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22.9.14

Una sana riflessione in quattro punti sul lavoro, la vita, la testa e tutto quanto


Il mio inglese è precario, come tante altre cose. I 4 punti qui sopra "suonano" più o meno così:
  1. Smettete di chiamare voi stessi "creativo".
    Non mi dice nulla su ciò che effettivamente fate. (Da provare: "io sono un designer" o "io sono
    una receptionist che ha un blog
    ").

  2. Se odiate il vostro lavoro, cercatevene uno nuovo.
  3. Mentre cercate un nuovo lavoro, cercate di essere veramente bravi in quello attuale, questo è il modo più rapido per ottenerne uno nuovo.
  4. Alzarsi due ore prima del solito e fare il lavoro
    che si desidera fare.
    Poi andate al lavoro.
Non che sia d'accordo su tutti i punti ma, come al solito, li ritengo degni di riflessione. L'autore è sempre lui, Austin Kleon, "uno scrittore che disegna", come ama definirsi. Te ne parlai un po' di tempo fa attraverso una lunga serie di post (che iniziano qui) dove cercai di tradurre parte del suo libro: "Ruba come un Artista".

I punti 1 e 2 sono legge. Sul secondo, chiaramente, visti i tempi che corrono almeno dalle nostre parti, vien da pensare che certe cose sono facili solo a parole. Il 3 dipende dai punti di vista e dal lavoro che fai. Il punto 4 descrive una cosa che mi piacerebbe tanto mi riuscisse di fare. Una cosa sulla quale rifletto da parecchio tempo. Ma vuol dire sacrificare altre cose e costa tanta fatica in più se hai anche una famiglia. Tenendo conto del fatto che, per quanto mi riguarda, come tanti altri non mi fermo quasi mai, sforando spesso nelle ore notturne. Ma capisco che se fosse facile, lo farebbero tutti.

Seguo Kleon sul suo blog e su twitter. Mi piace il suo modo di ragionare ma soprattutto il coraggio di mettere, nero su bianco e con un ordine invidiabile, le cose che in tanti pensano ma che nessuno dice. Come se si provasse paura. Come se costasse davvero tanto ammettere delle cose a se stessi.

29.1.13

Ruba come un artista


Ricordate? Tempo fa avevamo parlato di Austin Kleon e del suo libro How to Steel Like an Artist (trovate tutti i post qui). Ora sono stato gentilmente contattato dall'ufficio stampa dell'editore Vallardi per essere informato che questo giovedì, 31 gennaio, quel libro vedrà finalmente la luce anche da noi sugli scaffali di tutte le librerie.


Questa è cosa bella. In italiano è diventato naturalmente solo Ruba come un Artista, formato 13,5x15,5 cm, 160 pagine a 10 euro. Se vi servono altre info, trovate tutto qui. Io una copia la prendo di sicuro perché, come dissi anche all'epoca, la visione di Kleon è cosa davvero interessante.

15.2.12

How to Steal Like an Artist (Parte 3)

Terza e ultima parte del discorso tenuto da Austin Kleon al Broome Community College di Binghamton, a New York, nel marzo 2011.


7. LA GEOGRAFIA NON SARA'
MAI PIU' NOSTRA PADRONA.

Sono così felice di essere vivo.

Sono cresciuto in mezzo a un campo di grano nel sud dell'Ohio. Quando ero bambino, tutto quello che volevo fare era frequentare gli artisti. Tutto quello che volevo fare era mandare al diavolo il sud dell'Ohio e andare in un posto in cui accadeva qualcosa.
Ora vivo a Austin, Texas. Un posto carino. Ci sono tonnellate di artisti e creativi di ogni tipo. E sapete una cosa? Direi che il 90% dei miei mentori e compagni non vivono a Austin, in Texas. Vivono su Internet.
Vale a dire che la maggior parte del mio modo di pensare, di parlare e le mie condivisioni artistiche sono online. Invece di località di tipo geografico, ho amici su Twitter e Google Reader. La vita è strana.


