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6.4.17

"The Savage Sword of che...?"

Da qualche giorno ha fatto capolino su tutti i siti di informazione fumettara che la Hachette, in collaborazione con Panini, ha cominciato a distribuire in edicola, senza nessun lancio pubblicitario, The Savage Sword of Conan, collana di volumi cartonati organizzata per raccogliere in ordine cronologico le migliori storie delle serie originali a fumetti (Savage Sword e Savage Tales) del barbaro ideato da Robert Erwin Howard, scritte da Roy Thomas e disegnate, tra gli altri, da John Buscema e Barry Windsor-Smith.


L'iniziativa, dice, dovrebbe prevedere ben 70 uscite. La prima costerà 3 euro e 99, la seconda 8 e 99 e le successive 12 e 99 ("ogni volume, oltre ai fumetti, proporrà diversi approfondimenti sull'opera e sugli autori, le copertine originali e gallery varie"). 

Ora. Lungi da me imbarcarmi in una titanica impresa di questo genere, sia per questioni di spazio, sia (prima di tutto) per una questione economica. Mi avrebbe però fatto un gran piacere rileggere come si deve quelle storie e ho deciso quindi di prendere quanto meno il primo volume (che a quel prezzo non si può proprio dire di no) che raccoglie tutti gli episodi della saga Chiodi Rossi (Savage Tales #1-5 + Savage Sword of Conan #2) e forse qualcuno dei successivi (qui il piano dell'opera dei primi 4 volumi).

Capisci anche tu che, presentata in questo modo, non può che solluccherare il palato...

La questione divertente è che nessuno degli edicolanti interpellati, in quel di Torino, almeno, ha saputo darmi notizie in merito, lanciandosi di volta in volta in spericolate e buffe espressioni interrogative (da qui, il titolo del post).
Facendo un girin giretto sui forum, ho letto che tanti potenziali acquirenti erano spaesati dalla cosa. Qualcuno l'ha trovato (nel nord-est Italia e a Milano), molti altri no (niente a Roma, Napoli, centro e sud Italia in generale). In tanti si sono chiesti perché non si arrivasse a capirne nemmeno la periodicità, spacciata come settimanale da qualche parte e quattordicinale in altre. In tantissimi hanno testimoniato, in base a precedenti esperienze, che la Hachette non è nuova a situazioni di questo tipo e che già altre volte ha iniziato un'opera a campione solo in parte del territorio nazionale, per poi tirare le somme dopo le prime quattro o cinque uscite e decidere se continuare o meno (modalità che in Francia, nell'edizione contemporanea a questa, è stata annunciata sin da subito, pare). Cosa strana, in ogni caso, visto che di mezzo c'è pure la Panini che, tra l'altro, sta continuando a stampare la serie in volumi di pregio e di grosso formato (e prezzo).


E quindi? E quindi niente. Se ti capita di beccarlo in edicola, ti consiglio di prenderlo. Altrimenti, come me, fai finta che nulla sia mai successo.

Chiudi gli occhi al mistero. E quando te lo dico io, dormi... dormi... dormi...

- - - - - A G G I O R N A M E N T O - - - - -

Come detto anche nei commenti in calce a questo post, sembra ormai accertata la natura "test" di questa iniziativa. Hachette ha preferito appunto testare il mercato, distribuendo però in modo tutt'altro che chiaro i vari volumi in pochissime edicole del Paese (soprattutto del nord Italia, sembra di capire) e nemmeno piazzandole nei grossi centri urbani. Al di là dei primi quattro volumi, insomma, non credo che sentiremo ancora parlare di questa collana. Nel caso poi accada il contrario, sarò felice di essere smentito.

