21.3.13

Acquisti alla bisogna, le cose che proprio non ne potevi fare a meno e pure quello che ti sei lasciato indietro con la speranza poi di recuperare

Il salto alla mia fumetteria di fiducia, tenendo conto del fatto che non sono riuscito a metterci piede prima di tre mesi dall'ultima volta, mi è costato caro. Come al solito. Perché tra le cose che chiedi di metterti da parte mese per mese e quelle che vedi quando arrivi e che sembra che proprio guarda non ne puoi fare a meno, il prezzo lievita e ogni volta all'uscita ti chiedi se la smetterai mai di comprarli, 'sti fumetti. La risposta è sempre e comunque no. Anche se oggi leggi davvero parecchio di meno.

Vediamo un po' da cosa mi sono fatto stregare.

Si parte con le uniche uscite regolari che ancora ti permetti. Quelle dei Marvel Collection della Panini. Erano lì ad attenderti il primo con cofanetto di cartone (con dentro quel mattone di polistirolo che ogni volta proprio non sai dove infilare) del Dottor Strange e quello con la seconda serie di Conan il Barbaro. Come fai a rinunciare davvero alle prime storie del dottore firmate da Steve Ditko? E come fai a rinunciare poi a quelle del cimmero di Roy Thomas e John Buscema? Semplicemente NON fai. Le prendi e basta. E non importa che non riuscirai mai a stare al passo con tutta questa roba vintage. E' che devi averla, anche se finirai di leggere tutto quando non faranno più neanche il neo algasiv per tenere su la dentiera.

Va da sé che Ed Brubaker e Sean Phillips ormai li conosci bene. Dopo aver letto tutti i loro Criminal e i loro Incognito, vuoi vedere che ti andavi a perdere proprio la loro ultima fatica, questo Fatale, che promette le solite atmosfere noir infarcite da una buona dose di donnine con la pistola e da puro e primordiale spirito horror? Non sia mai. E a sfogliarlo così, su due piedi, Fatale sembra un gran bel lavorone. L'ambientazione divisa tra gli anni '30 e il presente e la dichiarazione dello stesso Brubaker a proposito di questa nuova serie, hanno fatto il resto. Cos'ha dichiarato il buon Ed? Semplice: “Se Incognito rispondeva alla domanda su cosa sarebbe accaduto se Doc Savage, Dashiell Hammet e Raymond Chandler fossero esistiti nello stesso universo, Fatale farà lo stesso con James M. Cain e Lovecraft”.

Questo l'avevo ordinato da un po'. Apprezzo molto la serie di ristampe delle opere di Hugo Pratt che sta distribuendo la Rizzoli Lizard. Ormai a catalogo hanno la maggior parte delle opere più importanti del Maestro. E ora si aggiunge pure questo fantastico volume cartonato dalla cover telata e con tanto di custodia di cartone. Il prezzo non è esagerato e si parla comunque di un terzetto di storie brevi (da qui appunto il titolo Capitan Cormorant e Altre Storie) che all'epoca furono pubblicate solo una volta. Come faccio a rinunciare alle storie di Pratt che hanno come sfondo il mare? 

Il Grendel di Matt Wagner ce l'avevo sul gargarozzo sin da quando è stata annunciata la ristampa integrale dalla Panini. Qualche volume della Magic Press ce l'avevo già. Ma erano storie e serie prese dal mucchio senza troppo stare a guardare la cronologia. Ora con questo primo volume, Ecco il Diavolo, e pure con lo spillatino numero 0, Il Diavolo nelle Azioni, spero di poter cominciare a mettere una pezza ad una serie fin troppo sottovalutata qui da noi. Certo, questa cosa di leggere nel primo volume l'ultima storia di Grendel in ordine di pubblicazione (una sorta di riproposizione delle origini) mi dà parecchio fastidio. Se un motivo c'è, come spiega il curatore della serie Antonio Solinas in un'intervista rilasciata a Lo Spazio Bianco qui, io non l'ho comunque capito. Ma presumo vada bene così. Anche perché gli altri volumi, a ruota, dovrebbero seguire la periodicità trimestrale.

E a proposito di domande, davvero rinuncereste ad un bel cartonato tutto curatino e improfumato dalla ReNoir con una storia western dal titolo Texas Cowboys (sottotitolo: The Best Wild West Stories Published), orchestrata da quei due geni francesi di Lewis Trondheim e Matthieu Bonhomme? Anche dopo aver saputo che per la presentazione del volume, i due autori si sono presentati vestiti da sceriffo con tanto di patacca sul petto e pistola alla cintola? Se la risposta è si, siete delle cattive persone. Cattive cattive, intendo.

Mass Effect: Redemption. Il volume che raccoglie tutta la prima miniserie scritta da Marc Walters e disegnata da John Jackson Miller. Questa probabilmente non la capite perché non l'ho capita nemmeno io, fino in fondo. Fatto sta che mi sono trovato a giochicchiare al primo capitolo della serie videoludica e devo dar ragione a chi me ne aveva parlato bene. Una storia di fantascienza purissima e curatissima fin nei più piccoli dettagli. Politiche, alleanze, tradimenti, razze aliene, balzi spaziali, pianeti da esplorare e intrighi tra le federazioni. Un immaginario quasi paragonabile a quello di Star Wars e tutte le intenzione da parte della Bioware di trasformarla proprio in una serie di quel livello. Videogiochi, romanzi e fumetti, tanto per cominciare. E da poco di parla anche insistentemente di un film dal budget impronunciabile. Ero curioso di vedere se la stessa intricata trama era stata riportata anche sulla serie a fumetti. Poi vi dirò.

