28.11.14

Di freddo, neve, miseria e di quel meraviglioso artista che era Jeorge Zaffino


Alla fine l'ha fatto davvero. L'Editoriale Cosmo ha mandato in edicola quel volume lì da 144 pagine firmato da Chuck Dixon e Jorge Zaffino. Winter World raccoglie la miniserie omonima pubblicata alla fine degli anni '80 in tre numeri dalla Eclipse, ma anche il suo seguito, Winter Sea.

Ti dico subito che, a prescindere dall'opera, l'albo è da acquistare per le tavole di Zaffino, quel Maestro del fumetto che mai (MAI) può essere messo in discussione. Questo lo sapeva bene anche Dixon, che in una lettera riportata nell'albo (e originariamente pubblicata sull'ultimo numero della prima miniserie, nel 1988), racconta com'era venuto a conoscenza dell'estro grafico del disegnatore argentino. All'epoca Dixon aveva già collaborato con Ricardo Villagran ad altri progetti. Quando gli chiese di mostrargli le tavole degli altri disegnatori del suo studio, lo scrittore americano si ritrovò sotto gli occhi anche le tavole di un altro Villagran, Enrique (Nippur), ma soprattutto quelle di Zaffino.
In quella lettera ai lettori, Dixon ammette di essere rimasto letteralmente folgorato dal lavoro di quel disegnatore (definendolo Maestro di "spaventosi ceffi" e "facce cattive" e riconoscendogli uno stile debitore al miglior Joe Kubert), tanto da volere assolutamente collaborare con lui.
Fu così che nacque appunto quella prima miniserie di Winter World, che Zaffino accettò immediatamente di disegnare e che trovò subito collocazione presso i tipi della Eclipse.


Winter World narra di un desolatissimo mondo dove i ghiacci e una perenne stagione invernale hanno preso il sopravvento. I pochi sopravvissuti sono costretti a combattere con morte e patimenti e sono alla continua ricerca di cibo e merci da scambiare. Scully è un commerciante che a bordo del suo cingolato, e in compagnia del suo famelico tasso Rahrah, gira gli Stati Uniti d'America alla ricerca di affari e di un pasto caldo.
Di tutto il resto, a lui poco interessa. Ma la sua prospettiva delle cose dovrà cambiare quando sarà tratto in salvo da Wynn, una ragazza tenuta prigioniera da una banda di disperati che la teneva prigioniera. Da quel momento sarà Scully, naturalmente, a farsi carico della ragazza.


Inutile che io stia a snocciolarti altro della storia in questione, ti basta sapere che nel seguito, Winter Sea, il canovaccio è quello della scoperta di un eden che tanto eden poi non è.
In ogni caso, ai soggetti forse non originalissimi* fa da contraltare un impianto grafico di uno spessore a tratti indescrivibile, con delle tavole in bianco e nero (fortunatamente, aggiungo io, che dei colori americani anni '80 non è che si senta troppo la mancanza) che mettono Zaffino sotto la luce dei riflettori poco prima della sua definitiva consacrazione con altri lavori (tra l'88 e il '90 gli furono commissionati dalla Marvel gli indimenticabili graphic novel dedicati al Punitore, Assassin's Guilde e Kingdom Gone).

* Attenzione, che detta così sembra che io non apprezzi lo sceneggiatore americano, quando invece personalmente sono cresciuto a pane e Chuck Dixon per una fettina buona delle mie letture giovanili. E poi c'è bisogno che io ti ricordi che questi soggetti, ridendo e scherzando, sono stati comunque scritti più di un quarto di secolo fa.


Giuro che mi piange il cuore leggendo, sempre in quella lettera di Dixon, che l'autore si augurava un seguito a quella collaborazione (che poi appunto si concretizzò con Winter Sea) e di poter vedere in futuro ancora tantissime cose del disegnatore argentino. Ma purtroppo, come tutti sanno, Zaffino "volò" via da Buenos Aires a 43 anni appena in seguito ad un attacco di cuore, lasciando i suoi fan (e tutti quei professionisti della matita che ancora oggi gli sono debitori) con un pugno di suoi lavori. Troppo pochi in ogni caso: a parte i suoi inizi con le historietas di Nippur di Lagash e i graphic novel del Punitore di cui sopra, tra le sue cose più celebri sono da ricordare la sua collaborazione sulla serie regolare Punisher: War Zone, l'indimenticabile The Savage Sword of Conan: The Horned God e, proprio a fine carriera, il suo episodio di Batman: Black & White entrato a pieno diritto nella leggenda).