15.11.16

Bob Morane

E' cosa ormai nota e arcinota ma vale la pena segnalarlo. Sulla "Collana Avventura" della Gazzetta dello Sport, dopo Blake e Mortimer, Bernard Prince, Luc Orient e Bruno Brazil, dalla prossima settimana prenderà posto uno dei classici bédé che ancora oggi gode insospettabilmente, ma per lo più in Patria, di un successo strepitoso, a ben 58 anni dal suo esordio): il Bob Morane di Henri Vernes (pseudonimo di Charles-Henri Dewisme) sulle cui pagine si sono alternati alcuni dei grandi Maestri d'oltralpe come Dino Attanasio, Gérald Forton e William Vance.

La Gazzetta, in collaborazione con l'editore Nona Arte, ha deciso però di non pubblicare integralmente tutte le storie di Bob Morane (che in tutto contano circa un'ottantina di uscite) ma solo le storie più belle, decretate anni fa dalla rivista francese l'Equipe. Si parla insomma di 32 storie in totale, per un totale di 16 albi della Gazzetta.


Nel primo volume, qui sopra la cover, verrà pubblicata La Valle dei Crotali su testi di Vernes e i disegni di Gérald Forton. Ulteriori ragguagli su tutta la cronologia delle storie immagino arriverà a breve.

Un mezzo sospiro di sollievo va tirato, perché per quanto io abbia letto solo tre o quattro storie lunghe della serie in questione (nella poco invogliante edizione in bianco e nero dell'Aurea di tre anni fa durata appena cinque uscite), le ho trovate senza dubbio migliori delle ultime due ospitate sulla collana (Luc Orient e Bruno Brazil). Anche se non ci metterei proprio la mano sul fuoco, vista anche il genere indefinito della serie che va, con malcelata nonchalance, dai viaggi del tempo all'horror, dalla spy-story al thriller, dall'avventura al giallo investigativo.

Speriamo.




15.9.16

Martin Mystère a colori


Un post veloce veloce solo per segnalarti che da oggi, in edicola, ci trovi il primo numero della Collezione Storica a Colori dedicata a Martin Mystère.
Dopo Tex, Dylan Dog e Zagor, Repubblica e L'Espresso arricchiscono ulteriormente il connubio con la Bonelli riproponendo le avventure a colori del Detective dell'Impossibile in 20 uscite settimanali (tante ne sono previste, per ora) che andranno a coprire i primi 51 albi originali.
Occasione tanto più ghiotta se si pensa che l'ultima ristampa di queste storie risale al TuttoMystère che cessò di essere pubblicato nell'ottobre 1992.

A Martin Mystère sono legati tanti ricordi (ed è una delle poche serie regolari che acquisto ancora oggi) e ho sempre pensato che, al suo esordio in edicola nel lontano aprile 1982, abbia cambiato in parte le sorti del fumetto nostrano abituato, sino a quel momento, a non spingere mai troppo sull'acceleratore della fantasia (a parte qualche rapida sortita).
Un personaggio fondamentale, insomma, contraddistinto prima di tutto dalla meravigliosa verve del suo stesso autore, Alfredo Castelli.


P.S.: Il prezzo questa volta è lievemente più alto (7,90 euro a volume) e il primo non è nemmeno offerto al prezzo lancio di 1 euro com'è sempre accaduto precedentemente. Ma per chi non ha mai letto queste storie, val proprio la pena farci un pensierino. Soldi permettendo.

1.8.16

Western Stories


Una collana regolare di romanzi wester in edicola non si vedeva da parecchio (a parte il tentativo della Cosmo di qualche anno fa, durato appena una manciata di uscite). Mi sembra evidente che tra cinema, fumetti, televisione e letteratura, il genere stia vivendo, da qualche anno, una nuova giovinezza (ma senza esagerare). La Gazzetta quindi ne approfitta e da domani, 2 agosto, piazza in edicola questo nuovo collaterale, Western Stories:
"Una collezione di storie indimenticabili, dedicata a tutti gli amanti del mitico e selvaggio west. Grandi romanzi, per immergersi in un’atmosfera unica, tra indiani, pionieri, sceriffi e sparatorie all’ultimo sangue. Pubblicazioni uniche e introvabili, capolavori della letteratura western degli anni ’70, rivedranno la luce, per catapultare vecchi e nuovi appassionati nella frontiera più ostile e selvaggia. Carica la tua rivoltella e preparati al duello di Western Stories".