8. SII GENTILE.
IL MONDO E' UN PICCOLO PAESE.

Sarò breve. C'è solo una ragione per cui sono qui. Sono qui per farmi degli amici.

Kurt Vonnegut l'ha detto meglio:
C'è una sola regola che conosco:
dannazione, devi essere gentile.
Questa regola d'oro è ancor più d'oro nel nostro caro web. Una lezione importante da imparare: se si parla di qualcuno su internet, verrà fuori. Tutti cercano il proprio cognome su Google.
Il modo migliore per sconfiggere i tuoi nemici su internet? Ignorarli.
Il modo migliore per fare amicizia su internet? Dire cose carine su di loro.


9. ESSERE NOIOSI. E' L'UNICO MODO
PER PORTARE A TERMINE UN LAVORO.

Come disse Flaubert:
Sii regolare e ordinato nella vita affinchè
tu possa essere violento e originale nel tuo lavoro.
Sono un tipo noioso che lavora dalle 9.00 alle 15.00 e che vive in un quartiere carino con la moglie e il suo cane. L'immagine romantica dell'artista bohémien che fa uso di droghe e corre in giro a dormire con chiunque incontri è per le persone che vogliono morire giovani. Il fatto è: l'arte prende un sacco di energie. Non ne rimangono granchè, se le utilizzi per altre robe.

Alcuni consigli che per me hanno funzionato:

Prendetevi cura di voi stessi.

Fate colazione, fate qualche flessione, dormite il giusto.
Ricordate ciò che ho detto in precedenza a proposito delle buone idee che vengono fuori anche dal corpo?

Non fate debiti.

Vivete a buon mercato.
La libertà dallo stress monetario, porta libertà nella tua arte.

Cerca un lavoro da fare di giorno e tienitelo.
Un giorno di lavoro dà soldi, un legame con il mondo è routine. Legge di Parkinson: il lavoro si espande fino a riempire il tempo previsto. Io lavoro dall 9.00 alle 15.00 e faccio più cose ora di quando lavoravo part-time.

Procuratevi un calendario (e un'agenda).
Avete bisogno di graficizzare gli eventi futuri e quelli passati. L'arte si accumula nel tempo. Scrivere una pagina in un giorno non sembra granché. Farlo per 365 giorni di fila, significa avere un romanzo pronto. Un calendario consente di pianificare il lavoro. Questo è il calendario che ho usato per il mio libro:


Un calendario con obiettivi concreti ti tiene in pista e la ricompensa sta anche nel guardare le cose dal di fuori mentre le caselle si riempiono. Quindi, qualsiasi obiettivo vogliate realizzare: procuratevi un calendario. Spezzettate il vostro progetto in più pezzi e collocateli in una tabella temporale. Questa cosa lo renderà più simile ad un gioco.
Per gli eventi passati, suggerisco appunto un'agenda. Non è un diario e basta, è soprattutto un posto nel quale si elencano le cose che si fanno ogni giorno. Sareste sorpresi dall'utilità di registrare giorno per giorno i vostri progressi, specialmente nell'arco di diversi anni.

Un buon matrimonio.
E' la decisione più importante che abbiate mai preso. E un buon matrimonio non è solo quello con la vostra compagna di vita. Significa anche fare buoni affari.


10. LA CREATIVITA' E' SOTTRAZIONE.

Spesso è quello che un artista sceglie di tener fuori che rende l'arte interessante. Ciò che non viene mostrato rispetto al risultato finale.
In quest'epoca sovraccaricata di informazioni, quelli che andranno avanti saranno coloro i quali capiranno cosa tener fuori, in modo che possano concentrarsi su ciò che è davvero importante per loro.

Dedicarvi a voi stessi significa lasciare fuori altre cose. Quello che vi rende interessanti non è solo ciò che avete vissuto, ma anche quello che non avete vissuto. Lo stesso vale quando si fa arte: è necessario abbracciare i propri limiti ma continuare a muoversi.

