30.4.13

Della Nobrow Press e dei misteriosi motivi che la vogliono ancora sconosciuta su italico suolo


Della Nobrow Press, strepitoso editore indipendente e del suo bel negozietto in centro a Londra (qui sopra), avevo già parlato qui. Ancora oggi, a vedere le loro nuove produzioni, mi chiedo insistentemente perché in Italia non si sia ancora visto nulla, di loro. Se non proprio i grandi editori, mi chiedo perché anche quelli più piccoli non sembrano ancora essersene interessati. Tipo, tanto per dirne uno, Orecchio Acerbo è una piccola casa editrice con un'ottima cura della confezione e che in passato ha già pubblicato libri di particolare fattura che se da una parte hanno vantato nomi di illustri narratori come Davide Calì, Jerry Kramsky o Stefano Benni, dall'altra hanno anche avuto il coraggio di proporre autori noti come Art Spiegelman e Lorenzo Mattotti e meno noti come Blexbolex, Henning Wagenbreth e Olivier Douzou. Taccio su altri nomi più addentro al mondo delle nuvolette e che hanno già prodotto cose sul genere (Bao Publishing, Black Velvet o ReNoir, tanto per citarne qualcuna). Insomma, loro ce li vedrei bene. Ma vai a capire.

So che in passato la Passenger Press ha portato i libri in lingua originale della Nobrow alle varie fiere di fumetto in giro per l'Italia. Onore al merito e all'intenzione. Anche se la cosa, purtroppo, finisce lì.
La questione quindi rimane la stessa: quei fantastici libri non sembrano ancora interessare i nostri editori.

Vi mostro qualcuna delle loro ultime produzioni, partendo da libri freschi di stampa. Come nel caso di Destination X, la nuova opera di John Martz (del quale vi ho parlato in quasi tutte le salse, in giro per il blog).
Destination X is a science fiction parable about obsession and singlemindedness. Inspired by pulp sci-fi, Star Trek, ghost stories, and The Twilight Zone.

Oppure l'ultima fatica di Luke Pearson, Hilda and the Bird Parade, un volume cartonato da 48 pagine grondanti vignette e colori.


Poi 17x23 Showcase una fantastica antologia che raccoglie alcuni notevoli talenti della scena inglese. 58 pagine, sembra, piene di stili meravigliosi.


O la bellissima opera ultima di Jon McNaught, Dockwood.


 O ancora, tanto per tirare benzina sul fuoco, lo stralunato Le Royaume Quo dell'autore, questa volta francese, Jérémie Fischer.


Per tacere di tutti gli altri titoli che trovate qui. Insomma, una scelta quasi sconsiderata di materiale dalle forme e dalle dimensioni più disparate. Chiaramente certe cose non le vendi certo a chi legge solo l'ultimo megaevento Marvel o DC (che tanto è lo stesso). E' roba di nicchia, posso capirlo. Ma se nel tuo panierino magico non hai roba commerciale tipo l'ultimo manga di Taccyro Mirifiuti con i guerrieri assatanati con i fucili a pompa a forma di spada e le spade a forma di croce di nostro Signore, ti consiglio di guardarti un po' intorno. Poi fai un po' come vuoi.

14 commenti:

Alberto Cerutti ha detto...

Ca**o

LUIGI BICCO ha detto...

Ca**o si. Interessanti, né? ;)

Alberto Cerutti ha detto...

Tutte ste cose come mai non sono a casa mia? Ancora una volta: Maledetto Luigi!! ;)

GiovanniMarchese ha detto...

Questo tipo di estetica nei fumetti nostrani è molto rara. Oltretutto non mi pare che trattino casi di cronaca o bestseller letterari. Men che meno illustri o meno biografie. In Italia ci sarebbero al massimo tre/quattro editori che potrebbero fare al caso, secondo me. Bao, Tunué, BlackVelvet e Coconino.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Alberto:
Per lo stesso motivo per il quale non sono nemmeno a casa mia? Si potrebbe ordinarle direttamente a loro, ma questa cosa di comprare in lingua originale mi sta venendo un po' a puzza :)

@ Giovanni:
In effetti sono quelli che ho citato anch'io, si, e di mezzo ci ho messo anche la ReNoir, giusto per. Questo tipo di estetica secondo me c'è anche da noi, ma è molto meno richiesta. E' che abbiamo molti meno autoproduttori. Tutti sentono il bisogno di doversi appoggiare ad un qualche tipo di realtà già stabile. Con il senno di poi e i tempi che corrono, certe cose, forse, posso anche capirle. Naturalmente fino ad un certo punto. Di scuse non ne hai proprio solo quando hai la possibilità di sbatterti e non lo fai comunque.

Giulio ha detto...

Lo scoop, di pochi giorni fa, è che sarà la Bao Publishing a portare in Italia i fumetti della Nobrow, a partire da febbraio 2014 :)

Giulio ha detto...

Ah, cmq molte cose della Nobrow si trovano su amazon.it... io là le ho prese! Ma non posso prenderne altre, devo stringere la cinghia... *fa ordine su amazon*

LUIGI BICCO ha detto...

@ Giulio:
Ullallà, Giulio, che bella notizia. Capiti a fagiuolo. La Bao mi sembra la migliore realtà editoriale per portare in Italia il materiale della Nobrow. Meno male, va. Vedi che ogni tanto... :)
Non è difficile recuperare quei volumi in lingua originale (anche dal sito della stessa Nobrow), però, come dicevo, mi son stancato di comprare cose anche in altre lingue. Speriamo bene, che la cinghia stringe davvero. Grazie per lo scoop, Giulio.

JoeLercio ha detto...

Secondo me in lingua originale sono moolto meglio; non che io sia un fenomeno in inglese, ma li preferisco. Discorso a parte per le altre lingue...

LUIGI BICCO ha detto...

@ Joe:
Ma infatti il problema non è tanto lingua. E' il fastidio di non trovarli sullo scaffale quando vado a fare un giro in fumetteria :)

JoeLercio ha detto...

Concordo, anche me piacerebbe trovarli in fumetteria, qualcosa mi aveva detto il proprietario che riusciva a farmi avere (una manciata di titoli), ma nonostante varie sollecitazioni, non è mai partito/arrivato l'ordine (stessa cosa mi era capitata con "Houdini" di Nick Bertozzi). Spero di trovare qualcosa a Lucca Comics quest'anno, hai scritto che la Passanger press li distribuisce; Sarebbe bello tornare a casa con "Destination X" in mano.

LUIGI BICCO ha detto...

Ciao Joe. Purtroppo mi è parso di capire che in questi mesi non è cambiato granché. A parte un cartonato della Hilda di Luke Pearson pubblicato dalla Bao Publishing. Lo trovi qui ;)

JoeLercio ha detto...

A Lucca li ho trovati! non li avevano quelli della Passenger, ma la bancarella privata di una libreria bolognese, aveva in esposizione esclusivamente lavori della Nobrow. Purtroppo però nel frattempo avevo già comprato altro...
Mi sono fatto dare il biglietto da visita, non pubblico l'indirizzo per motivi di spam, fammi sapere se vuoi che lo scriva!

LUIGI BICCO ha detto...

Mah, a sto punto direi di no. Se devo prenderli in originale, mi sa che continua a convenire o direttamente dal sito della Nobrow o da Amazon (qui c'è praticamente tutto il loro catalogo a disposizione). Grazie per il pensiero, comunque.

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