27.1.12

The Breakfast Club


Con un ritardo di circa ventisette anni sulla tabella di marcia, alla fine ho recuperato e visto questo classico degli anni del Moncler, delle spalline e dei capelli cotonati. Uscito nelle sale nel 1985, Breakfast Club di John Hughes è passato alla storia come quello che meglio di tanti altri ha descritto una generazione, quella degli anni '80 appunto, durante gli ultimi echi di un conflitto sociale combatutto tra il perbenismo forzato e la voglia di ribellione, accompagnata a braccetto da quelle nuove sonorità che da sole erano in grado di raccontare la forza e l'essenza di una profonda cultura popolare. Si parla del primo film che darà il via a molte altre produzioni simili e che parla a cuore aperto della "MTV generation", come ha amato definirla qualcuno.

I personaggi in scena sono cinque ragazzi che rappresentano in modo univoco altrettanti clichè dell'epoca:

John Bender (interpretato da Judd Nelson), il bullo con la lingua tagliente e il coltello in tasca.

Andrew Clark (Emilio Estevez), il giovane rampante giocatore di football, il vincitore della middle-class.

Brian Johnson (Anthony Michael Hall), il secchione, il cervellone. Il ragazzo che non può e non deve fallire.

Claire Standish (Molly Ringwald), la principessina, la figlia di papà distratta e annoiata dalla vita.

Allison Reynolds (Ally Sheedy), la dark silenziosa che ha difficoltà a interagire con la realtà che la circonda.Questi cinque ragazzi, per motivi diversi, saranno puniti e costretti a passare insieme un sabato intero nella propria scuola. Il preside della scuola, Richard Vernon (interpretato da Paul Gleason), assegnerà loro un tema: "Chi sono io?"
Da qui parte il film dove, dopo le inevitabili prime diatribe e scaramucce, i cinque ragazzi si ritroveranno quasi per caso a confrontarsi tra loro con le proprie storie, le proprie angosce, le proprie paure.

Un bel film, devo ammetterlo, che lascia qualche perplessità solo a vederlo con il disincanto di oggi o con gli occhi di chi vuole essere sofisticato a tutti costi. Anche se qualche buchetto qui e lì si fa sentire, bisogna comunque tenere in considerazione che si ha a che fare con le buone maniere di quegli anni. Non ricordo nemmeno, ad esempio, perchè Claire sia stata punita o non capisco perchè, dopo l'insistente determinazione iniziale, Allison comici a parlare con tutti all'improvviso o della fulminea e violenta reazione del preside nello stanzino. Per tacere del fatto che il film è stato reso famoso soprattutto dal bullesco e impertinente Bender che, se ad una prima occhiata non vorresti ritrovartelo davanti, basta poco per sfaldare come strati di cipolla la sua personalità e declassarlo a difficile ma fondamentalmente bravo ragazzo (dove sono cresciuto io, un vero "bullo" di quartiere ti avrebbe spellato vivo con delle pietre aguzze solo a guardarlo storto).

Nonostante tutto, ho capito perchè il film è riconosciuto come pietra miliare del genere. Perchè è bello e basta. Perchè gira bene e funziona. Perchè si lascia guardare e non gli si stacca mai gli occhi di dosso.



A parte il figliol martinsheeniano Emilio Estevez e Paul Gleason, nessuno degli altri attori è tornato in altri film in vesti più intense di queste. Nessuno ha avuto più successo del dovuto. Eppure, in questo film, non riusciresti ad immaginare nessun altro, al posto loro. Lo stesso John Hughes non è mai tornato alla regia o alla scrittura di un altro film con la stessa forza.

Un film che, in ogni caso, è entrato nell'immaginario collettivo come rappresentante di un'epoca e di una cultura distanti ormai anni luce. Lo testimoniano anche le dediche e i numerossissimi omaggi di altri film e serie tv.

Esempi? Presi pari pari dal sommo Wiki:

- Matt Groening ha ammesso di essersi ispirato al personaggio di John Bender per dare il nome a un personaggio di Futurama, il pazzo robot Bender. Tra l'altro, in un episodio della terza serie di Futurama (titolo italiano: "Il quadrifoglio") sono presenti diversi riferimenti a Breakfast Club.

- In un episodio de I Griffin (il quarto della seconda serie, titolo italiano: "Lando il mito"), sono presenti diversi riferimenti a Breakfast Club.

- L'episodio "Picture of you" della quarta stagione del popolare teen-drama One Tree Hill riprende quasi per intero il soggetto del film.

- L'episodio "Breakfast Club" della prima stagione di Dawson's Creek rappresenta una sorta di remake del film di Hughes.