Un cofano pieno di complimenti va alla Cosmo, naturalmente, che ancora una volta è stata in grado di mettere a segno un colpo davvero niente male.

P.S.: E ormai sembrano consolidate le loro collaborazioni con la IDW Publishing, casa editrice americana che detiene attualmente i diritti di Winter World (a cui ha recentemente dedicato anche una nuova miniserie, sempre scritta da Dixon, ma disegnata questa volta da Butch Guice), ma anche del Rio di Doug Wildey. Chissà che in futuro io non possa sperare di vedere pubblicati anche altri titoli interessanti (e quelli in particolare che potrebbero piacere solo a me, tipo le serie Trek).

P.P.S.: Questa qui sotto è un'illustrazione che compare a metà albo, opera di Gerardo Zaffino (talentuoso cartoonist anche lui) e realizzata in memoria di suo padre Jeorge.

18 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Bella notizia, grazie. Qualche giorno fa sono entrato in edicola con Crepascolino x la sua quotidiana dose di album da colorare e da tappezzare con gli stickers e ho chiesto se fosse già uscito, ma l'edicolante - che ha comperato un condominio sulla Paullese e lo sta ristrutturando e dividendo in microappartamenti da affittare solo con quanto gli passo ogni santo giorno x nutrire la scimmia del mio erede ed è quindi un mio grande fan - non sapeva di cosa stessi parlando e credeva fosse il seguito de E La Neve Se ne Frega del Liga e Cammo, ma di altri inverni si tratta.
E' possibile trovare tracce di Zaffino in Carnevale, per esempio.
Chuck Dixon piaceva anche a me, persino il suo Robin disegnato da Ringo Wieringo e la sua Catwoman disegnata da Jim " sono tanto grandi le sue virtù teologali, come le chiama mia mamma , che le puoi vedere da lontano " Balent, ma da quello che leggo x esempio in wiki non lavorerà + x mamma DC x un suo ( presunto ? quien sabe ) atteggiamento omofobo. Peccato xchè il suo Bats - matite di Graham Nolan - era divertente e rapido come una intramuscolare.

Luca Lorenzon ha detto...

Atteso con una certa impazienza, una volta visto a Lucca l'ho lasciato lì, forse per il formato bonelliano o forse perché colorato (ma da quello che scrivi non è a colori). Peccato, avvrebbero potuto ricavarci un bel volume.
Chuck Dixon, da quel poco che lo conosco io, mi è sempre sembrato un autore col pilota automatico che una volta vistosi assegnato un tema sviscera tutto quello che di già visto è già stato fatto sull'argomento.
Ma Zaffino merita senza dubbio. Ti consiglio di recuperare il primo volume di Kayan dei Giganti dell'Avventura Eura, mi pare che i primi 10 ipertrofici episodi siano suoi, anche se genericamente il comparto grafico era attribuito in toto a Zaffino/Villagran/Barreto. E' uno Zaffino un po' diverso da quello di Winter World, comunque

CREPASCOLO ha detto...

