21.8.12

Ritorno sul pianeta terra

Return Home, illustrazione di Yurick Riegel

Bòn.
Vacanze finite. Questa cosa succede ogni anno e la cosa non va bene. Un uomo dovrebbe decidere come e quando le proprie vacanze finiscono. Un uomo dovrebbe poter avere il diritto di NON tornare a lavorare e percepire comunque uno stipendio. Quando le pile sono cariche, se vuoi, torni a lavorare. Altrimenti nulla. Dovresti continuare a sollazzarti a mollo nell'acqua, tra la fitta vetazione di una foresta o inebriandoti dell'aria fresca e pungente in alta quota, sentire freddo ad agosto e goderne, mentre quello stesso freddo ti sferza la faccia fino a farti scricchiolare la pelle come cuoio.

E invece, in questo mondo tutto sbagliato, le mie vacanze sono finite. Qualcosina in più di un paio di settimane passate al mare, nel Salento. Come al solito ho mangiato tanto bene e nonostante questo ho perso qualche chiletto per strada (che riprenderò, naturalmente, nel giro di qualche giorno semplicemente stando seduto sulla mia bella sedia in ufficio). Poca spiaggia, più barca. Quella di mio suocero, dico. E per evitare fraintendimenti ("Chi non ha mai fatto le vacanze in barca?" Cit.: Ombretta Colli) dico solo che non si tratta di uno yacht extralusso, ma di un cinque metri con un solo motore da 25 cavalli. Ma per me e la mia famiglia è come se si trattasse di una nave da crociera.

Cartolina di paesaggio locale stile Almanacco del Giorno Dopo.

Ho letto meno di quanto sperassi, ma qualcosa ho letto. Il Codice Rebecca di Ken Follett, L'anno della Lepre di Arto Paasilinna, Chagall in Russia di Joann Sfar e i primi tre volumi de La Storia del West. Tutti molto belli, soprattutto il secondo.


Il portatile l'ho acceso solo un paio di volte per distrarre mio figlio dal caldo irritante. Ho interpellato internet solo una manciata di volte sull'iphone di mia moglie per guardare la posta e consultare wikipedia. Non ho ascoltato musica, non ho guardato la tv (mi sono pentito solo di non aver visto la finale di basket alle olimpiadi vinta dal Dream Team statunitense contro la Spagna per 107 a 100).

Madonna mia, 'sti ammerrigani.

Blocchi di cartoncino, matite e pennelli me li sono portati dietro. Ma non li ho visti nemmeno da lontano. Non ho disegnato nulla e non ho scritto nulla. Se non che, nella mia testa, in modo del tutto autonomo, quella che doveva essere una vecchia sceneggiatura per una storia illustrata, è diventata via via un romanzo che dovrò avere voglia, pazienza e tempo di mettere davvero su carta. Una parola alla volta. Una dietro l'altra. Perchè probabilmente si tratta del miglior romanzo mai scritto nella storia della letteratura mondiale. O una cosa del genere, insomma.

Per il resto questa era la nostra prima vacanza con Teo. Non è stato esattamente come le vacanze scorse, da soli. Questo lo immaginavamo. Non puoi ritagliare troppo tempo per te. Ad un bimbo di un anno devi stare continuamente dietro. Ma Teo ci ha dato ulteriore conferma della sua infinita bontà d'animo. Non ha fiatato per tutto il viaggio in macchina all'andata (1200 chilometri) e nemmeno al ritorno (altri 1200). O dormiva sul suo seggiolone o guardava scorrere le immagini fuori dal finestrino come ricordavo di fare io da bambino. Un paio di volte sentivi improvviso quell'aroma di campagna selvatica misto a terriccio bagnato misto a sterco di muflone e allora significava che dovevamo fermarci per cambiarlo. A pranzo in Autogrill ha mangiato tranquillamente. Mentre eravamo al banco del caffè o al tavolo del ristorante ha fatto conquiste a destra e manca facendo "ciao ciao" con la manina a tutte le signorine di buon aspetto e un sorriso sdentato a chiunque lo guardasse. Sto cercando di inselvatichirlo in qualche modo. Essere un bimbo per bene è importante, ma io lo voglio anche un po' feroce e spietato. Più selvatico. Più sanguigno. Una bella soddisfazione è stata quella di insegnargli a fare le pernacchie a comnado. E con quanta fierezza (sua e mia) porta la sua t-shirt con gli X-Men classici disegnati da Dave Cockrum acquistata dalla sua mamma.