Basta? Basta. Almeno per ciò che riguarda le cose meritevoli da segnalare. Poi ci sarebbero tutte quelle che, come recita anche il titolo di questo post, mi sono dovuto lasciare alle spalle perché ho anche una piccola bocca (sempre più vorace e spalancata) da sfamare. Quella di mio figlio, dico, che la mia ormai la tengo chiusa.

Però su un paio di cose ci ho lasciato proprio gli occhi e sono pronto a scommettere che tra tre mesi, dopo la mia prossima sortita in fumetteria, quei tomi torneranno a casa con me.

Di sicuro queste robe qui sotto.




9 commenti:

Luca Lorenzon ha detto...

La ristampa del Doctor Strange interessava anche a me, più che altro per reminescenze infantili (lo pubblicavano in appendice all'Uomo Ragno Corno, giusto?) ma alla fine ho resistito. Il disegno di Ditko, oltre ad essere grottesco, mi è sembrato molto più scarno di come lo ricordavo. Meglio, 6 euro risparmiati.

Di Fatale mi hanno parlato bene, ma francamente non mi ha attirato molto.

Il "Grendellino" si candida a proposta peggiore del 2013. Una porcheria, anch'io ero molto curioso di vedere com'era questa saga tanto celebrata e se il buon giorno si vede dal mattino... praticamente non un fumetto ma un racconto (pretenzioso e logorroico) illustrato, oltretutto illustrato pure in maniera dilettantesca. Wagner ha avuto la fortuna che all'epoca qualsiasi roba uscisse dal canone supereroistico pareva un capolavoro. O forse è veramente un capolavoro e il numero 0 è un'eccezione, ma di sicuro con queste premesse non prenderò i volumi.

Il Pratt d'annata è un bel volume, io l'ho gradito pur con le sforbiciate e i rimontaggi.

Alle montagne della Follia mi è stato caldamente consigliato da un fumettaro da cui mi servo, mi ha detto che è molto meglio delle riduzioni di Lovecraft uscite per la Magic, però ha avuto meno successo (almeno da lui) a causa dei disegni a cui il pubblico non è abituato. Anche questo comunque è rimasto sullo scaffale.

Strange Tales (ma chissà quale numero...) l'ho leggiucchiato clandestinamente in fumetteria. Non è il mio genere, ma la storiella di Harvey Pekar con la Cosa era molto simpatica e ben disegnata.

GiovanniMarchese ha detto...

Fatale. Le montagne della follia. Cormorant. Sono nella mia libreria da un pezzo già... Ottimi acquisti! ;)

La firma cangiante ha detto...

Io ho preso solo Dr. Strange, le altre cose mi allettano parecchio e prevedo il recupero di Fatale (ho amato Criminal) e Grendel. Certo che il commento di Luca non lascia ben sperare. Aspetterò anche un tuo commento :)

Luca Lorenzon ha detto...

Ti ho appena assegnato un Liebster Award:

http://lucalorenzon.blogspot.it/2013/03/liebster-award.html


La firma cangiante ha detto...

Anche io, e sono due :)

LUIGI BICCO ha detto...

@ Luca:
Le tavole di Ditko di Strange sono in effetti un po' scarno. A me è sembrato che si trattasse di un difetto di stampa (dovuto alla scansione delle tavole originali). O magari la questione è dovuta ad una pessima inchiostrazione. Io l'ho preso più che altro per quelle storie e per il personaggio.

Se parli del numero 0, ti do ragione. Sono un paio di storielline senza senso che non aggiungono nulla alla storia principale. Il primo volume è altra storia. A me il personaggio piace parecchio. Ma ho letto soprattutto le serie della magic press realizzate dal duo croato Darko Macan ed Edmond Biukovic, e ti assicuro che erano davvero notevoli. Uno sguardo al primo volume, lo dovresti dare.

Per quanto riguarda Le Montagne della Follia, forse qualcuno ci avrebbe visto meglio un segno più oscuro, certo. A me però Culbard piace molto. Nonostante la semplicità e la pulizia del suo tratto, lo trovo molto narrativo. Avevo sfogliato i suoi adattamenti dei romanzi di Sherlock Holmes, e lì aveva fatto un lavorone. Forse lì il suo segno si adattava meglio. Comunque è sempre al lavoro su lavori interessanti (qui trovi il suo sito).

@ Giovanni:
Su Fatale e Cormorant ho aspettative altissime, ma devo ammettere che da Pratt e Ed Brubaker, per quanto diversi, non sono mai rimasto deluso.

@ Dario e Luca:
Ellallà. Addirittura in due? Appena risco vado a leggermi tutto :)

LUIGI BICCO ha detto...

@ Dario:
Appena Dio ha voglia di concedermi cinque minuti, mi dedicherò alla lettura di quei volumi e di sicuro ne parlerò. Così saprai ;)

CyberLuke ha detto...

Il Joker di Azzarello l'ho sfogliato in fumetteria.
Quasi quasi.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Luca:
Quello è davvero davvero notevole, si. Se non erro è una ristampa e la prima volta mi era sfuggito.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...