La collana è composta da 30 volumi (ognuno dei quali costerà 5,90 euro) e tra le prime dieci uscite ci trovi quegli scrittori che hanno elevato il western a genere letterario nelle decadi passate, da Zane Gray a Ernest Haycox, da Louis L'Amour a Gordon D. Shirreffs, da Lewis Byford Patten a Hunter Ingram.

L'esperimento, insomma, mi sembra interessante. Anche se personalmente non gradisco il richiamo forzato del primo volume (che urla al lettore di Tex) e quel tipo di illustrazioni un po' sempliciotte e dai colori fosforescenti (ed è un peccato, perché la grafica invece è abbastanza adeguata).

Se ti interessa, qui trovi il sito dedicato alla collana con alcune informazioni (ma sempre meno di quante te ne ho date io).

27.7.16

Klon

Per il terzo speciale a colori della collana Le Storie, due parole vale proprio la pena spenderle. Klon, questo il titolo, è una storia di fantascienza che vede come autore unico il grande Corrado Mastantuono, che solo soletto se lo è scritto, disegnato e colorato.

Che peccato, viene subito da pensare, che un lavorone del genere (chissà tra tutte le fasi di realizzazione quanto ci ha lavorato effettivamente Mastantuono) sia destinato a finire il proprio cerchio vitale in un mesetto o poco più.
Lo impone ovviamente la ferrea legge dell'edicola, ok, però è davvero difficile non pensare a quanto lavoro ci sia voluto.
Magari in Francia avrebbe goduto di maggiore attenzione (e non parlo di numeri), meritandosi forse anche una cover firmata dal suo stesso autore. Non me ne voglia il grande Maestro Aldo Di Gennaro, ma non ho mai capito questa cosa di dover far firmare tutte le cover ad un unico copertinista, quando per sua stessa natura la collana Le Storie ospita appunto autori diversi per ogni numero (in realtà un motivo c'è e ovviamente lo conosci anche tu: si fa per dare un senso di continuità alla collana, in modo da appagare il collezionista testa di legname che proprio non riesce ad uscire da certi meccanismi).


Poi magari sbaglio io e la Bonelli, che grazie a Dio ormai è avvezza a certi ragionamenti, lo ristamperà in un bel cartonato destinato a fumetterie e librerie di varia. E tutto questo per dire che Klon merita di essere letto per l'impegno profuso, insomma, ma non solo per quello.

Ambientata a Roma in un prossimo futuro freddo e tecnocratico, la storia narra le vicende di Rocco Basile, programmatore interfacciale che, come tanti altri, ha problemi a stare in riga e tenere a bada i primi segni di una schizofrenia incipiente. La vita di Rocco cambia repentinamente quando diventa testimone di un sanguinoso omicidio dal quale scampa per miracolo. Da qui si ritroverà al centro di una grossa e pericolosa cospirazione globale in cui è in gioco il futuro di milioni di persone.


Sui disegni è superfluo discutere. Mastantuono è un autore, un Maestro, di caratura internazionale. Sui colori, forse, avrebbe giovato un trattamento più accurato e ricco (per quanto piatto, però, il lavoro sulla scelta delle palette è molto buono).
Insomma, se in casa hai degli scaffali su cui ci tieni tanti bei fumetti, Klon dovrebbe essere lì da qualche parte.


