16.4.12

Séverin Millet

Un genio. Non credo ci sia un altro modo per descrivere Séverin Millet, illustratore e creativo francese di Lione che ha esposto i propri lavori in mezza Francia (Lione, Parigi, Marsiglia, St. Etienne). Il suo portfolio vanta collaborazioni con Le Monde, Libération, Etoile Magazine, L'Equipe, l'Internazionale, Albin Michel Junior, La Poste, Gallimard, Flammarion, Lacoste, Festival Terra di Cinéma, Radio Grenouille, Musée Picasso d'Antibe e molti molti altri.






















Millet fa parte di quella schiera di illustratori creativi che, a mio avviso, non si fermano mai al palo. La ricerca dello stile e di nuove soluzioni grafico visive è sempre palpabile dietro tutti i suoi lavori. E se lo stile summenzionato è, a ben vedere, riconoscibilissimo, c'è anche da dire che la linea dell'autore francese è morbida e si piega a tutte le esigenze con maestria ed eleganza. Un'altra felicissima scoperta, insomma.

3 commenti:

Laura is Damiano is Zibibì ha detto...

spesso ci si chiede:
è inutile far la fatica di cercare chissaché,
basta seguire Luigi Bicco.
Ci pensa lui a trovare.
:D

a noi son piaciute soprattutto le statuine,
come vogliamo chiamarle?,
e sempre più spesso si rivede
un po' Depero un po' Kandinsky astratto
un po' Malevich,
forse sono i tuoi gusti che portano
a scegliere certe cose,
oppure la grafica più up-to-date
si trova bene con certe esperienze d'avanguardia che fu,
che però forse
per certi versi
ancora è.

anche un altro artista, più recente,
viene in mente,
Frank Stella.

anche tu trovi queste connessioni fra la grafica di oggi (anche la tua)
e questi artisti,
fra il magico e il geometrico?

CyberLuke ha detto...

Ecco, qui siamo più vicini all'arte che alla "sola" grafica. Bravo, continua a farci sentire delle merdine.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Laura e Damiano:
Beh, è vero. Ognuno segue la propria strada. Effettivamente le mie influenze, tra i post di questo blog, si riconoscono tutte. Diciamo che le scintille (anche Kandiskyane e Deperiane, si) arrivano tutte dallo stesso posto, in un angolo al sole del nostro cervello. Come ripeto sempre, ce ne sarebbero di cose da vedere e da studiare.
Connessioni tra il lavoro di ieri e quello di oggi, al di là di tecniche e dinamiche, sono sempre state presenti e palpabili. E' così è, in piccolo, anche nel mio lavoro. Basta guardare la sezione "Inspiration" alla destra del blog. Persone come Kiselev, Gerd Arntz, Gray, Volken Togni o Matt Moore sono tutte accomunate dalla passione, tanto per dirne una, per la narrazione infinita all'interno di una campitura di colore piatto. Il gusto per l'ordinario trasversale, per il minimalismo elaborato e per l'auto-liberalismo creativo. La capacità di liberarsi dai propri canoni visivi per passare (anche) oltre.

...

Cos'ho detto?
Vabbè, spero di essermi spiegato :)

@ Luca:
Vabbè, vale anche per me,eh. Non ho un ego molto cicciotto :)

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