17.1.12

Quentin Baillieux

In rete poco o nulla trapela di Quentin Baillieux, se non il fatto che vive e lavora a Parigi. Ma io sono innamorato del suo stile sottile e delicato. Minimalismo e incanto, poche forme abbozzate bastano a questo straordinario visualizer, illustratore e animatore parigino, per costruire interi mondi. Una lezione di classe in un mondo pieno di rumore.

P.S.: L'ultimo è un video.















7 commenti:

CyberLuke ha detto...

Ha una sua identità ben definita, e il "calore" delle sue cose probabilmente è dovuto al leggerissimo alone che applica agli elementi vettoriali... una bella trovata.

LUIGI BICCO ha detto...

Pensa che usa dei retini colorati. Quelli di gel che si usavano tanto negli anni '80 e '90. La sfochicchiatura rende tutto più etero. Stupendo.

Gripa ha detto...

Emana "artigianalità".

LUIGI BICCO ha detto...

E infatti, di post produzione c'è ben poco. Se non nulla. Fa piacere sapere che qualcuno ancora si adopera ancora con le proprie sante manine :)

Laura Speroni + Damiano Langone = Fata Mattana ha detto...

si sente anche aleggiare
lo spirito
di Depero?

Dama Arwen ha detto...

Delizioso, davvero.
Sembrano college fatti con la carta velina colorata :-)

LUIGI BICCO ha detto...

@ Laura+Damiano:
E' vero. Il cuore non mi ha detto ciò che l'occhio voleva vedere. Ma ai vostri, di occhi, non sfugge proprio nulla.

@ Dama:
E più o meno di quello si tratta. Il ragazzo si diverte a ritagliare pezzi di retini colorati e a metterli insieme in qualche modo. E ci riesce molto bene :)

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