5.9.12

Il Codice Rebecca di Ken Follett

Vinta la mia naturale ritrosia nei confronti dei roboanti nomi da bestseller, ho deciso di avvicinarmi con cautela, per qualche motivo che ancora mi sfugge, ad uno di questi in particolare. Di Ken Follett ho sempre sentito parlar bene e il suo libro più celebre, I Pilastri della Terra, mi incute una sorta di timore reverenziale. Sicuro che un giorno o l'altro troverò il coraggio di affrontare questo tomo da 1200 e passa pagine, prima di partire per le vacanze mi sono casualmente ritrovato di fronte Il Codice Rebecca su uno scaffale dell'Unieuro. Quindi non solo ho acconsentito allo strano acquisto, ma l'ho fatto anche in uno dei posti meno adatti a comprare un libro (perdonatemi, piccole librerie di varia che stentate ad andare avanti contro lo strapotere delle grosse multinazionali editoriali. Non lo faccio più).

Una lettura, quindi, frutto del caso. Ma va bene così, perchè questo romanzo, lo dico subito, mi è piaciuto. Lo scrittore gallese imbastisce un teatrino in nord Africa ai tempi della seconda guerra mondiale, quando il generale Rommel avanza senza tregua tra le truppe britanniche conquistandone tutti i punti strategici. Quello che non tutti sanno, però, è che il gerarca nazista ha dalla sua un'arma segreta: la spia Alex Wolff, un arabo di origini europee che farà pervenire ai tedeschi informazioni fondamentali per la conquista del suolo africano. Tali informazioni vengono trasmesse attraverso un misterioso codice nascosto tra le pagine del romanzo Rebecca dell'autrice Daphne Du Maurier.

Dall'altro lato della barricata, un ufficiale dei servizi segreti britannici, il maggiore William Vandam, dovrà occuparsi della cattura della crudele spia e di carpire la chiave del codice segreto.

Questo, naturalmente, non è tutto. Intorno alla storia principale si muovono anche il figlio minorenne di Vandam, Willy, Abdullah, uno dei ladri più ricchi del Cairo, Elene Fontana, affascinante donna egiziana che ha vissuto di opportunità fino al suo inevitabile incontro con il maggiore inglese, Sonja Fahzi, popolare danzatrice di un night e amica di Wolff, il movimento ribelle per la liberazione dell'Egitto dalle truppe inglesi tra le cui fila si celano anche poliziotti egiziani doppiogiochisti come Kemel e parecchi altri personaggi.

Che Follett amasse il romanzo corale e costruisse le proprie trame infarcendole di parecchi personaggi, lo sapevo già. Il fatto è che, in pratica, scrive bene e non ti fa pesare i vari intrecci. L'ambientazione africana con i suoi deserti o le sue affollate città e il periodo storico dei primi anni '40, è quasi solo pretesto. Quello che rende affascinante la trama di questo romanzo è esclusivamente la caccia spietata di William Vandam ad Alex Wolff, dove spesso i ruoli di cacciatore e di preda perdono i contorni, si assottigliano e qualche volta si invertono del tutto. Una dualità dalle forme sbiadite, insomma, che mi dicono ritorna in diversi romanzi dello scrittore.
Il vero punto cardine quindi è la battaglia tra il bene e il male, tra il bianco e nero, ma non così netta come di potrebbe pensare. Lo stesso maggiore Vandam, infatti, nutre seri dubbi sull'occupazione inglese dell'Africa e sembra pensarla molto diversamente dai suoi colleghi ufficiali.

Il romanzo, scritto da Follett nel 1980, prevede una giusta introspezione e una buona costruzione dei personaggi. Qualche buona scena d'azione, tanta voglia di riscatto e di servire, ognuno a modo suo, il proprio Paese.

Certo non è tra i migliori libri che io abbia mai letto, anche perchè del genere ne ho letti davvero pochi. Ma posso dire di essere rimasto, alla fine, felicemente colpito da un tipo di narrativa che ho sempre visto distante dai miei gusti. Un divertissement estivo del quale non mi sono affatto pentito.

Ho scoperto solo da pochi giorni, inoltre, che nel 1985 al libro è stato dedicato un lungometraggio per la regia di David Hammings e sceneggiato dallo stesso Follett, con protagonisti David Soul (il biondo del dinamico duo Starsky & Hutch della serie omonima) nel ruolo dell'elegante assassino Alex Wolff e Cliff Robertson (lo zio Ben nello Spiderman di Sam Raimi) in quello del maggiore William Vandam.

4 commenti:

Alessandro Olivo ha detto...

vedi le coincidenze... anche io non ho mai letto Follet, e fra un po' mi accingerò a leggere "La cruna dell'ago", romanzo ambientato a Londra durante la seconda guerra mondiale, dove l'Ago è un'inafferrabile spia tedesca che sta per rivelare i veri piani alleati relativi all'imminente sbarco degli Alleati in Francia. Non vedo l'ora di iniziare....

LUIGI BICCO ha detto...

@ Alessandro:
La Cruna dell'Ago è uno di quelli che mi avevano consigliato. E' bizzarro che le tematiche siano più o meno le stesse. Ma guardando su wiki ho scoperto che un libro è del '78 e uno dell'80. Si vede che in quel periodo Follett era fissato con la Seconda Guerra.

La firma cangiante ha detto...

E non sono gli unici titoli sull'argomento. In effetti La cruna dell'ago a me è piaciuto di più del Codice Rebecca (nonostante anche io l'abbia trovato un buon libro). Io però vi consiglio Le gazze ladre in tema di guerra, tra i migliori di Follet. In senso assoluto I pilastri della Terra (stupendo) e anche Una fortuna pericolosa. Il ragazzo ci sa fare, narrativa per tutti i palati ma scritta dannatamente bene.

Poi qualche cagata c'è, vedi ad esempio Il martello dell'Eden.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Dario:
Le Gazze Ladre. Segnato. Perchè prima di affrontare I Pilastri della Terra, qualcos'altro di mezzo ci deve passare. E a questo punto anche La Cruna dell'Ago. Il Martello dell'Eden, no, brutto e cattivo com'è, rimane lì.
Grazie per le dritte, comunque :)

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