Prima parte del discorso tenuto da Austin Kleon al Broome Community College di Binghamton, a New York, nel marzo 2011. 
COME RUBARE COME UN ARTISTA
(E ALTRE 9 COSE CHE NESSUNO MI HA DETTO).
TUTTI I CONSIGLI SONO AUTOBIOGRAFICI.
Una delle mie teorie è che quando le persone ti danno consigli, in realtà stanno parlando solo a sè stessi, nel passato. E questo elenco infatti riguarda me. La tua situazione potrebbe essere diversa.
1. RUBA COME UN ARTISTA
Ad ogni artista viene chiesto: "Da dove prendi le tue idee?"
L'artista onesto risponde: "Le rubo"
Ho disegnato questo cartone animato qualche anno fa. Ci sono due pannelli:1. Capisci cosa vale la pena rubare.
2. Vai avanti alla prossima cosa.
Questo è tutto ciò che c'è da fare. Ecco cosa dovrebbero capire gli artisti. E' una sentenza che suona come una condanna di tre parole ma ogni volta che la leggo, mi riempie di speranza:

NIENTE E' ORIGINALE.
E lo dice anche la Bibbia. Ecclesiaste:
Ciò che è stato è ciò che sarà,
ciò che è fatto è ciò che sarà fatto,
e non vi è nulla di nuovo sotto il sole.
Ogni nuova idea è solo un mashup o un remix di idee precedenti.
1+1=3
Ecco un trucco che ti insegnano alla scuola d'arte. Disegnare due linee parallele su un pezzo di carta:
Quante linee ci sono? C'è la prima linea e la seconda linea, ma poi c'è una linea di spazio negativo che corre in mezzo a loro. La vedete?1 + 1 = 3
Parlando di linee, ecco un buon esempio di quello di cui sto parlando: la genetica. Avete una mamma e un padre. Si possiedono le caratteristiche di entrambi, ma il risultato è più grande della somma delle sue parti. Sei un remix della tua mamma e del tuo papà e di tutti i tuoi antenati.
GENEALOGIA DELLE IDEE
Non si può scegliere la propria famiglia, ma potete scegliere i vostri insegnanti e i vostri amici e potete scegliere la musica da ascoltare e si possono scegliere i libri da leggere e si può scegliere il film da guardare.Jay-Z parla proprio di questo, nel suo libro Decoded:Eravamo bambini senza padre... così abbiamo trovato i nostri padri
in cera, per le strade e nella storia, e in un certo senso è stato
un dono. Abbiamo avuto modo di selezionare e scegliere gli antenati
che avrebbero ispirato il mondo che volevamo costruire per noi stessi...
I nostri padri erano scomparsi [...] ma abbiamo preso i loro vecchi
dischi e li abbiamo usati per costruire qualcosa di nuovo.
Sei infatti un mix di ciò che scegli di acquisire nella tua vita. Sei la somma delle tue influenze. Lo scrittore tedesco Goethe ha detto: "Noi siamo formati e modellati da quello che amiamo".L'ARTISTA E' UN COLLEZIONISTA.
L'artista è un collezionista. Non di qualunque cosa, intendiamoci, c'è una differenza: l'accattone raccoglie indiscriminatamente, l'artista raccoglie selettivamente limitandosi a raccogliere le cose che davvero ama. Una teoria economica dice che se si prendono i redditi di cinque dei tuoi amici più cari e si calcola la media, il numero che verrà fuori sarà abbastanza vicino al tuo reddito. Penso che la stessa cosa valga per le nostre idee. Stai solo cercando di assomigliare alle cose che ti circondano.
Mia madre mi diceva: "Garbage in, garbage out"*. Ora so cosa vuol dire. Il vostro compito è quello di raccogliere le idee. Il modo migliore per raccogliere le idee è quello di leggere. Leggere, leggere, leggere, leggere, leggere. Leggere il giornale. Leggere il meteo. Leggere i segni sulla strada. Leggere i volti degli sconosciuti. Più si legge, più si può scegliere di essere influenzato da.
* Frase riconosciuta anche con l'acronimo G.I.G.O. che letteralmente si traduce in italiano come "Spazzatura in entrata, spazzatura in uscita" e si associa ad un atteggiamento mentale positivo (di colui che davanti ad un evento negativo, invece di commiserarsi, si chiede cosa può prendere di buono da quell'evento [ndr].
Identifica uno scrittore che ami davvero. Leggi tutto ciò che ha scritto. Poi scopri quello che leggeva a sua volta. E leggi tutto quello che leggeva lui. Risali all'albero genealogico dello scrittore in questione. Ruba le cose e tienile da parte. Porta con te un taccuino. Scrivici cose, appiccicaci pezzi di riviste e giornali facendo collage. Ruba come un artista.