La nostra creatività non è fatta solo delle cose che abbiamo scelto di mettere in un progetto, ma anche le cose che abbiamo scelto di lasciare fuori.

E questo è tutto quello che ho da dire.

Grazie.

[Fine]

N.d.r.: Personalmente non intendo aggiungere altro a quanto già detto da Austin Kleon. Ho trovato in questi testi una serie di riflessioni interessanti con più di uno spunto per una sana autocritica. E così spero sia stato per voi.

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13.2.12

How to Steal Like an Artist (Parte 2)

Seconda parte del discorso tenuto da Austin Kleon al Broome Community College di Binghamton, a New York, nel marzo 2011.


3. SCRIVI IL LIBRO
CHE TI PIACEREBBE LEGGERE.

Una storiella veloce: Jurassic Park è uscito in occasione del mio 10° compleanno. Mi è piaciuto. Ero un po' ossessionato da quel film. Voglio dire, chi a 10 anni non era ossessionato da Jurassic Park? Morivo aspettando un sequel.

Il giorno dopo averlo visto, mi sedetti al nostro vecchio pc e scrissi il sequel. Nel mio trattamento, il figlio del guardiacaccia mangiato dal velociraptor, risaliva verso l'isola con la nipote del tizio che aveva costruito il parco. C'era chi voleva distruggere il resto del parco e chi voleva salvarlo. Naturalmente, alla fine, i due si innamoravano con mille avventure a seguire.
Io non lo sapevo, allora, ma stavo scrivendo quella che ora chiamiamo fiction, ovvero una storia basata su personaggi già esistenti.

10 anni fa, quella storia sul disco rigido mi salvò.
Poi, qualche anno più tardi, uscì al cinema Jurassic Park 2.
Ed era diverso.
I sequel sono sempre diversi rispetto a come te li immagini tu.

SCRIVI DI QUELLO CHE CONOSCI TI PIACE.

La questione che ogni giovane scrittore si pone è: "Cosa scrivo?"
E la risposta è banale: "Scrivi di quello che conosci".
Questo consiglio porta sempre a storie terribili, nelle quali non accade nulla di interessante. Il miglior consiglio è di non scrivere di ciò che si conosce, ma di scrivere il tipo di storie che ti piacciono di più.
Facciamo arte perché ci piace l'arte.
Tutte le fiction, infatti, sono fan fiction. Il modo migliore per capire il progetto che vorresti realizzare è immaginare il progetto stesso che si desidera vedere portato a termine. E realizzarlo.
Disegna quel che vorresti vedere, fai la musica che ti piacerebbe ascoltare, scrivi i libri che ti piacerebbe leggere.


4. USA LE TUE MANI.

Lynda Barry, la mia disegnatrice preferita, ha detto: "Nell'era digitale, non dimenticate di usare le mani! Le vostre mani sono i dispositivi digitali originali".
Quando frequentavo i laboratori di scrittura creativa all'università, tutti i manoscritti dovevano essere redatti in interlinea doppia, usando il carattere Times New Roman. E la mia roba era terribile. Ho iniziato a scrivere davvero solo quanto ho cominciato a farlo con le mie mani. Solo allora la scrittura è diventata divertente e il mio lavoro ha preso a migliorare.
Più resto lontano dal computer, migliori sono le mie idee. Microsoft Word è il mio nemico. Lo uso tutto il tempo al lavoro. Cerco di stargli lontano per quel che resta della mia vita.

Penso che più l'atto di scrivere è trasformato in un processo fisico, meglio è. Si può sentire l'inchiostro sulla carta. È possibile diffondere i vostri scritti per tutta la vostra scrivania e ordinare i pezzi su di essa. Si può definire meglio tutto ciò che resta sotto i nostri occhi.

Le persone mi chiedono perché non realizzo una copia di Newspaper Blackout per iPhone o iPad, e io rispondo che non lo faccio perché preferisco sentire la magia della carta da giornale tra le mani e delle parole del rigo precedente che scompaiono sotto quella che si sta leggendo. Molti sensi sono coinvolti nella lettura e spesso si aggiungono anche gli odori all'esperienza.