Mi permetto di spezzare una lancia in favore di Chuck Dixon che da noi, temo, gode della fama di essere " il migliore degli emuli di Frank Miller " e non altro, come ebbe a scrivere l'ottimo Andrea Voglino presentando una legends of Dk sci-fi disegnata dallo spigolosissimo Mike " piedoni di Dredd " McMahon.
E' un autore mainstream senza velleità crepascolari, se mi si passa il termine, lontano le mille miglia dalle sperimentazione Vertiginose coeve dei suoi Bats, Punisher e Conan, ma in grado di infilare un suo quid bizzarro
( ricordo i "colpi " di Selina raccontati con ritmo da Walter Hill anche se la protagonista era una improbabile pin up vestita di viola o la sua rilettura del concept fondante del DK attraverso il personaggio di Bane che è un innocente violato, anche + di Bruce Wayne, ma è simultaneamente un mostro di volizione ed una forza del Male ) in tutte le sue cose. I suoi dialoghi e soprattutto l'uso delle dida " di pensiero " con cui Frank, Tim o Selina commentano quanto accade sulla pagina sono degni di nota. Naturalmente x chi cercasse una sapida rilettura dell'anima di Bats che si confronta con i suoi demoni interni ed esterni e nel contempo penetra i misteri dello Arkham Asylum è il caso di citofonare altrove, ma il mondo è bello eccetera.

sartoris ha detto...

comunque verissimo che somiglia a Kubert. Al miglior Kubert, s'intende :-)

Luca Lorenzon ha detto...

Zaffino aveva un assistente, Basile, che aveva un bello stile inevitabilmente molto simile al suo. Hanno firmato insieme Hoover di Carlos Trillo e poi il solo Basile ha realizzato il seguito di Jackaroe, un western di Robin Wood. Chissà che fine ha fatto, spero stia ancora lavorando per qualche mercato.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Crepascolo:
Vero. Carnevale ha sempre ammesso l'influenza di Zaffino in certi suoi lavori (soprattutto i primi piani straziati :)
Tanto rispetto a Dixon anche da parte mia.
P.S.: Mio Dio, Jim Balent. A volte tiri fuori cose che meriterebbero tranquillamente di rimanere chiuse in un cassetto :)

@ Luca:
Si, è un bonellide da 144 pagine in bianco e nero. E si, avessero adottato un formato un po' più grande, il lavoro di Zaffino ne avrebbe guadagnato di sicuro e non di poco. Quel Gigante dell'Avventura di Kayan che citi me lo ricordo bene. Ma sai cosa? Nonostante la firma il calce sia la sua, mi rifiuto (quasi in modo categorico) di credere che sia opera del solo Zaffino. Magari (anzi, quasi sicuramente) quelle tavole furono rimaneggiate da tutto lo studio. Non che fossero brutte, ma lo stile è lontano anni luce, anche se era agli inizi.
P.S.: Non sapevo nulla né di Basile né di Jackaroe. Vado a spulciarmi l'internet appena possibile.

@ Omar:
Deve molto a Kubert, si. In realtà in tanti devono molto a Kubert. Ma nonostante tutto amo entrambi alla follia e Zaffino è stato in grado di uscire vincitore dalle proprie influenze e di divenire nave scuola a sua volta.

Luca Lorenzon ha detto...

Io francamente questo rimando a Kubert non ce lo vedo molto, non so se hai presente lo stile di Ricardo Villagran ma la base di partenza di Zaffino è quella, come lo fu anche per Eduardo Barreto e Victor Toppi, due altri assistenti dello studio Villagran.
Non ho i file sotto mano, ma Zaffino dovrebbe aver disegnato solo gli episodi più "muscolari" di Kayan, cioè i primi 10 o giù di lì.

LUIGI BICCO ha detto...

L'influenza di Kubert si nota anche in Winter World, soprattutto nelle figure intere e non immerse nell'ombra. E' una questione di tratto, ma ripeto, Zaffino è riuscito a fare sue certe lezioni ma ha saputo anche voltare pagina. Ho cercato notizie su Kayan e mi sono imbattuto nelle tavole del terzo capitolo QUI. Tenendo conto che parliamo del '77 e che Zaffino all'epoca era appena 17enne, posso anche capire che il suo tratto risultasse molto più "americano". Ma di lì a pochissimo dev'essere successo qualcosa, nella sua testa, perché lo stile per cui lo conosciamo oggi sarebbe arrivato dopo pochissimi anni. Ma come sai negli studi argentini, all'epoca, facevano un po' di "casini" e su quelle tavole potrebbero davvero aver messo mano più disegnatori. Come sottolinea anche questo esauriente post che ho trovato casualmente (cercando appunto "Kayan"), firmato da qualcuno che forse conosci anche tu :)

Luca Lorenzon ha detto...

