, un disadattato zoppo che vive uno strano approccio con la realtà. Varda fa il giardiniere ed è saguigno e imprevedibile. Varda vuole fuggire, ma più scappa dalla realtà più sembra avere qualcosa da dire.

Nella storia c'è tanto, tantissimo verde. Il giardinaggio, l'odore dei fiori, l'erba (quella "buona" del vicino, intendo), ma ci sono parecchie altre cose, si, l'incoscienza, la crescita, le relazioni, l'amore, i pugni, i "diversamente abili" (cit.: "che poi che cazzo vuol dire diversamente abile?"). E come se le cose non andassero già di merda per conto loro, ci si mettono anche i "tipi di città" che arrivano lì, in quel paesino consumato dal silenzio e dalla noia, e rompono quel delicato meccanismo ad orologeria. E a chiudere il cerchio, anche gli eventi e il fato. Due mani che si stringono sanguinanti in un'auto diretta in ospedale, le "luci colorate", un incidente e il risveglio.
Ti aspetterresti che il tutto sfoci in tragedia e invece c'è un messaggio.



E poi ci sono le tavole di Davide. Lo stile è il suo, personalissimo, che non sembra avere debiti con nessuno. Davide intervalla colori caldi e piatti a meravigliosi acquerelli dalle tinte accese. Ci sono delle tavole notturne dove le vignette perdono forma, il segno si fa più abbozzato e ai "cattivi" crescono le orecchie come ai topi e altre dove il tratto diventa quasi caricaturale e gli occhi si fanno grandi, soprattutto quelli della protagonista femminile il cui volto assume caratteristiche di una delicatezza palpabile, consistente. Ci sono tavole dove il verde è sempre predominante nelle sue infinite sfumature. E ci sono generi e stili diversi, nei disegni di Davide. Ed è proprio quello il bello.


Non so esattamente cosa aggiungere. Potevo fare una recensione seria del volume, ma non l'ho fatto per un paio di motivi buoni: 1 - non scrivo MAI recensioni dei fumetti, te ne sarai accorto. Per una precisa scelta, al massimo te ne parlo. E 2 - Il Fuoco non ha Amici si legge in mezz'ora e dopo quella meravigliosa fine costellata da una placidissima speranza e da un messaggio d'amore, non mi è sembrata un'opera sulla quale fare una "recensione". Ne avrei solo abbruttito gli intenti.

17.7.14

L'Uomo Mascherato torna in edicola


Era un po' che girava la voce e ora finalmente c'è l'ufficialità. Dal 4 settembre La Mondadori Comics distribuirà in edicola e fumetteria un corposo volume ("pregiato formato cartonato 14x21 cm di 640 pagine in bianco e nero,  al prezzo di 14,99") con le prime otto storie in ordine cronologico del Phantom, di Lee Falk e Ray Moore.
Qualcosa era trapelato dai recenti redazionali di Max Bunker su Alan Ford, visto che lui stesso si è occupato di curare e tradurre il volume in questione. A sentire lui, anzi, sembra che la stessa sorte debba toccare, da settembre a seguire, anche alle prime storie di Mandrake e dell'Agente Segreto X-9, ci crederesti?

Ho sempre nutrito una grande passione per le storie di Lee Falk (ti ricordi con quanto amore te ne avevo parlato in questo post?) e ora finalmente si potrà dare una degna e definitiva pubblicazione a quelle storie. L'ultima volta che queste storie in particolare sono comparse in edicola, lo hanno fatto su quei memorabili albi monografici della Comic Art e in piccolissima parte, una decina di anni fa almeno, sul numero 15 della collana I Classici del Fumetto di Repubblica dove dividevano lo spazio con quelle di Mandrake. Per quanto riguarda il personaggio in sé, invece, in anni più recenti era sta l'Aurea Editoriale a riportarlo in edicola con uno spillato mensile (durò solo sei uscite ma fu apprezzatissimo dal sottoscritto) che ristampava però le storie inedite pubblicate dalla scandinava Egmont Publishing a partire dal 2000.