L'arte che viene fuori solo dalla testa non è niente di buono. Guardate un buon musicista all'opera e capirete cosa intendo. Quando scrivo poesie, non lo sento come un lavoro. E' come giocare. Quindi il mio consiglio è quello di trovare un modo per riportare fisicità nel proprio lavoro. Disegna sui muri. Alzati in piedi quando stai lavorando. Stendi le cose sul al tavolo. Usa le tue mani.


5. PROGETTI COLLATERALI
E HOBBY SONO IMPORTANTI.

Parlando di gioco: una cosa che ho imparato nella mia breve esperienza come artista è che proprio il lato progettuale deve saltare.
Con progetti paralleli intendo le cose che si pensava fossero nate solo per gioco. Che in realtà rappresentano sempre le idee migliori. Quelle che nascono quasi per magia. Le mie poesie per Newspaper Blackout erano solo un progetto parallelo. Se fossi stato concentrato soltanto sul mio obiettivo di scrivere narrativa e se non avessi mai lasciato il giusto spazio per la sperimentazione, non sarei dove sono ora.

E' molto importante avere anche un hobby. Qualcosa che è solo tuo. Il mio hobby è la musica. Mentre la mia arte nasce per essere osservata dagli altri, la musica è solo per me e i miei amici. Ci riuniamo ogni domenica per fare rumore per un paio d'ore. Ed è meraviglioso.
Quindi la lezione è: prendersi il tempo per fare un giro. Avere un hobby. E' un bene per voi e non si sa mai dove può portare...


6. IL SEGRETO: FARE UN BUON LAVORO
E METTERLO DOVE LA GENTE
POSSA VEDERLO.


Ricevo un sacco di e-mail di giovani artisti che chiedono come possono trovare un pubblico. "Come faccio ad essere scoperto?"
Sono solidale con loro. Ebbi una piccola crisi quando lasciai il college. Stare in una classe è meraviglioso. E' come essere in un luogo artificiale: il professore viene pagato apposta per prestare attenzione alle vob(255, 102, 0);" fmpagni di classe se ne interessano. Nella vita non avrai mai più un pubblico così attento.
Poco dopo capisci che la maggior parte del mondo non si cura di quello che pensi. E' dura, ma è vero.

Come disse Steven Pressfield:
Le persone non sono cattive o crudeli, sono solo occupate.
Se ci fosse una formula segreta per ottenere attenzione da parte del pubblico, o di ottenere un seguito, ve lo farò sapere. Io conosco solo la formula di un non-segreto: "fare un buon lavoro e metterlo dove la gente possa vederlo".

Si tratta di un processo in due fasi.
Fase uno: "fare un buon lavoro".
E' incredibilmente difficile, ma non ci sono scorciatoie. Lavoraci ogni giorno. Sbaglia. Migliora.

Fase due: "metti il tuo lavoro dove la gente possa vederlo".
Era davvero dura fino a 10 anni fa. Ora è molto semplice. Metti la tua roba su internet.
Ripeto sempre questo alle persone e loro poi mi chiedono: "Qual è il segreto di Internet?"

Meravigliatevi per delle cose.

Invitate gli altri a meravigliarsi con voi.

Ci si dovrebbe meravigliare per le cose che non meravigliano gli altri. Se tutti si meravigliano per le mele, noi meravigliamoci invece per le arance. Una delle cose che ho imparato come artista è che più si è aperti sulla condivisione delle proprie passioni, più le persone ameranno la tua arte.
Gli artisti non sono maghi.
Non c'è punizione per chi rivela i propri segreti.


Che ci crediate o no, prendo tanta ispirazione da gente come Bob Ross o Martha Stewart. Bob Ross insegna alle persone come dipingere. Per farlo, ha svelato i suoi segreti. Martha Stewart insegna come rendere migliore la vostra casa e la vostra vita. Anche lei, nel farlo, svela i suoi segreti.


