25.11.10

ROM the SpaceKnight



Chi ha più di trent'anni (o giusto qualcosina di meno), dovrebbe ricordare ROM il Cavaliere Spaziale serializzato in parte qui da noi sulla rivista antologica All American Comics delle edizioni Comic Art. La rivista metteva insieme serie americane dall'improbabile accostamento (Ghost Rider, i Difensori e appunto Rom, tra le altre). Ma quella bizzarra alchimia viene comunque ricordata con nostalgia da chi quelle pagine le aveva sfogliate e lette.



Da tempo ho scoperto che in giro per la rete lo zoccolo duro dei fan del Cavaliere Spaziale per eccellenza non si è mai arreso alla fine delle avventure del loro beniamino. Anch'io ricordo quelle storie e ammetto che prima o poi mi piacerebbe rileggerle. Rom the SpaceKnight, originario del pianeta Galador, nasce per far fronte all'invasione aliena del suo pianeta natale da parte di una violenta popolazione aliena chiamata Dire Wraiths (gli Spettri). In realtà gli SpaceKnight sono più di uno e si tratta di volontari che il proprio consiglio planetario ha trasformato in potentissimi cyborg che ha fornito di una micidiale arma, il neutralizzatore, capace di bandire gli Spettri per sempre in una dimensione chiamata Limbo. Per una serie di motivi, in seguito, la battaglia tra Rom e gli Spettri si sposterà poi inesorabilmente sulla Terra.



Forse però non tutti sanno che Rom the SpaceKnight nasce in realtà come un giocattolo negli anni '70 venduto in America dalla Parker Brothers e che inizialmente si chiamava Cobol (come il linguaggio di programmazione) e, solo in seguito, prese il nome definitivo di Rom (ispirato dalle memorie a sola lettura, Read Only Memory). La Parker Brothers decise di premere il piede sull'acceleratore e fornì le licenze del personaggio alla Marvel Comics che alla fine degli anni '70 commissionò a Bill Mantlo e a Sal Buscema la serie a fumetti, perfettamente integrata con il resto della continuity Marvel, che durò 75 numeri e 4 annual. L'ultima volta che abbiamo visto Rom è stato nel 2000, invece, in una miniserie di 5 numeri che ne reinterpretava le origini, scritta stavolta da Jim Starlin.



Cosa si trova in rete di questo bellissimo character? Presto detto. ROM SpaceKnight Revisited è un sito in inglese dalla grafica spartana ma che raccoglie tutto lo scibile umano (e non) sulla serie a fumetti, i personaggi e i giocattoli. Qui, invece, sono raccolte tutte le cover della serie regolare, annual e miniserie compresi. Poi una chicca. Ecco lo spot tv e la campagna pubblicitaria commissionate dalla Parker Brothers che hanno accompagnato il lancio del giocattolo negli anni '70.




Mentre invece tanto di cappello al blog Spacenite 2, purtroppo aggiornato raramente, che pubblica gli omaggi al Cavaliere Spaziale da parte di valentissimi disegnatori e illustratori d'oltreoceano (ma non solo). Consiglio caldamente la visione di questo blog. Ecco qui sotto alcuni di questi magnifici omaggi tra i quali quelli di artisti del calibro di Renee French o Danijel Zezelj.











Mentre questo qui sotto è un mio veloce e personalissimo omaggio all'argentato Cavaliere Spaziale più old fashion di tutti i tempi.

20 commenti:

conversazionisulfumetto ha detto...

:)

LUIGI BICCO ha detto...

Ciao, Andrea.
Nostalgia?

CREPASCOLO ha detto...

Nella prefa al saggio di Moore sullo scrivere comics, Veitch dice che il Bardo conosce a memoria ogni singolo numero della serie.
La scarsa fortuna italiana della serie - al di là della nicchia - è dovuta al fatto che Comic Art propose il serial nella stesso zine che ospitava Stray Toasters, il Ragno di Vess o di Wrightson, cose di Frazetta e American Flagg. Stessa sorte del ROM non zingaro - cambia il formato, ma non il nome della rivista - è toccata agli Outcasts di Grant/Kennedy. Con il senno di poi, le storie del cavaliere metallico avrebbero avuto maggior successo in uno spillato a 64/72 pagine di fianco ai Micronauti di Golden. E non è nemmeno vero che il Sal Buscema di Rom sia nel suo momento di minor qualità, come si legge per esempio nei commenti di Il Bambino Dentro, saga con Spider-Man, Green Goblin e Vermin dei primi anni novanta. Non è all'altezza dello scampolo che ci ha regalato in finale di carriera Marvel ( sue anche le chine, su testi di Steven Grant, metà anni novanta, una testata dell'aracnide ), ma la sua sintesi sulla serie è personale anche se ''rende'' meno delle sue tavole di Cap anni settanta ( quando non lo inchiostra Colletta ) e di Hulk ( con chine di Staton ) o dei Defenders ( chine di un giovane Janson ). E' un artigiano da riscoprire. Ed ha ispirato per esempio l'ultimo Phil Hester.
A me piacciono persino le sue chine su Superboy e rivedo cose sue nelle matite di Ramon Bernado. Grazie, Sal.