2. NON ASPETTARE DI SAPERE
CHI SEI PER INIZIARE
A FARE LE COSE.
C'era un video che girava per internet di Rainn Wilson, il ragazzo che interpreta Dwight nella serie The Office. Parlava di blocco creativo e mi ha fatto riflettere, perché parlava di come tante persone rinviano i propri progetti giustificandosi con sè stessi con una scusa del tipo: "Se non sai chi sei o cosa stai facendo o quello in cui credi, è veramente impossibile essere creativi".Se avessi aspettato di sapere "chi ero" prima di iniziare ad "essere creativo", ebbene, sarei ancora seduto da qualche parte cercando di capire me stesso, invece di fare le cose. In base alla mia esperienza, io faccio le cose invece di cercare di immaginare chi sono.
Sei pronto a cominciare. Potresti essere spaventato, è naturale.
C'è una cosa che accade spesso alle persone istruite. Si chiama sindrome da impostore. La definizione clinica è un "fenomeno psicologico nel quale le persone non sono in grado di interiorizzare i loro successi". Significa che ci si sente come un falso, come se si stesse semplicemente volando, non avendo davvero idea di quello che si sta facendo.Ma indovinate un po'... nessuno di noi ce l'ha.Non avevo idea di quello che facevo quando ho iniziato a oscurare le colonne dei giornali. Tutto quello che sapevo era che mi riusciva bene. Non avevo voglia di lavorare ed era come giocare.
Chiedete a qualsiasi vero artista, e vi dirà la verità: non sanno da dove arrivino le buone idee. Le mettono solo in pratica e basta. Ogni giorno.
Avete mai sentito parlare di drammaturgia? E' un termine sociologico che coniò qualcuno in Inghilterra 400 anni fa circa. E a tal proposito qualcun'altro disse:
Tutto il mondo è un palcoscenico,
E tutti gli uomini e le donne sono soltanto attori:
Hanno le loro entrate e le loro uscite;
Ed un uomo, nel suo tempo, gioca le sue parti...
Un altro modo per dirlo:FINGI FINCHE' PUOI FARLO.
Amo questa frase. Ci sono due modi di interpretarla:
Fingi finchè puoi farlo, ovvero finché non ci riesci, fino a quando cioè gli altri non ti vedono come tu vuoi che ti vedano.
Oppure fingi finchè puoi farlo, inteso come fingere di essere qualcuno fino a diventarlo effettivamente. Questa idea mi piace.

Amo il libro Just Kind di Patti Smith. Lo amo perché è la storia di come due amici si trasferiscono a New York e imparano ad essere artisti. Sapete come imparano a fare gli artisti? Fingono di esserlo. Non voglio rovinarvi il libro e passo a descrivere solo la mia scena preferita: Patti Smith e il suo amico Robert Maplethorpe si vestono da zingari e vanno a Washington Square, dove una vecchia coppia li guarda frastornati. La donna dice al marito: "Ah, guardali. Penso che siano artisti". "Oh, dai", si stringe nelle spalle il marito, "sono solo dei bambini". Il punto è: tutto il mondo è un palcoscenico. Avete bisogno di un palco e avete bisogno di un costume e di uno script. Il palcoscenico è lo spazio di lavoro. Può essere uno studio, una scrivania o un album da disegno. Il costume è il tuo vestito, puoi indossare i pantaloni per dipingere, le pantofole da scrittura o il cappello buffo che ti dà delle idee. Lo script è il tempo, puro e semplice. Un'ora qui o una lì. Lo script per passare il tempo a giocare è rappresentato dal tempo giusto che ci vuole perchè semplicemente le cose accadano.
Fingi finchè puoi farlo.
[Continua...]