La gente ama quando si svelano segreti e talvolta, se li sveli in modo intelligente, potresti vedere acquistate le cose che vendi.
Quando si coinvolgono gli altri, si impara sempre qualcosa. Ho imparato tanto dalla gente che mi proponeva poesie per il sito Newspaper Blackout. Trovo anche un sacco di cose interessanti da rubare. Ne traggo beneficio.
Quindi ecco il mio consiglio: imparate i codici. Imparate a fare un sito web. Imparate come si porta avanti un blog. Usate twitter e tutto il resto. Trovate persone su internet che amano le stesse cose che amate voi e tenetevi in contatto con loro. Condividete le cose con loro.

[Continua...]

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10.2.12

How to Steal Like an Artist (Parte 1)

Prima parte del discorso tenuto da Austin Kleon al Broome Community College di Binghamton, a New York, nel marzo 2011.


COME RUBARE COME UN ARTISTA
(E ALTRE 9 COSE CHE NESSUNO MI HA DETTO).

TUTTI I CONSIGLI SONO AUTOBIOGRAFICI.

Una delle mie teorie è che quando le persone ti danno consigli, in realtà stanno parlando solo a sè stessi, nel passato. E questo elenco infatti riguarda me. La tua situazione potrebbe essere diversa.

1. RUBA COME UN ARTISTA

Ad ogni artista viene chiesto: "Da dove prendi le tue idee?"
L'artista onesto risponde: "Le rubo"



Ho disegnato questo cartone animato qualche anno fa. Ci sono due pannelli:


1. Capisci cosa vale la pena rubare.

2. Vai avanti alla prossima cosa.

Questo è tutto ciò che c'è da fare. Ecco cosa dovrebbero capire gli artisti. E' una sentenza che suona come una condanna di tre parole ma ogni volta che la leggo, mi riempie di speranza:


NIENTE E' ORIGINALE.

E lo dice anche la Bibbia. Ecclesiaste:
Ciò che è stato è ciò che sarà,
ciò che è fatto è ciò che sarà fatto,

e non vi è nulla di nuovo sotto il sole.
Ogni nuova idea è solo un mashup o un remix di idee precedenti.


1+1=3

Ecco un trucco che ti insegnano alla scuola d'arte. Disegnare due linee parallele su un pezzo di carta:


Quante linee ci sono? C'è la prima linea e la seconda linea, ma poi c'è una linea di spazio negativo che corre in mezzo a loro. La vedete?


1 + 1 = 3

Parlando di linee, ecco un buon esempio di quello di cui sto parlando: la genetica. Avete una mamma e un padre. Si possiedono le caratteristiche di entrambi, ma il risultato è più grande della somma delle sue parti. Sei un remix della tua mamma e del tuo papà e di tutti i tuoi antenati.


GENEALOGIA DELLE IDEE

Non si può scegliere la propria famiglia, ma potete scegliere i vostri insegnanti e i vostri amici e potete scegliere la musica da ascoltare e si possono scegliere i libri da leggere e si può scegliere il film da guardare.

Jay-Z parla proprio di questo, nel suo libro Decoded:
Eravamo bambini senza padre... così abbiamo trovato i nostri padri
in cera, per le strade e nella storia, e in un certo senso è stato
un dono. Abbiamo avuto modo di selezionare e scegliere gli antenati
che avrebbero ispirato il mondo che volevamo costruire per noi stessi...
I nostri padri erano scomparsi [...] ma abbiamo preso i loro vecchi
dischi e li abbiamo usati per costruire qualcosa di nuovo.
Sei infatti un mix di ciò che scegli di acquisire nella tua vita. Sei la somma delle tue influenze. Lo scrittore tedesco Goethe ha detto: "Noi siamo formati e modellati da quello che amiamo".

L'ARTISTA E' UN COLLEZIONISTA.

