14.5.14

Della serie tv Resurrection e dell'essere plausibili come condizione inarrivabile


Resurrection è una nuova serie televisiva americana in otto episodi. E' tratta dal romanzo The Returned di Jason Mott, ma una cosa curiosa te la devo spiegare subito. Non si sa chi ha copiato chi e quando, ma esiste una serie tv di produzione francese del 2012 intitolata Les Revenants tratta invece dal romanzo Quelli che Ritornano dello scrittore francese Robin Campillo. Visto che questo romanzo è stato scritto nel 2004 e quello di Mott nel 2013, verrebbe da pensare che gli americani hanno "tratto ispirazione" dai colleghi d'oltralpe. Ma loro, sempre gli americani, dicono invece che le due serie e i due libri si basano su fondamenti diversi.

Ironia a parte, credo che la cosa possa davvero accadere. Ma nessuno può biasimarti se per la testa ti passa qualche sospetto, visto che non è proprio la prima volta che succede.


Ma torniamo a Resurrection. La serie non presenta volti noti, a parte quelli di Omar Epps, ex medico frustrato in Dottor House, e di Kurtwood Smith, indimenticato cattivo nel primo Robocop. Stranamente, con un colpo di coda inspiegabile, a poche settimane dalla messa in onda negli Stati Uniti, Rai 2 si è accaparrata i diritti della serie e ha deciso di farteli vedere in tre lunedì (questa settimana ha trasmesso i primi tre episodi).

La trama te la passo direttamente da Wikipedia:
Jacob Langston, un bambino di otto anni, viene ritrovato in un'area rurale cinese. Inizialmente il bambino fatica a ricordare la sua identità, ma in seguito ritrova la memoria: dichiara di essere americano e di vivere con i suoi genitori nella città di Arcadia. Quando l'agente J. Martin Bellamy lo riporta negli Stati Uniti, Jacob identifica i suoi genitori in Harold e Lucille Langston, un'anziana coppia che dichiara di aver perso il figlio trent'anni prima, morto a causa di un annegamento. La madre crede nel miracolo, mentre il padre è più propenso a pensare ad una sorta di tentativo di truffa. Lo sceriffo Fred, il quale ha perso la moglie nello stesso incidente in cui è morto Jacob, inizia ad indagare, mentre altre persone decedute iniziano a riapparire in città.
Bella è bella. La serie si fa guardare senza intoppi. Ma la sensazione è che già al terzo episodio gli autori abbiano voluto strafare (da queste parti si direbbe che hanno "sdàto") e l'essere plausibili, come spesso accade nelle serie tv americane degli ultimi anni, torna a condizione ignobile da calpestare con i piedi. E non ti parlo del mistero centrale (dove c'è gente che torna dalla tomba), ma del fatto che nonostante la voce si diffonda veloce, non arrivi nessuno da fuori a capire cosa stia effettivamente accadendo. O che l'agente dell'FBI non avverta le autorità degli avvenimenti che stanno sconvolgendo un'intera cittadina o che nessuno ai vertici dell'FBI decida di intervenire, rimanendosene al calduccio del proprio focolare. Voglio dire, non è che in paese è arrivato il circo o la vicina ha potato le rose per sbaglio. Sta tornando in circolazione gente che si credeva sotto un paio di metri buoni di terra.




La sospensione dell'incredulità è un concetto che amo (è anche condizione indispensabile per apprezzare una trama realistica, se vuoi) e non dico che tu, autore di Resurrection, debba spiegarmi cosa sta accadendo. Mettimi solo nelle condizioni di credere per un attimo (almeno in senso mistico) ad una cosa incredibile. Non ci va tanto, se ci pensi. Solo un po' di cura. Ma dopo aver saputo che gli otto episodi sono stati girati da sei registi diversi e scritti da dieci autori diversi (10, dico, non ci credi?), tra i quali anche lo stesso Jason Mott, ho smesso di fare domande al muro di casa.

In ogni caso Resurrection resta una roba fatta a modino e migliore di tante altre cose di cui si va tanto cianciando in giro. Lunedì prossimo, quindi, un'occhiata ai tre episodi successivi gliela do. Con la speranza che non si svacchi in via definitiva in puro stile Lost.

4 commenti:

La firma cangiante ha detto...

Io ricordo ancora con affetto i ritornati di 4400, l'avevi vista? Non mi dispiaceva, poi era finita un po' in vacca se non ricordo male...

LUIGI BICCO ha detto...

Ho visto i primi episodi anche di quella. Non era male, nelle intenzioni. A pensarci ora, comunque, di serie tv con gente che torna misteriosamente dall'aldilà, son piene le fosse :)

Gripa ha detto...

...fondamenti diversi?
...l'essere plausibili?
...nelle condizioni di credere?

Boh.2

LUIGI BICCO ha detto...

Il secondo "boh" con il quale sono d'accordo. Va a finire che ci diventa oggettivo metro di paragone :)

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