LUIGI BICCO ha detto...

Caro Crepascolo, questioni di gusti a parte, ricordo anch'io le infinite discussioni sul Sal Buscema bravo e sul Sal Buscema cattivo. Era appunto l'epoca, che citi tu stesso, dove il nostro era all'opera sul ragno. A tanti amici non piaceva. A me si e, anzi, penso che abbia dato un serio e maturo contributo all'immaginario supereroistico.

Questione a parte meriterebbero comunque i Difensori. Altra serie che ricordo sempre con una certa nostalgia, unica (e forse ultima) nel suo genere ad aver esplorato quel senso del fantastico che ha contraddistinto gli anni '60 e '70 (e parte degli '80).

In ogni caso, quanto sarebbe grandiosa una bella ristampa dei 75 numeri della serie del Cavaliere Spaziale? Tanto, dico io. Ma credo che il fatto che possa mai accadere, abbia le stesse probabilità che Alan Moore si cimenti a scrivere le storie di Za-gor-te-nay :)

CREPASCOLO ha detto...

Alan Moore sta lavorando ad un team up tra la prima incarnazione della Lega dei Gentiluomini Straordinari ed il Docteur Mystère. Disegni di Alessandrini.
Se lo one shot avrà successo, sua figlia scriverà una storia dello Spirito della Scure disegnata da Sprouse. Leah ( ma anche papà ) volevano Hilary Barta, ma in SBE non erano convinti perchè temevano l'albo fosse vissuto dai lettori come un Leo Pulp steam-punk. Pazienza.

Panini non crede negli Essential. Peccato. Sarebbe una soluzione per i Rom. Io ne ho diversi. Un paio anche dei Defenders. Apprezzo moltissimo gli albi di Gerber ( origini di Nottolone, ritorno di Nebulon, gli Uomini Testa, esordio della Guardia Rossa ). Autore innovativo e pre Vertigo prima maniera. Confesso che non sono mai riuscito ad apprezzare alla stessa stregua il ciclo di DeMatteis perchè Don Perlin trascende ogni mio controllo, per dirla con Valmont. La prima cosa da fare quando sarò milionario: pagare Luigi Siniscalchi, Norm Breyfogle, Stefano Casini o Rick Leonardi perchè ridisegnino quelle storie.
Lo Essential venderebbe poco meno di un Erripotter. Forse.

LUIGI BICCO ha detto...

Crepascolo, il funambolico giocoliere della parola. Rimandi e citazioni degne di una personalità individualissima e onniscente.

Tanto alla fine so già che verrà fuori che sei in realtà il figlio italiano non riconosciuto di Alan Moore. Comprerò il tuo libro di ricordi, quando ne scriverai uno (se non ne stai già scrivendo uno).

Comunque d'accordo con te su tutto il fronte, se non che a me, il ciclo di DeMatteis, non dispiacque affatto a suo tempo. Anzi.

Alberto Camerra ha detto...

Grandioso! specie perchè amavo Sal Buscema. Lo ho seguito, in Italia, su All American Comics; antologico periodico che proponeva anche i miei amati Difensori (con materiale orrido, ma tant'è...).
:)

CREPASCOLO ha detto...

Ho letto da qualche parte che Howard Mackie non si capacitava del fatto che un giovane DeMatteis abbia scritto qualche Conan ( mi pare con matite di Gil Kane ).
Dopo aver letto Brookling Dreams dove sostiene di essere stato guidato negli anni dallo spirito guida del suo amato cucciolo, faccio fatica anch'io ad immaginarlo a suo agio in Cimmeria, con tutto quello stridore di denti e metallico furore. Stiamo parlando comunque di un eclettico. Non ho mai letto il suo Fate e penso che la sua JLA debba tanto a Giffen ( che è sempre quella roba ineffabile, caldo come un paio di ciabatte che mai butterei, sia su Freak Force sia su Planetary Brigade ), ma credo che il J.M. migliore sia quello di Spider-Man, sia quando psicanalizza tutti i suoi avversari sia quando vira verso la farsa. Il suo Cap non era male - bellissime le copertine e le tavole di Zeck - credo che stesse cominciando a prendere bene le misure con il serial proprio al termine della sua run quando organizza un match tra lo Scudiero e la sua nemesi invecchiati fino all'età reale, ma stava ancora cercando una sua firma e forma. Idem per i Difensori a mio avviso.
Io sono un fan del non gruppo. Mi piace anche la mini widescreen di Busiek/Larsen/SalBuscema/Frenz, ma il loro momento di maggior splendore è, a mio modesto avviso, coinciso con le storie sul ritorno di Jack Norriss nella vita di Val, il ''questa è la tua vita '' di Kyle Richmond che passa da clone di Bats ad anima tridimensionale del gruppo e la sapida critica della società americana che Nebulon considera una massa di Bozo, pagliacci zombies, prima dei Soundgarden, prima degli Skunk Anansie. Steve Gerber come il DeMatteis post Conan, direi.
In coda al Man-Thing di DeMatteis/Sharp ho letto una intervista al tizio che ha stecchito Kraven. Non ricordo i dettagli, ma un paio di cose mi hanno colpito: 1) era un critico musicale, scrisse un pezzo su Zappa e dalla reazione del pubblico capì quanto è importante dosare le parole 2) un editor DC per il quale scrisse brevi storie di guerra gli spiegò che occorre conoscere alla perfezione la macchina prima di provare a smontarla e montarla in un altro modo.
Oggi il ragazzo è cresciuto e mi piacerebbe leggere una sua storia su di un menestrello con i baffoni che si aggira per un medio-evo post apocalittico e mette in musica le vicende di chi incontra. Sandman incontra Walking Dead. Uatu con la chitarra in giro per un corbenverse.Una cosa così. Matite ( non dipinti, please, eccessivi rallentano la storia ) di Simon Bisley, copertine di James Jean. Serial HBO in un paio di anni. O un film con il Cohen di Borat, diretto dagli altri Coen.