L'artista è un collezionista. Non di qualunque cosa, intendiamoci, c'è una differenza: l'accattone raccoglie indiscriminatamente, l'artista raccoglie selettivamente limitandosi a raccogliere le cose che davvero ama. Una teoria economica dice che se si prendono i redditi di cinque dei tuoi amici più cari e si calcola la media, il numero che verrà fuori sarà abbastanza vicino al tuo reddito. Penso che la stessa cosa valga per le nostre idee. Stai solo cercando di assomigliare alle cose che ti circondano.


Mia madre mi diceva: "Garbage in, garbage out"*. Ora so cosa vuol dire. Il vostro compito è quello di raccogliere le idee. Il modo migliore per raccogliere le idee è quello di leggere. Leggere, leggere, leggere, leggere, leggere. Leggere il giornale. Leggere il meteo. Leggere i segni sulla strada. Leggere i volti degli sconosciuti. Più si legge, più si può scegliere di essere influenzato da.

* Frase riconosciuta anche con l'acronimo G.I.G.O. che letteralmente si traduce in italiano come "Spazzatura in entrata, spazzatura in uscita" e si associa ad un atteggiamento mentale positivo (di colui che davanti ad un evento negativo, invece di commiserarsi, si chiede cosa può prendere di buono da quell'evento [ndr].

Identifica uno scrittore che ami davvero. Leggi tutto ciò che ha scritto. Poi scopri quello che leggeva a sua volta. E leggi tutto quello che leggeva lui. Risali all'albero genealogico dello scrittore in questione. Ruba le cose e tienile da parte. Porta con te un taccuino. Scrivici cose, appiccicaci pezzi di riviste e giornali facendo collage. Ruba come un artista.


2. NON ASPETTARE DI SAPERE
CHI SEI PER INIZIARE
A FARE LE COSE.

C'era un video che girava per internet di Rainn Wilson, il ragazzo che interpreta Dwight nella serie The Office. Parlava di blocco creativo e mi ha fatto riflettere, perché parlava di come tante persone rinviano i propri progetti giustificandosi con sè stessi con una scusa del tipo: "Se non sai chi sei o cosa stai facendo o quello in cui credi, è veramente impossibile essere creativi".

Se avessi aspettato di sapere "chi ero" prima di iniziare ad "essere creativo", ebbene, sarei ancora seduto da qualche parte cercando di capire me stesso, invece di fare le cose. In base alla mia esperienza, io faccio le cose invece di cercare di immaginare chi sono.


Sei pronto a cominciare. Potresti essere spaventato, è naturale.


C'è una cosa che accade spesso alle persone istruite. Si chiama sindrome da impostore. La definizione clinica è un "fenomeno psicologico nel quale le persone non sono in grado di interiorizzare i loro successi". Significa che ci si sente come un falso, come se si stesse semplicemente volando, non avendo davvero idea di quello che si sta facendo.
Ma indovinate un po'... nessuno di noi ce l'ha.
Non avevo idea di quello che facevo quando ho iniziato a oscurare le colonne dei giornali. Tutto quello che sapevo era che mi riusciva bene. Non avevo voglia di lavorare ed era come giocare.

Chiedete a qualsiasi vero artista, e vi dirà la verità: non sanno da dove arrivino le buone idee. Le mettono solo in pratica e basta. Ogni giorno.

Avete mai sentito parlare di drammaturgia? E' un termine sociologico che coniò qualcuno in Inghilterra 400 anni fa circa. E a tal proposito qualcun'altro disse:
Tutto il mondo è un palcoscenico,
E tutti gli uomini e le donne sono soltanto attori:
Hanno le loro entrate e le loro uscite;
Ed un uomo, nel suo tempo, gioca le sue parti...
Un altro modo per dirlo:


FINGI FINCHE' PUOI FARLO.

Amo questa frase. Ci sono due modi di interpretarla:
Fingi finchè puoi farlo, ovvero finché non ci riesci, fino a quando cioè gli altri non ti vedono come tu vuoi che ti vedano.
Oppure fingi finchè puoi farlo, inteso come fingere di essere qualcuno fino a diventarlo effettivamente. Questa idea mi piace.