- In un episodio di E.R., i medici del pronto soccorso si trovano in un'aula nella quale attendono per ore un docente che dovrebbe formarli sulla gestione dell'aggressività in una lezione obbligatoria loro imposta dopo diversi episodi di contrasti eccessivi. Tra i medici si creano molte dinamiche simili a quelle intercorse tra i giovani di "Breakfast Club".

- Nel romanzo di Chuck Palahniuk "Dannazione", la voce narrante fa spesso riferimenti al film.

- La canzone che si sente all'inizio e alla fine del film, Don't You (Forget About Me), è stata scritta appositamente per il film da Keith Forsey e Steve Schiff, ed è diventata uno dei maggiori successi dei Simple Minds. In precedenza, la canzone fu proposta a Billy Idol, Bryan Ferry e i Pretenders, che la rifiutarono, finché Chrissie Hynde dei Pretenders fece il nome del gruppo di suo marito, appunto i Simple Minds, che la fecero diventare un classico.


Guardatelo. E' curioso e non deve mancare. Anche se, come me, non rientrate per una manciata di anni in quella generazione (nell'85 avevo una decina d'anni), è un film nel quale potreste ritrovare davvero molte cose, compreso lo spirito puro degli anni della vostra adolescenza. Un classico.

14 commenti:

Giulio ha detto...

Anche una delle prime puntate di Dawson's Creek era ripresa pari pari da Breakfast Club. Comunque, un classico, anche se personalmente preferisco Sixteen Candles :)

GiovanniMarchese ha detto...

L'ho rivisto di recente. Gran bel film! Anche se a livello generazionale credo di appartenere più a Clerks...

Lady Simmons ha detto...

Davvero un classico. Lo era anche quando era appena uscito al cinema.

La firma cangiante ha detto...

Mi manca e anche io nell'85 avevo una decina d'anni. Proprio 10 in realtà.

Patrizia Mandanici ha detto...

Non l'ho mai visto, ma visto che sono entrata nella fase "nostalgia pesante" credo che cercherò di recuperarlo - tra l'altro io invece nell'85 ero decisamente più grande di te :)

Morgana ha detto...

Lo guarderò. Io nel marzo dell'85 ho compiuto 11 anni.

Il tuo blog è stato premiato anche dalla sottoscritta :-)

http://spudoratamente.blogspot.com/2012/01/and-winner-is.html

Gabriele Russo ha detto...

Grande Giove!
Nel 1985 manco ero nato!

Mi ha incuriosito la tua recensione, vedo di recuperarlo..

LUIGI BICCO ha detto...

@ Giulio:
Si, ho letto si tratta proprio di una sorta di remake del film. Beh, la cosa era abbastanza comoda ed economica e quella serie di prestava abbastanza, presumo.

@ Giovanni:
Anch'io credo di appartenere ad "altro". Ma in questo film ho ritrovato parecchie cose. Tenendo conto che non ho mai sentito particolarmente gli anni '80, non è da poco.

@ Lady Simmons:
Sono d'accordo (P.S.: Interessante il tuo tumblr :)

@ Dario:
Si evince che sei del '75. Prova a dare un occhio al film, allora.

@ Patrizia:
Se sei in quella fase, questo film non può proprio mancarti. So quanti anni avevi nell'85 (cifra tonda?) Diciamo che non appartieni appieno a quella generazione, giusto per una manciatina di anni. Anzi, non diciamolo, è proprio così, in effetti.

@ Morgana:
Grazie cara. Sei stata davvero gentile. A furia di essere premiato, però, non vorrei montarmi la testa :)

@ Gabriele:
Recuperalo. Se sei fuori da quei giochi, potresti comunque scoprire o riscoprire un'epoca davvero particolare.

CyberLuke ha detto...

Mi hai convinto.
Lo cerco.

Angel-A ha detto...

Fa parte di uno dei tanti "classiconi" che recuperare fa parte dei buoni proponimenti... insieme a un mucchio di roba tra cui Hitchcock, Altman e Lynch!! ^____^

LUIGI BICCO ha detto...

@ Luca:
Sappimi dire. Certo non è uno di quei film che ci piace tanto vedere ;)

@ Angel-A:
Se la metti così, non posso proprio darti torto. Hitchcock è intramontabile, di Altman dovrei parlare prima o poi di un paio di film meno noti (si fa per dire) come Radio America e La Fortuna di Cookie e David Lynch, beh, tutti sanno della mia passione per il regista dal ciuffo ribelle. Periodicamente rivedo tutti i suoi film.

Anonimo ha detto...

Capolavoro. Con una location e una manciata di personaggi da il senso di un'epoca.

Capelli ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
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