30.6.16

Di strani Dottori, invincibili aironmenni, Principi Bernardi e gialli misteriosi

DOCTOR STRANGE #1 
di J. Aaron, C. Bachalo

Potrei anche sbagliare, ma non ricordo di una testata interamente dedicata allo strambo Dottore dell'universo Marvel. La Panini fa cosa assai gradita (per me, almeno) e la distribuisce in edicola cercando di sfruttare l'hype che sta crescendo attorno al film (che in realtà arriverà al cinema solo ad ottobre). All'interno ci trovi la nuovissima serie Doctor Strange (All-new, All-tutto-il-resto), ideata e scritta da Jason Aaron (che mi ritrovo qui proprio dopo aver letto il bellissimo primo volume di Southern Bastards) che ci mette parecchio di suo con una curiosa storia a base di creature disgustose e di una misteriosa dimensione occulta che sembra voler presto straripare nella nostra senza farsi troppi problemi. La cosa davvero interessante è la questione legata ai "batteri psichici interdimensionali" che non permettono a Strange di vivere una vita normale. Per quanto Aaron affronti seriamente certi temi, però, riesce ad impreziosire il tutto con una buona dose di humor nero che rende la lettura parecchio divertente (a tanti, questa deriva ironica non piace, a me si).
Chris Bachalo, dal canto suo, cerca di arruffianarsi chi ha tanto apprezzato le inquietanti e psichedeliche atmosfere di Ditko, ma crea anche un mondicino personalissimo a sua immagine e somiglianza.
E di mezzo ficcaci pure un breve intermezzo, tra i due episodi, disegnato da mister Kevin Nowlan (che è sempre un bel vedere).



Promozione a pieni voti, per ora. Avrei preferito un bimestrale con due episodi alla volta del Dottore, mentre invece mi tocca un mensile che già dal prossimo numero ospiterà anche la serie regolare di Scarlet Witch di James Robinson e Vanesa Del Rey che non so quanto possa piacermi (anche se ne ho sentito parlare molto bene). Vedremo.

INVINCIBLE IRON MAN #1-2
di B. M. Bendis, D. Marquez

Non so perché sia stato deciso di proporre proprio Iron Man al prezzo lancio di 1,99 euro, ma alla fin fine a qualcosa è servito. Probabilmente non l'avrei preso, infatti, perdendomi una tra le cose più "curiose" di questo ennesimo rilancio.
Invincible Iron Man è la nuova serie dedicata al crociato rosso e oro, orchestrata da Brian Michael Bendis e disegnata dal plastico David Marquez. Dentro c'è un Tony Stark più che mai motivato ad andare oltre i propri limiti e cosciente del fatto che dovrà ampiamente superarli se vorrà rimanere a galla in un mondo, il nostro, dove un giovane genio quindicenne è riuscito a superare le difese delle Stark Industries. Bendis spazza via anni e anni di discussioni sulle varie armature, facendo realizzare a Tony un modello unico che possa replicarle tutte, a seconda dell'esigenza, composto da micro parti intercambiabili (idea buonina, a mio modo di vedere).
Di mezzo ci passa un nuovissimo Victor Von Doom dal volto pulito e senza sfregi, profumato e ingiacchettato in una mise elegantissima (che non ho proprio idea da dove possa essere venuto fuori) che chiede a Tony di recuperare un oggetto sottrattogli dalla spietata criminale Madame Masque (che guarda caso è proprio una ex fiamma del playboy multimiliardario).


In sottofondo si muove anche una possibile nuova relazione sentimentale tra Stark e la bella Amara Perera, genio della biochimica originaria di Ceylon.
A
me questi primi due numeri sono sembrati molto buoni. Bendis sta cercando davvero di svecchiare quello che dovrebbe essere il personaggio più moderno e tecnologico della Marvel e probabilmente ci sta riuscendo più dei suoi ultimissimi predecessori. Cercando inoltre di insaporire il tutto con una buona dose d'ironia (mi hanno fatto molto ridere il batti-cinque con il Dottor Strange o gli assurdi messaggi di Tony destinati a lui stesso per non saltare gli appuntamenti importanti). 

I disegni di Marquez, inoltre, sono puliti e ordinati il giusto per un progetto del genere. Tenendo conto che almeno per il momento non sembrano previsti comprimari di sorta, credo che fin quando la serie terrà questi livelli, la seguirò con piacere.