Per quanto riguarda quelle di Falk, quelle insomma che troveranno spazio in questo primo, gigantesco volume (speriamo solo il primo di altri), sono storie stupende e incantevoli che, senza lasciarsi trasportare troppo dalla nostalgia, hanno scritto e riscritto un tempo e un modo di fare fumetto pienissimo di stimoli e tanta avventura. Storie sulle quali non vedo l'ora di rimettere mani ed occhi per rileggerle l'ennesima volta, a distanza di tanti anni (anche se già imperversano in rete le critiche legate alle strisce originali che, visto il formato di questo volume, saranno per forza di cose rimontante).

"Nato nel 1936 da Lee Falk & Ray Moore “Phantom” è stato il primo eroe in calzamaglia e l’ispiratore di una lunga serie di eroi e supereroi da allora fino ai giorni nostri. Un personaggio che ha affascinato generazioni di lettori e che ancora oggi riscuote successo senza sembrare datato."

P.S.: Ieri, per via del 300 di Miller passato in edicola a 20 euro, ci sarebbe stato da marciare sugli uffici della Mondadori Comics con le fiaccole e i forconi, vestiti da buzzurri e dando la colpa alle streghe. Oggi, con un certo piacere, devo ammettere che una quindicina di euro per 640 pagine a botta, sono un prezzo mai visto prima.

15.7.14

Aurora Comic Scenes: Captain America


La cover e le 4 "paginette" di fumetto qui sotto, sono una piccola rarità. Si  tratta di un mini albetto a tiratura limitata inserito in un libretto di istruzioni allegato ad un kit in plastica prodotto dalla Aurora Plastics (kit numero #192), raffigurante il prode Capitan America così come lo vedi qui sotto, ritratto in una posizione da attacco imminente (purtroppo, come noterai, si tratta di una di quelle statuette in plastica "terribiline" irrimediabilmente kitsch, ma prova a chiedere a me se non la vorrei su una delle mie mensole...).


Stiamo parlando del 1973 e il breve fumetto in questione fu scritto da Len Wein e disegnato nientemeno che da mister John Romita Sr. in persona. Quelle che trovi qui sotto sono le scansioni delle tavole originali comparse in rete qualche tempo fa (originariamente le tavole stampate nell'albo furono colorate da Glynis Wein).
Si parla di rarità perché nonostante i nomi coinvolti, da quel lontano '73 (son passati 40 anni!) questa storia intitolata semplicemente Aurora Comic Scenes: Captain America non è mai più stata ristampata (l'albetto oggi è un pezzo da collezione venduto a 200 dollari). Ci trovi il buon Capitano alle prese, naturalmente, con l'ennesima macchinazione del Teschio Rosso che vuole radere al suolo gli Stati Americani, ma solo quelli della costa ovest(!).






P.S.: Questo di Capitan America era solo uno dei model kit che la Aurora distribuì. Vennero infatti realizzati anche quelli di Superman, Superboy, Batman e Robin lato DC e Spider-Man e Hulk lato Marvel (ma anche Tarzan, Lone Ranger e il suo fido compagno indiano Tonto). E anche di questi model kit sono disponibili in rete alcune foto che trovi in questo post, mentre i rispettivi albetti allegati li trovi più o meno tutti qui.

14.7.14

Lara Paulussen


Lara Paulussen è una giovane illustratrice tedesca classe '88. Vive e lavora nella regione Niederrhein (a Nordrhein-Westfalen) e dal 2010 studia design presso la Fachhochschule Münster (Università di Scienze Applicate). Sono da sottolineare la particolare sensibilità e una tecnica squisita applicate ai libri per ragazzi e, più in generale, ai personalissimi e splendidi paesaggi naturali che firma. Questo è il suo sito ufficiale: cargocollective.com/larapaulussen

















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