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18.11.16

Il Grande Sonno


Da questo autore e da questo libro in particolare, nascono, nel caso tu non lo sapessi, l'hard boiled, il noir metropolitano e in parte anche il thriller (quello letterario, intendo, perché quello cinematografico arriva qualche anno prima, con Hitchcock e Fritz Lang). 
Per quanto io non sia proprio a digiuno di Raymond Chandler, non avevo mai letto uno dei romanzi dedicati al suo personaggio più noto, il granitico e fascinoso detective privato Philip Marlowe che proprio qui, tra le pagine de Il Grande Sonno, comincia la sua carriera letteria.

Il Grande Sonno (The Big Sleep, 1939) è una novella potente dal linguaggio secco e nervoso le cui situazioni e i cui personaggi possono sembrare oggi, giustamente, tagliati in due dalla classica accetta. Ma al di là di questo, il romanzo è seminale proprio perché è qui che nascono i generi di cui sopra e soprattutto uno stile di scrittura dinamico e duro, nato quando fino a quel momento tutti i lettori erano abituati al giallo smaccatamente buonista con protagonisti senza troppi vizi e ai finali dove tutto si chiariva intorno ad un tavolo, sempre utilizzando un linguaggio perbenista e al passo con i tempi, quasi mai sboccato o fuori dalle righe (a parte rare eccezioni, ovviamente).

Chandler invece scriveva, proprio come in questo romanzo, cose tipo:
“Dosava le forze con la cura di una ballerina disoccupata alle prese con l'ultimo paio di calze senza smagliature.”
E' normale che certe cose risultassero ardite, all'epoca, capisci? E bada bene, non sto dicendo che lo fossero davvero. Quella frase, oggi, non ha più nulla di volgare. Ma come già detto, in quegli anni i protagonisti del giallo letterario classico erano per lo più abituati a riflettere sui più efferati omicidi davanti a té e pasticcini con un sopracciglio alzato, immersi in un quotidiano che doveva raccontare anche cose buone.

Illustrazione di Jason Mervyn Hibbs per l'edizione della Penguin.

Chandler, come tutti gli innovatori, arriva quindi al momento giusto distruggendo l'idea di "campagna inglese" o di indagine garbata, dipingendo un mondo sporco, battuto dalla pioggia e frequentato dalle peggiori canaglie senza scrupoli, dove è facile che tu senta il puzzo di marciume nei quartieri fatiscenti della città o che ti ritrovi una pistola puntata alla stomaco solo perché sei sul lato sbagliato della strada. Ecco in buona sostanza cosa ha fatto Chandler e perché è rimasto negli annali.

La storia de Il Grande Sonno nemmeno te la racconto (se ti interessa, la trovi qui su wikipedia), perché importa poco o nulla. Se dobbiamo stare a parlare della trama, posso dirti che a tratti risulta troppo complessa e disordinata o che addirittura, per quanto sia breve il romanzo, sembra portata troppo per le lunghe. Ma come dicevo, il punto non è quello. E poi, diavolo, davvero dobbiamo parlare dei difetti della trama del romanzo dove è nato Philip Marlow? Anche no.


Una menzione speciale va anche al bel film di Howard Hawks che ne fu tratto qualche anno dopo, nel 1946, interpretato da Humphrey Bogart e Lauren Bacall che per quanto abbia il merito di aver portato su schermo, in un meraviglioso bianco e nero, un film quasi perfetto (per l'epoca), a tratti ha estremizzato quel senso di ingenuità che oggi non può che strappare una risata (memorabili, in tal senso, i sospiri amorosi della giovane libraia che si vede arrivare un Marlowe fradicio di pioggia e che cerca di sedurre senza perdere troppo tempo).

Un'altra epoca.

26.6.15

Il ritorno dei Superpocket. O no?


Quella dei Superpocket era una collana di libri da edicola edita dal Gruppo RCS. La prima serie mensile partì nel 2001 e fu poi affiancata, a partire dal 2008, da una seconda uscita.
Una realtà meravigliosa per l'appassionato di thriller/noir/avventura perché al prezzo più o meno di una pizza ti si propinava il meglio del genere: Lee Child, James Patterson, Clive Cussler, Henning Mankell, Jeffrey Deaver, Tom Clancy, Robert Ludlum, Bernard Cornwell, Laurell Hamilton, Elizabeth George, Kathy Reichs, Ian Rankin, John Connolly. I titoli (155 per la prima serie più 30 per la seconda) li trovi tutti qui.

Personalmente, in passato, ne ho presi e letti davvero pochini, ma mi ha sempre fatto piacere che, soprattutto in tempi di magra, esistesse una collana per le tasche di tutti (così come Urania, Segretissimo o il Giallo Mondandori) che per qualche spicciolo virgola qualche altro spicciolo offrisse appunto qualche ora di sano svago.


Ma cos'è successo poi ai Superpocket? A gennaio del 2014, attraverso un repentino e inaspettato messaggio sul profilo ufficiale faccialibro, l'editore annuncia una lunga "pausa di riflessione" senza dare troppe spiegazioni e lasciando gli appassionati con un palmo di naso. Da allora, silenzio.

E' da qualche giorno, però, che "on the web" si legge che:
  1. La collana sembra essere stata acquistata dalla sola Tea Libri
  2. Sembra esserne stato programmato il ritorno in grande stile, addirittura a partire da questo stesso mese.
  3. Per il lancio si parla di quattro titoli firmati da nomi grossi, quelli che vedi qui sotto, nell'unica immagine promozionale che circola in giro, al prezzo speciale di cinque euro meno dieci centesimi.

Ora. Incuriosito dal meccanismo di acquisto e rilancio, ho voluto capire la questione come si deve. E la cosa sembra essere un tantinello confusa per una serie di motivi.
L'annuncio sembra esserci solo perché qualche blog (privato) lo riporta, ma non esiste una versione ufficiale della cosa (quella più "ufficiosa" è riportata sul sito de Il Libraio qui). Non esiste una pagina facebook (quella vecchia è ancora ferma al palo) e altri siti e social dedicati all'iniziativa non sembrano essercene. Sul sito della Tea non c'è traccia della questione, anche se, proprio a voler rimestare ulteriormente le torbide acque, tra le novità della casa editrice si legge di una nuova collana, i più Grandi Best Seller ad un prezzo straordinario, e tra questi appare anche Il Suggeritore di Donato Carrisi. Stesso titolo e stesso prezzo (più dieci centesimi) di quelli destinati al rilancio Superpocket. Ma non sono i Superpocket.

Può darsi quindi che tu li possa trovare già in edicola in questi giorni o può darsi che no. La questione assurda mi sembra che in tempi di magra, dove realtà editoriali grandi e piccole non fanno altro che tirar giù la serranda (e le storiche serie economiche da edicola già citate come Urania, Giallo e Segretissimo hanno di recente aumentato il prezzo o dimezzato le uscite), tu che hai a disposizione un prodotto mass market di un certo tipo (a lungo appetibile, come dimostrato dalle precedenti edizioni), nemmeno ti spremi le meningi per un minimo di promozione come si deve? Un annuncio stampa rilasciato su canali adeguati? Un twit? Una carezza? Un fiore? Niente?

Mah. In ogni caso, auguri.

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