BERNARD PRINCE #1-2
di Greg, Hermann

Dopo la saga di Black & Mortimer, sulla Collana Avventura arriva Bernard Prince, classico della bédé nato nel 1966 per i testi di Greg e i disegni di un Hermann non certo al suo splendore, ma dallo stile già "pieno" e abbastanza caratterizzato. Sono previsti in tutto nove volumi (due episodi lunghi e uno corto per ogni albo) che dovrebbero raccogliere tutta la serie, compresi quelli disegnati da Dany e Aidans. Questa edizione è arricchita dalle nuove cover che Hermann ha disegnato e colorato ad hoc per la nuova ristampa in Francia a partire dal '99.
Bernard Prince ha sofferto in Italia di una pubblicazione frammentata e mai completa, apparendo a puntate sui Classici Audacia a metà anni '60, sul Corriere dei Piccoli (e dei Ragazzi) alla fine dello stesso decennio e poi negli '80 su Grandi Eroi della Comic Art e sul Lanciostory dell'Eura.
Nelle sue avventure in giro per il mondo (sempre in viaggio a bordo del suo yacht, il Cormoran) l'ex agente dell'Interpol Bernard Prince si avvale della collaborazione del burbero marinaio sbevazzone Barney Jordan (che deve molto, immagino, al più noto capitano Haddock di Tintin) e il giovanissimo mozzo indiano Djinn.
Nonostante l'impianto molto classico della serie, le storie sono semplici ma squisitamente esotiche e improntate alla purissima avventura.


Nel primo albo sono raccolte le prime due storie, Il Generale Satan (divisa in due parti, la cui prima si intitola I Pirati di Lokanga) e Tempesta su Coronado, dove prima di tutto facciamo la conoscenza dei protagonisti che formeranno il terzetto noto a tutti e della nemesi di Bernard, il temibile Wang Ho (il Generale Satan, appunto), destinato a tornare spesso nelle sue avventure. Lo ritroviamo infatti già nel secondo albo, nella bella storia La frontiera dell’Inferno, dove Bernard e soci saranno ingiustamente accusati di furto e omicidio e poi costretti ad affrontare una fuga disperata attraverso le paludi, in una spietata caccia all'uomo architettata proprio da Wang Ho.


Chiudono il secondo volume la divertente Avventura a Manhattan (una delle poche che avevo già letto), dove il Cormoran approda per la prima volta negli Stati Uniti, e una delle storie brevi, in questo caso La Passeggera, serializzate originariamente in appendice ai volumi originali per aumentarne la foliazione.
Insomma, si tratta di storie dal fascino molto particolare che semplicemente è un piacere leggere. Non saprei come spiegarlo meglio.

MARTIN MYSTéRE #345
di S. Badino, G. Alessandrini

A prescindere dalla storia devo ammettere che, per quanto mi riguarda, stringere tra le mani 160 pagine disegnate da Giancarlo Alessandrini è sempre una festa. Mettici poi che Sergio Badino mette a segno una delle storie più interessanti e solide dell'anno, tirando in ballo nientemeno che la note regina del giallo, miss Agatha Christie. 
Mentre prepara una puntata della sua trasmissione dedicata alla Christie, infatti, Martin Mystère scopre un suo presunto romanzo inedito ambientato in Egitto e scritto negli anni '10 del secolo scorso, ben prima che divenisse famosa, insomma. Nel manoscritto, inoltre, sono descritti luoghi scoperti soltanto anni dopo, come la Caverna dei Nuotatori nel Gilf Kebir, catena montuosa sul confine tra Egitto e Libia. Chiedendosi come fosse possibile che la scrittrice conoscesse già tali posti, il detective dell'impossibile parte per la capitale della Repubblica Araba sulle tracce di un popolo dimenticato che nasconde la chiave di uno straordinario segreto.
Il tutto costellato dalle solite, frivole "ipotesi" sulla misteriosa scomparsa della Christie, durata qualche giorno, e del successivo e repentino divorzio.