Unica nota stonata del tutto: i 45 gradi all'ombra che per più di un giorno hanno massacrato il Salento e me, del tutto intollerante al caldo, e che per più di una volta mi hanno fatto desiderare ardentemente la Groenlandia e gli orsi polari. 45 gradi che hanno fatto saltare la centralina dell'auto di mio padre o che hanno reso inutilizzabile qualsiasi apparecchio elettronico (le batterie dei cellulari erano scariche dopo un paio d'ore di utilizzo). Per non parlare del numero di turisti sempre crescente. Gente (troppa) arrivata dal nord, dal sud e dalla Germania, sintomo del fatto che ormai anche la Puglia è stata definitivamente "scoperta".

Scatto realizzato da me sul posto qualche anno fa ma che rende comunque bene l'idea.

Torino non ci ha accolto meglio con i suoi 34/35 gradi. Sempre dieci gradi in meno rispetto al Salento, direte voi. Ma sempre con un tasso di umidità superiore al 50%, risponderò io. In questi giorni sembra di essere costantemente sotto un asciuga capelli gigante. Ad un certo punto, poi, anche basta con 'sto cazzo di caldo. O no?

Sono tranquillo e rilassato?
Si, come sempre dopo un paio di settimane di mare.

Sono pronto a ricominciare?
No. Ovviamente no.

Spero invece che tutti voi siate tranquilli e rilassati e siate pronti a ricominciare. E una pacca sulla spalla, sincera, va a chi le vacanze nemmeno se le è potute fare.

P.S.: Comunque non faccio in tempo a farmi le ferie e tornare che vengo a sapere del parkinson di Richard Thompson, creatore della striscia a fumetti Cul De Sac, della scomparsa del Maestro Joe Kubert, dello scrittore di fantascienza Harry Harrison, del papà degli effetti speciali Carlo Rambaldi e del suicidio del grande Tony Scott dovuto, ho saputo solo stamattina, alla scoperta di un tumore inoperabile al cervello. Ma esattamente che cosa cazzo sta succedendo?

12 commenti:

Fumettista Esplosivo ha detto...

"Spero invece che tutti voi siate tranquilli e rilassati e siate pronti a ricominciare."

Sì, infatti io son tanto rilassato al punto che dopo un mese e mezzo che son tornato dalle ferie ho deciso che ancora NON è il momento di ricominciare!

ari ha detto...

Da salentina e per chiarezza di informazioni, tengo solo a specificare che la foto ritrae il salento lato adriatico (in particolare quella striscia di spiaggia si trova a Castro). Noi siamo stati nel Salento lato jonico. Altrettanto bello, altrettanto incasinato nelle strisce di spiaggia. :)

CyberLuke ha detto...

Intanto, bentornato! ;)
In Salento ci sono stato un cinqu'anni fa.
E c'era già una bella calca, t'assicuro: quindi, consolati.
Quanto al caldo, dopo un inverno ingrato e che sembrava non dovesse finire mai (ci siamo già scordati del maggio che sembrava ottobre?) mi ero imposto: quest'anno, non dirò mai 'che caldo'.
E vuoi saperlo?
Ha funzionato.
Ogni volta che mi veniva da dirlo, ripensavo al gelo di quest'inverno che mi penetrava dappertutto.
E di colpo, il caldo era una carezza benevole sulla pelle.
Ma sei in tempo per adottare lo stesso trucchetto quest'inverno.
Quando stai per dire: minchia, che freddo!, rievoca i 45 gradi che ti hanno semiammazzato quest'estate.
E poi dimmi. ;)

La firma cangiante ha detto...