Se anche in quel pezzo attribuivo la paternità dei primi episodi a Zaffino senza ulteriori specifiche evidentemente i file curati da appassionati argentini che consultano e che riportano con un certo rigore i dati delle storie non dicevano nulla al riguardo... o forse all'epoca non li avevo ancora!
Zaffino farà il salto verso il suo stile caratteristico già con la successiva serie Wolf, che pare essere molto bella - ma è inedita in Italia!

ColonnaInfame ha detto...

Eh, guarda caso l'ho comprato proprio oggi! Ottima rece.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Luca:
Bella. Strano che sia inedita, tra l'altro, visto che si tratta di un'altra serie di Robin Wood.

@ ColonnaInfame:
Grazie. Più che una recensione, ho voluto fisare dei punti. Buona lettura, allora.

Luca Lorenzon ha detto...

Molte serie di Wood sono ancora inedite in Italia. Tra queste anche Troels, che era il fumetto di Zaffino che volevo farti vedere (i disegni sono più maturi e personali rispetto a quelli di Wolf che comunque mi sembra hai gradito), e invece mi sono confuso con Wolf!

LUIGI BICCO ha detto...

Anche quella è dell'80. Le uniche notizie le ho trovate di nuovo su Robin Wood Comics, qui. Sembra interessante anche questa. Peccato.

CREPASCOLO ha detto...

Letta la prima storia in condizioni non ideali x apprezzare, che sono le mie preferite x esprimere un giudizio perchè, se la storia mi prende, significa che sceneggiatore e disegnatore hanno fatto il loro sporco lavoro. Avrei preferito un formato leggermente + grande x le tavole del venerabile Jorge, come direbbe il mio amico ed ex allievo Umberto Eco: diciamo come quelle di un, defunto, Zagorone. Sarebbe bastato il formato di Torpedo che pubblicò quella storia sempre del venerabile con un Walt Disney scongelato nel futuro alla ricerca del Mickey Mouse perduto, ma il tratteggio del ns è premiato sul lenzuolo + che sul fazzoletto. Sarenne stato intellettualmente onesto contestualizzare e pensare che la storia uscì nei gg in cui si stava ancora pensando di buttare giù il Muro, ma io non l'ho fatto, x una volta, perdendomi nelle paginette e ho comunque apprezzato i personaggi grigi nella atmo ostile. Non dico che il tasso addomesticato mi abbia interessato + di tanto - difficile dopo i commercials sul tasso di interesse di qualche anno fa - ma ero genuinamente preoccupato x quanto poteva succedere ai ns due sfortunati sanculotti. Ero così preso dal rovello di Scully - puro pre-finale di Mucchio Selvaggio - nel momento in cui decide di tornare indietro x salvare l'Innocenza Fatta Bimba che ho dimenticato di mantecare il risotto ai porcini x il tempo che occorre e l'ambasciatore di Freddonia ha rimandato indietro la pietanza, disgustato, minacciando ripercussioni. Sperem de no.

LUIGI BICCO ha detto...

Anche a me avrebbe fatto piacere rimirare quelle tavole in un formato più pertinente. Probabilmente sarebbe bastato anche quello del cosmo color, non so.
Certo che anche tu, fredde letture con il risotto ai porcini... :)

Luca Lorenzon ha detto...

Come scritto sopra, io non l'ho preso proprio per il formato castrante. Quello di Cosmo Color secondo me è un formato dignitoso, altro che "anche quello del cosmo color".
En passant, volevo scriverlo sin da subito ma non l'ho mai fatto: veramente bravo anche il figlio di Zaffino.

LUIGI BICCO ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LUIGI BICCO ha detto...

Infatti intendevo dire che non si dovevano inventare nulla di nuovo e che potevano semplicemente pubblicarlo nel formato Cosmo Color :)
Formato che piace parecchio anche a me e che rende parecchio (nonostante si stia parlando solo di un centimetro in più in altezza e di un paio in larghezza rispetto un classico comic book).
Il tumblr di Gerardo Zaffino merita assolutamente una visita: gerardozaffino.tumblr.com

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