Bello, niente da dire. Ci sarebbe solo da sottolineare ancora una volta quanto Alessandrini riesca a sguazzare nelle ambientazioni d'epoca (aveva già dato conferma della cosa nei Martin Mystére ambientati negli anni '30). 
Unico neo (un vero peccato, se devo dire), sta nell'aver voluto riprendere in copertina la grafica storica dei Gialli Mondadori ma con un "misterioso" blu di fondo (mi sfugge il perché). Fosse stata gialla, sarebbe stato un piccolo, simpatico capolavoro grafico.

6.6.16

Thorgal


A partire dallo scorso mercoledì 1° giugno, la Panini e La Gazzetta dello Sport hanno portato in edicola un altro vecchio classico della bédé: la saga fantasy Thorgal, ideata e scritta da Jean Van Hamme e disegnata da Grzegorz Rosinski. Se hai il pallino per la heroic fantasy, questo dovresti provarlo. Se come me credi semplicemente che Van Hamme sia in generale un ottimo scrittore e che meriti sempre e comunque un'occasione, Thorgal potrebbe infatti rivelarsi una bella sorpresa.
A rendere ancora più appetibile questa nuova collana è che ogni volumetto comprende un albo originale più svariate pagine di contenuti extra. E l'offerta economica è perfettamente in linea con le altre serie della Gazzetta. Il primo albo infatti costa solo tre euro meno uno spocchiosissimo centesimo, anche se non si è ancora capito se il prezzo è destinato a rimanere quello.

In ogni caso sono previste 50 uscite che oltre ai 34 albi della serie originale (in questo periodo Rosinsky è al lavoro proprio sul 35°), prevedono anche la pubblicazione degli spin-off I Mondi di Thorgal, con le serie Kriss di Valnor di Yves Sente e Giulio De Vita e Lupa di Yann e Roman Surzhenko.


In questo primo volume, già parecchio interessante, è stato pubblicato il primo albo della serie intitolato La Maga Tradita, 30 pagine pubblicate per la prima volta a puntate su Tintin edizione belga nel 1977. Qui conosciamo subito i personaggi principali della saga. Thorgal Aergisson fu accolto da bambino tra i vichinghi del nord, ma qualcuno continua a chiamarlo "il figlio delle stelle". Lui è innamorato di Aaricia, la figlia del folle capo tribù Gandalf il Pazzo. Ma quest'ultimo non è affatto contento dell'interesse della figlia per il vichingo dai capelli neri e lo condanna a morte legandolo ad uno scoglio in attesa dell'alta marea. In soccorso di Thorgal arriva Slive, una maga che in cambio della libertà gli chiede di mettersi al suo servizio per un anno, servendolo nella sua vendetta proprio contro Gandalf.


A seguire, la storia breve Quasi il Paradiso..., 16 pagine che Van Hamme e Rosinski realizzarono per ampliare l'edizione in volume della prima storia di Thorgal. Qui il protagonista, provato da una tempesta di neve in alta montagna e poi in fuga da un branco di lupi, precipita in un burrone e finisce in una landa paradisiaca abitata da tre sorelle che non invecchiano mai.
Infine, in appendice, ben 14 pagine con contenuti extra, dietro le quinte, interviste agli autori, schizzi preparatori e tavole di prova.

Thorgal è un titolo dall'impianto molto classico. I testi di Van Hamme non si perdono in fronzoli e vanno dritti al punto lasciando parecchio spazio agli avvenimenti principali della storia. I disegni di Rosinski, qui al suo primo lavoro importante, sono lontani dalle sue cose più mature e descrittive o dall'atmosfera di certi suoi dipinti, ma reggono bene il passaggio dell'occhio sulla pagina presentando uno stile realistico e rotondo il giusto.
Insomma. Io di Thorgal avevo letto poco e male, ma questo primo albo mi ha sicuramente convinto a proseguire anche con i successivi. Vedremo.

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