E alla lista si è aggiunto anche Toppi :(

Gripa ha detto...

Fase dell'emotività
totale:

Mai riflettere sulle vacanze
e su tutto quello
che contengono, entro
i dieci giorni dalla loro
conclusione.

Fase del compromesso
obbligato:

Condividere e confrontare
i propri progetti di fuga
dalla realtà con persone
affette dalla stessa
patologia estiva.

Fase della rassegnazione
sovversiva:

Lasciare maschera, costume da bagno
e crema solare sul cruscotto dell'auto
fino a fine autunno.
O la va o la spacca.
... se la spacca
fuggire con le persone care
verso l'infinito e oltre.








LUIGI BICCO ha detto...

@ Fabrizio:
Prima o poi dovrà passare, credo. Altrimenti non si mangia più :)

@ Ari:
Vero verissimo. Ma sai come si dice, no? Lato adriatico, lato jonico, una fazza una razza :)

@ Luca:
No, aspetta aspetta. Noi qui abbiamo avuto un maggio "fresco" e nulla più. La questione è che quando abbiamo avuto delle giornate davvero fredde a fine febbraio inizio marzo, con un paio di nottate che hanno toccato i -15°, mi si sono ghiacciati anche i tubi della caldaia e non abbiamo avuto acqua calda per una settimana. Ma vuoi sapere cosa? Non mi sono mai lamentato. Nemmeno allora. Credo di aver sempre detto "madonna che freddo" con il sorriso sulle labbra. E' che io e il caldo proprio non si va d'accordo :)
Grazie per il bentornato.

@ Dario:
Lascia perdere. Quando ho saputo non sapevo davvero cosa pensare. Che agosto del cazzo.

@ Alessandro:
Non è male quella del compromesso obbligato, ma per quanto mi riguarda non è una situazione particolarmente legata al periodo estivo. O meglio lo è solo perchè le vacanze si fanno, naturalmente, in estate. Ma io sarei felicissimo di farle ANCHE a novembre (anzi, si dovrebbe) o a gennaio.

NOn chiedo tanto. Un paio di settimane ogni due mesi potrebbero andare bene.

Troppo, eh?

Alberto Camerra ha detto...

Bentornato, Luigi.
Comprendo bene cosa siano le pile scariche. A volte le vacanze hanno il potere di farti riprendere... più a terra di prima.
Però, almeno, hai cambiato aria.
Io sotto a lavorare, quasi senza stacchi. Dove? in rete, ovviamente.
Passa a dare un'occhiatina...
;)

Zibibì ha detto...

ma come?
siete tornati proprio adesso che in Grecìa impazza la Notte della Taranta?!

ari ha detto...

figurati!! gg si suiciderebbe piuttosto che andare alla notte della taranta, zibibì!! :DDD

LUIGI BICCO ha detto...

@ Alberto:
Ehilà, Alberto. Visto, visto. Hai fatto un bel lavorone con il tuo dominio e con il blog. Anch'io sono al lavoro per ristrutturare il mio sito. Tra una cosa e l'altra sto procedendo a rilento, ma conto di finire a breve.

@ Zibibì e Ari:
Non è vero che non prenderei parte alla notte della taranta. Basta che non debba mettermi a ballare io. Che non ci sia folla (che so, una persona ogni dieci metri) e che ci sia una buona temperatura (che so, un 19/20° andrebbero bene:)

Zibibì ha detto...

eh eh
me lo sentivo che Luigi rispondeva così
ma sapevo pure che con Arianna sfondavo una porta aperta!
;D
e il piccolo Teo?
è già più verso il friccichino zomparello
o più verso il contemplativo confortevole?

LUIGI BICCO ha detto...

@ Zibibì:
Secondo me rientra perfettamente nel contemplativo zomparello :D

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