18.4.12

Fake Publisher #1: Starman Jones


Allora. Questo è un progetto personale avviato ma ancora in fase di studio. Parlo della Fake Publisher, la MIA casa editrice. Una casa editrice che, semplicemente, non esiste ma che mi permette di reinterpretare le cover di alcune opere della letteratura che mi stanno a cuore e che, probabilmente, non realizzerò mai. In passato mi sono occupato di copertine per diverse case editrici, ma sempre e solo quello che riguardava l'illustrazione. Non ho mai seguito il progetto nella sua interezza, a parte poche cose realizzate con l'editore romano Gremese.

Chiamatelo esercizio di stile, passione per il settore, vagabondaggio. Chiamatelo come vi pare, ma mentre prima il book design era un hobby, ora si è trasformato in un pallino che affonda le radici molto in profondità. Insomma, come tante altre cose, sta diventando una vera e propria malattia.

Per questo primo "rifacimento", ho preso in prestito Starman Jones, un titolo di Robert A. Heinlein letto da non molto (ne avevo parlato qui, ricordate?) e va ad inaugurare un'ipotetica collana di classici della fantascienza di un certo tipo. Ne ho pronti già cinque che posterò poco alla volta. Una collana che rispetta naturalmente una gabbia grafica unica ma senza troppi paletti.






E intanto sono all'opera anche su una serie di classici della letteratura (Hermann Hesse, Scott Fitzgerald) dove non esiste regola. Dove ogni libro è un libro a sé, con le sue regole e le sue dinamiche. E dove, soprattutto, utilizzerò tecniche diverse dal disegno vettoriale. Perchè la copertina di un libro è un cielo aperto che non prevede barriere o limitazioni. Vediamo cosa verrà fuori. Sappiatemi dire anche voi.


Non riesco più a staccare gli occhi dai libri. Cerco di trovare pregi e difetti in tutte le confezioni. Cosa che una volta non facevo con tanta insistenza. Come dicevo, è diventata una vera e propria malattia per la quale, credo, non esiste ancora un vaccino. E meno male.

P.S.: Naturalmente, da buon sostenitore del mezzo web, i vari progetti compariranno di volta in volta anche nelle mie gallerie di Behance (dalle quali presto trarrò un sito ufficiale nuovo di zecca, grazie alla funzione ProSite) e sul mio Tumblr. Così, giusto per far girare un po' di roba.

9 commenti:

Laura is Damiano is Zibibì ha detto...

Luigi, ma sai che c'è?
Sei sempre molto stimolante.
Anche meglio di un the al ginseng!
:D :D :D

GiovanniMarchese ha detto...

Gagliarda! Gran copertina. Complimenti.

La firma cangiante ha detto...

Bello davvero, proponiti a Mondadori che magari svecchiano Urania.

Patrizia Mandanici ha detto...

Bel progetto, come mi piacerebbe vederlo dal vivo in libreria! Tra l'altro mi hai fatto venire voglia di leggere questo libro :)

Patrizia Mandanici ha detto...

Dopo piccola ricerca il libro sembra risultare esaurito, e sul sito del Libraccio non c'è neanche usato. Non esiste neanche in ebook in inglese su Amazon, tranne che su un altro sito in vendita a 6 $ (e sul versante oscuro, naturalmente - ma solo in inglese).

LUIGI BICCO ha detto...

@ Laura e Damiano:
Davvero troppo, troppo, troppo, troppo gentili. Mi ritrovo costretto, mio malgrado, ad arrossire :)

@ Giovanni:
Grazie Giovanni. Ci ho lavorato di fino, se così si può dire. Mi fa piacere che ti piaccia.

@ Firma:
He. In Mondadori sono serratissimi. Con Giacomo Callo alle redini della direzione artistica, mi sembra difficile che abbiano voglia di altro (nel senso che è molto, molto bravo). E comunque anche Franco Brambilla (l'illustratore 3D delle nuove cover Urania) non se la cava male. Azzeccato, quanto meno.

@ Patrizia:
Sento un tremito nella Forza. E sento che questo libro, in effetti, potrebbe piacerti. Rimane disponibile nella versione di Urania Collezione #103, ma l'unico posto che conosco dove puoi ordinarlo online, è QUESTO.
E grazie per i complimenti :)

Patrizia Mandanici ha detto...

Grazie per la dritta, Luigi. Ci pesno un attimo, che oltre al prezzo del libro ci sono 8 € per la spedizione...

CyberLuke ha detto...

Il book design è anche uno dei miei rami preferiti del graphic design.
Quando giro su Book Cover Archive, resto incantato e ispirato dalle copertine altrui (evito in questa sede la vecchia polemica su quanto siano più fighe quelle oltreconfine), e penso che potrei passare la mia giornata lavorativa facendo solo quelle.

Venendo al tuo Starman Jones, direi che rispetta i tuoi soliti canoni: essenzialità, comunicatività, eleganza, ottima scelta dei colori e delle font (anche se il DIN, dopo averlo usato in ogni dove, non posso più vederlo).

LUIGI BICCO ha detto...

@ Patrizia:
In effetti le spese di spedizione non incoraggiano. Ti conviene passare in una libreria ben fornita e chiedere l'ultima versione stampata disponibile.

@ Luca:
Evita in questa sede, si, che c'ho già il sangue amaro :)
Una vacanza sulle colonie di Marte per te, per aver azzeccato il font. Personalmente non ho usato tantissimo il DIN e sembra avere ancora qualcosa di buono da dire. Per la collana sci-fi userò sempre questo per una questione di continuità. Ma poi si cambia registro.

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