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17.3.17

Volpi e Pirati

Quello che sai fare non basta mai. E allora, come già ho avuto occasione di dire, bisogna mettersi lì a sperimentare cose nuove. Percorsi alternativi che possano portare verso altre direzioni. Cose sulle quali magari non avresti mai immaginato di fantasticare. E invece perché no? Basta che ti ci diverti. E allora ecco un apprendista pirata e una volpe fosforenscente.
Colorare senza usare il tratto è stata (ed è) un'esperienza del tutto nuova e ho dovuto apprendere certe tecniche con calma e parsimonia. Per tutto il resto, sono bastati carta, matita, tavoletta grafica e Photoshop.
E, ovviamente, le mani.


8.3.17

Worlds of Adventure Gino D'Antonio

Quest'anno si festeggiano i 50 anni dall'esordio in edicola (avvenuto nel giugno 1967) della Storia del West, una delle epopee western di più ampio respiro che la storia del fumeto italiano (e non solo) ricordi.
Ma quell'immenso talento narrativo e grafico che era Gino D'Antonio, che proprio il 16 marzo prossimo avrebbe compiuto la bellezza di novant'anni, era anche un meraviglioso illustratore.


La sua carriera ha visto anche una nota parentesi inglese che cominciò nel 1956, e che complessivamente durerà quasi una decina d'anni, quando grazie allo Studio D'Ami, D'Antonio inizia a collaborare ufficilamente con la Fleetway ed altri editori d'oltremanica, per i quali lavorò a note strisce (Eagle, Express Weekly, Boys' World) e ad alcuni dei più celebri fumetti di guerra di quel periodo (War, Battle, War at Sea, Front Line), ispirando parecchi cartoonist della generazione successiva, italiani e non (Dave Gibbons non ha mai celato la sua ammirazione/ispirazione per l'autore italiano).
Parere personalissimo, Gino D'Antonio è stato un fuoriclasse delle nuvolette parlanti sia come sceneggiatore, sia come disegnatore, ma dal punto di vista grafico, credo, senza timore di esagerare, che abbia rappresentato per noi quello che ha rappresentato per il "rinascimento" a fumetti americano gente come Neal Adams o John Romita senior.

Gran parte della sua produzione inglese, però, comprende anche gli adattamenti a fumetti dei grandi classici della letteratura, anche se molto più spesso si trattava di sole illustrazioni a corredo di quei testi. E un esaustivo saggio sulla sua arte come illustratore, relativo proprio a quel particolare periodo, si può avere grazie a Bear Alley Books, editore inglese che nel 2013 ha distribuito nelle librerie un meraviglioso volume da 90 pagine in formato A4 intitolato Worlds of Adventure Gino D'Antonio. Una corposa raccolta di opere che analizza il lavoro che nell'arco di quei dieci anni ha visto il Maestro porre la propria firma su opere quali Piccole Donne, 20.000 Leghe Sotto i Mari, Quo Vadis?, Le Avventure di Ulisse, Racconto di Due Città e tante altre.









3.3.17

Playing Arts


537 artisti, provenienti da 67 paesi diversi, hanno partecipato al progetto Playing Arts donando la propria personale visione ad una serie di carte da gioco. Ad ognuno di loro è stato quindi chiesto, in base allo stile e alla tecnica, di creare una illustrazione destinata ad una carta.
Quel che ne è venuto fuori è appunto un set di carte da gioco che fino a questo momento vanta la bellezza di tre diverse edizioni (Edition One, Edition Two, Edition Three), più una Special Edition.

Gli artisti vincitori tra i tanti partecipanti (scelti da una giuria costituita dallo staff Playing Arts e dai sostenitori del progetto su Kickstarter) sono stati selezionati sulla base di originalità, interpretazione creativa e l'abilità tecnica.























20.2.17

Henry Patrick Raleigh

Dalla biografia ufficiale dell'artista:
Henry Patrick Raleigh nasce a Portland, nell'Oregon, nel 1880. A 12 anni lascia la scuola per contribuire a sostenere economicamente la propria famiglia. Vende giornali, lavora come impiegato in una ditta che importa caffè e infine al porto di San Francisco al fianco di velisti provenienti da tutto il mondo. Qui la sua giovane immaginazione cresce nutrendosi prima di tutto delle sorprendenti storie che gli raccontano i marinai. Ansioso di trasferire quelle immagini su carta, inizia a disegnare e riesce ad affinare la sua tecnica così velocemente da impressionare il colonnello Clarence Bickford che lo prese in simpatia e decise di pagargli gli studi presso l'Hopkins Academy, nota Scuola D'Arte di San Francisco.


Fin dall'inizio del suo percorso artistico, si distingue dagli altri studenti, tanto da riceve presto i suoi primi incarichi da importanti riviste come Vanity Fair, Harper's Bazaar, Collier e The Saturday Evening Post.
A soli trent'anni, Henry fa più denaro di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Riceve commissioni in giro per il mondo e anche dall'Esercito Americano (suoi alcuni poster che furono diffusi in milioni di copie durante la Prima Guerra Mondiale). Nel 1914 viene scelto da Collier per illustrare una storia a puntate dell'autore più popolare di quel periodo, H. G. Wells, e quel lavoro lo rese, da lì a poco, uno degli illustratori più ricercati d'America. 

Dopo 25 anni di carriera, Henry ha già pubblicato qualcosa come 20.000 illustrazioni e leggenda vuole che durante la depressione, e per i tre decenni successivi, il suo reddito medio fosse di oltre 100.000 dollari all'anno (cifre assolutamente impensabili, per l'epoca).
Non per nulla è stato più volte definito come l'illustratore commerciale più prolifico di quel periodo, mentre un noto critico lo definì, in un articolo del 1925, "il più grande illustratore d'America".

Raleigh ha inoltre illustrato le copertine dei romanzi di autori quali Francis Scott Fitzgerald, Agatha Christie, Stephen Vincent Benet, William Faulkner, Sinclair Lewis e Somerset Maugham.

The Henry Raleigh Archive è il sito ufficiale curato dai suoi eredi.

















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