25.9.12

L'Anno della Lepre di Arto Paasilinna

E' uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Te lo dico alla brutale perchè non c'è un altro modo per dirlo.

Arto Paasilinna è uno degli scrittori finlandesi più celebri del suo Paese. Forse il più celebre in assoluto. Ha un passato da guardiaboschi, giornalista e poeta e scrive romanzi dal 1972. Le sue opere sono legate a filo doppio alla vita in Finlandia, con un occhio sempre puntato sull'ambiente, al rapporto dell'uomo con la natura che lo circonda e permeate sempre e comunque da uno humor particolare, quasi all'inglese, ma più velato e discreto. In Italia i suoi romanzi sono stati tradotti e pubblicati in esclusiva da Iperborea che vanta ormai una dozzina di titoli firmati dall'autore.

L'Anno della Lepre (
Jäniksen Vuosi, 1975) è forse la sua opera magna e dopo averlo divorato in pochi giorni, posso anche capire il perchè. Il protagonista di questo romanzo è Kaarlo Vatanen, un giornalista di Helsinki stanco del proprio lavoro, del rapporto con la moglie e di tante altre cose. La sua vita cambia quando di ritorno a casa in auto con un collega fotografo, i due investiranno una lepre senza ucciderla. La lepre azzoppata fuggirà nascondendosi nella boscaglia vicina e Vatanen, da quel momento, non sarà più in grado di lasciarla andare. Se ne prenderà cura abbandonando il collega in auto e senza rendersene conto darà una brusca sterzata alla sua esistenza che, da quel momento, non sarà mai più la stessa.

Vatanen si addentrerà nella foresta senza più il volere o la forza di uscirne, per vivere una nuova vita e sfuggire a quella che, fino ad allora, lo aveva annoiato e sfinito. E lo farà con una forza e una volontà fuori dall'ordinario, seguendo una strada predisposta dal caso e senza costruire un futuro. Una vita giorno per giorno, vissuta in libertà.


Dei temi, insomma, tanto cari alla società frustrata di oggi. Ma Paasilinna ci spiega che anche in terra finlandese, già allora, nel pieno degli anni '70, quelli erano temi all'ordine del giorno.

Però lo scrittore nordico non fa "piangina" come tanti altri autori che si sono confrontati con tematiche simili e, anzi, si concentra sul cammino. E se pensate che un libro del genere possa essere particolarmente sofisticato o peggio, noioso, vi sbagliate di grosso. Vatanen vivrà una serie di avventura bizzarre e straordinarie nella loro quotidianità e Paasilinna ve le farà scivolare addosso come se nulla fosse.
Solo alla fine, quando ormai tutto arriva ad una conclusione e dove, a malincuore, sarà la società a dover assolvere Vatanen e non il contrario, attraverso un rapido riepilogo degli avvenimenti vi renderete davvero conto di quello che avete letto. Che (quasi) neanche il Barone di Munchausen, guarda.


Un bel libro davvero. Leggero ma importante.

6 commenti:

GiovanniMarchese ha detto...

Di lui ho letto solo Piccoli suicidi tra amici: delizioso! Uno scrittore di rara qualità.

Dalailaps ha detto...

Mi piace un sacco. Ti consiglio Il mugnaio urlante. :)

LUIGI BICCO ha detto...

@ Giovanni:
Di suo voglio recuperare altri libri. Di Piccoli Suicidi tra Amici, in effetti, mi hanno già parlato.

@ Dailailaps:
Il Mugnaio Urlante. Segnato anche questo :)

La firma cangiante ha detto...

Non lo conosco per niente, grazie per la segnalazione.

Gripa ha detto...

Una mattina a colazione ridevamo tutti.
Era sabato e ridevamo mentre la mia compagna
raccontava a me e a nostra figlia,
la trama dell'ultimo libro che aveva
finito di leggere la sera prima.
"Piccoli omicidi tra amici" era il titolo.

Bel post. Grazie Luigi.


LUIGI BICCO ha detto...

@ Dario:
Prego. Qualcosa da leggere di suo te lo consiglio.

@ Alessandro:
Guarda le coincidenze. E pensa che un paio di giorni dopo che tu hai lasciato questo commento, mia moglie mi ha regalato proprio il libro che tua moglie ha letto :)

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