Amo il libro Just Kind di Patti Smith. Lo amo perché è la storia di come due amici si trasferiscono a New York e imparano ad essere artisti. Sapete come imparano a fare gli artisti? Fingono di esserlo. Non voglio rovinarvi il libro e passo a descrivere solo la mia scena preferita: Patti Smith e il suo amico Robert Maplethorpe si vestono da zingari e vanno a Washington Square, dove una vecchia coppia li guarda frastornati. La donna dice al marito: "Ah, guardali. Penso che siano artisti". "Oh, dai", si stringe nelle spalle il marito, "sono solo dei bambini".

Il punto è: tutto il mondo è un palcoscenico. Avete bisogno di un palco e avete bisogno di un costume e di uno script. Il palcoscenico è lo spazio di lavoro. Può essere uno studio, una scrivania o un album da disegno. Il costume è il tuo vestito, puoi indossare i pantaloni per dipingere, le pantofole da scrittura o il cappello buffo che ti dà delle idee. Lo script è il tempo, puro e semplice. Un'ora qui o una lì. Lo script per passare il tempo a giocare è rappresentato dal tempo giusto che ci vuole perchè semplicemente le cose accadano.

Fingi finchè puoi farlo.

[Continua...]

9.2.12

Austin Kleon: Intro

Ogni promessa è debito. Settimana scorsa vi avevo annunciato una serie di 3 post dove Austin Kleon tratta un argomento davvero particolare e sentito che sta a cuore a noi tutti: la creatività, l'arte e la loro interpretazione. Ma prima, una rapida presentazione del signore in questione.


Austin Kleon è uno scrittore e un creativo di Austin, in Texas. E' l'autore di Newspaper Blackout, un best-seller che raccoglie delle poesie realizzate oscurando articoli di giornale con un pennarello indelebile. Il New York Magazine ha definito il libro "brillante", mentre il New Yorker ha detto che le sue poesie "fanno risorgere i giornali quando tutti gli altri li dichiarano ormai morti". Il suo nuovo libro, Steal Like an Artist (Rubare Come un Artista), è un manifesto creativo costruito sulla base delle 10 cose che l'autore avrebbe voluto sapere quando era agli inizi e tratta, in generale, di creatività e pensiero visivo.

E proprio da Steal Like an Artist sono partito per tradurre un discorso che Kleon ha tenuto al Broome Community College di Binghamton, a New York. Da questo punto parte
quindi l'excursus dell'autore. Ma il tutto era troppo lungo da ospitare in un solo post. Trovere presto il primo e poi gli altri due (intervallati magari da altre cose, state tranquilli).


Tenete conto solo di un terzetto di cose:

1 - Il discorso di Austin è liberamente tradotto da me. La mia conoscenza della lingua inglese non è tanto profonda da riuscire a dormire la notte o da avere la coscienza pulita, ma ho fatto il possibile e ho chiesto l'aiuto di diverse persone. Rispetto al discorso originale mi sono permesso delle "licenze" di traduzione che non andranno a cambiare i concetti ma che anzi, spero, li semplificheranno per una maggiore fruizione nella lingua nostrana.

2 - Spesso l'autore utilizzerà il termine artist. No, Austin Kleon non vuole spiegarvi né l'arte né l'essere artisti. Succede che nei Paesi di lingua anglosassone si intenda con il termine artist, quello che noi intendiamo con il termine creativo. Quindi, anche se lascerò in italiano il termine artista, sappiate che non si sta parlando di nessuna figura allegorica o filosofale (prendiamo quindi l'arte, come la si intende in Italia, ovvero in nessun modo, e per ora la mettiamo da parte, come recita il famoso detto).

3 - Riporterò il discorso per intero, ma questo non vuol dire che io sia d'accordo al cento per cento con l'autore su tutti i punti, ma solo che ho trovato troppi spunti di riflessione per far finta di nulla o per non cercare un dibattito. E comunque ho trovato molti punti di vista interessanti.


Buona lettura, allora.

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