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17.1.14

#CoglioneNo. O forse si?


Ormai li avrai visti ovunque. I video virali firmati con l'hashtag #CoglioneNo (in coda ne trovi uno, qui trovi gli altri due) hanno fatto il giro del web in lungo e in largo. Nel mio piccolo, a tutte le discussioni che stanno nascendo sull'argomento, aggiungo solo che non c'è soluzione e non c'è speranza. Anzi, consiglio ai capi d'azienda di destinare sempre meno alla comunicazione, consiglio alle agenzie e ai creativi freelance di cambiare mestiere e consiglio ai giovani che intendono intraprendere questo mestiere di cambiare in corsa le proprie aspirazioni. Così le aziende venderanno meno e saranno costrette a tagliare ulteriormente i loro già risicati budget e le agenzie e i freelance chiuderanno i battenti. E così andremo tutti a puttane. Ci ritroveremo tutti lì.

E' un discorso morto e sepolto. I furbetti esistono ovunque. Sta a te non farti prendere per il culo. E se hai paura di non riuscire a pagare la bolletta, allora mettiti d'impegno e studia per diventare dentista. O anche meccanico. Che anche in tempi di crisi come questi, se ti si spaccano i denti o il semiasse dell'auto, devi metterli a posto per forza.
(P.S.: Quest'ultima frase è dettata dal fastidio dell'essere consapevoli che le cose non possono cambiare. Non sto consigliandoti di metterti davvero a fare il meccanico, perché dovrei consigliarlo prima a me stesso. Hai capito, no?)

A chiusura dell'argomento sottopongo alla tua attenzione l'articolo Perché le aziende non pagano volentieri i creativi, scritto da Enrico Sola per Il Post. Illuminante. Così come uno dei commenti che ti riporto qui sotto.


Il che è verissimo, caro amico. Pura legge, quasi. Ma ciò non toglie che la questione pone le basi sempre su UNA sola verità insindacabile, è cioè che è dai tempi del baratto che se TU chiedi un servizio a ME, di qualsiasi servizio si tratti, devi poi ripagarmi in qualche modo. Altrimenti non venirmi a chiedere un cazzo. Tu te ne stai tranquillo a casetta tua e io mi spendo qualche serata in più a quattro di bastoni sul divano senza sentirmi colpevole. Punto.

6.4.12

Nike Fresh Air by Doubleday & Cartwright


Get Fresh Air è un videoclip che ha raccolto oltre 1 milioni e mezzo di contatti nei suoi primi dieci giorni on line, diventando il viral Foot Locker più visto di sempre.Il progetto è firmato da Doubleday & Cartwright, una "media & design agency" di Brooklyn di proprietà del creativo svizzero Kimou Meyer (aka Grotesk). Alla D&C è stato commissionata la creazione di un universo illustrato per la nuova collezione Nike/Foot Locker Primavera 2011.






Ecco il risultato. Un viral caratterizzato da un brano originale del nuovo duo hip-hop di Detroit e Chicago, i The Cool Kids. Brano che è entrato poi a far parte, l'anno scorso, del loro album di esordio When Fish Ride Bicycles.

Ah, per chi non li riconoscesse, i protagonisti del video sono Amar'e Stoudemire e Chris Bosh (campioni NBA, rispettivamente centro dei New York Knicks e ala grande dei Miami Heat) e Ken Griffey Jr. (centrale esterno di Baseball dei Seattle Mariners oggi in "pensione").


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