CyberLuke ha detto...

All American Comics, che mi avete ricordato... dovrei avere ancora da qualche parte il numero uno, mi ricordo che lo comperai perché pubblicavano per la prima volta in Italia Stray Toasters...
Complimenti per il doveroso omaggio allo scintillante cavaliere metallico.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Alberto:
Non ricordo materiale particolarmente orrido, sulla rivista. E comunque, anche se ce ne fosse stato, i tuoi/nostri amati Difensori, avrebbe salvato tutto :)

@ Crepascolo:
Ok. Confermo. Se scrvi un libro sulle vite degli altri, giuro che lo compro :)

@ Luca:
Grazie. Era doveroso. Ricordo Stray Toaster, ma se non ricordo male non fu serializzato per intero. Fortunatamente ci hanno pensato le edizioni BD un paio di mesetti fa con un solo, bellissmo volume.

Alberto Camerra ha detto...

Luigi, forse mi sono espresso male. Non intendevo scrivere che su All American Comics ci fosse materiale orrido, bensì che fosse proprio la serie dei Difensori scritta in modo appena discreto ma con maite a dir poco pessime tra i vari Perlin, Trimpe & Co. del "materiale orrido".
Tieni comunque presente che il mio è lamento da "tifoso" sfegatato della serie che avrebbe voluto leggerla sempre a grandi livelli (soffrendo il paragone con i Vendicatori che, a poco a poco, hanno "assorbito" i membri del non-gruppo, compresa la Valchiria in una serie ancora inedita in Italia).
Se non rammento male, sempre sulla rivista, nella pagina della posta è presente una o due mie missive, con il confessato amore sviscerato verso il non-gruppo.
:)

Alberto Camerra ha detto...

Creapascolo... chapeau!

il loro momento di maggior splendore è, a mio modesto avviso, coinciso con le storie sul ritorno di Jack Norriss nella vita di Val, il ''questa è la tua vita '' di Kyle Richmond che passa da clone di Bats ad anima tridimensionale del gruppo e la sapida critica della società americana che Nebulon considera una massa di Bozo, pagliacci zombies, prima dei Soundgarden, prima degli Skunk Anansie. Steve Gerber come il DeMatteis post Conan, direi.

Con questo sunto ti sei guadagnato la mia totale ammirazione e condivisione di pensiero!
:)

LUIGI BICCO ha detto...

Un "orrido" virgolettato, insomma. Ho capito male io, Alberto. Certo i Difensori hanno avuto alti e bassi ma gli alti erano davvero "alti". Avevo comunque capito che parlavi da fan sfegatato.
E quindi siamo almeno in tre :)

CREPASCOLO ha detto...

Grazie dei complimenti.
Il nerd in me mi dice che Trimpe non ha mai disegnato i Difensori, ma è stato una colonna della testata di Hulk nei seventies. Agli amanti del modernariato - come sospetto sia anche il ns anfitrione - consiglio gli albi inchiostrati da Sam Grainger, la sequenza del cross over con gli Avengers orchestrata anche da Harlan Hellison in cui esordiscono Psiklop e soprattutto Jarella ed in generale gli albi del cartoonist antecedenti a quelli curati dagli inker Severin bros. Non che abbia nulla contro di loro, Marie ha disegnato un Namor che ricorda i ns Diabolik e Zagor ( ispirati all'attore Robert Taylor ) e John è famoso per i westerns tales. Il matrimonio con il tratto di Herb però, a mio modesto avviso, non è stata una gran cerimonia. Se amate il Golia Verde, ma avete solo 20-30 anni, vi consiglio di recuperate il primo ciclo di Peter David ( 87-96 circa ). Tra i pencilers che lavorarono con lo scrittore che ha stecchito Jean DeWolff e salvato X-Factor il meno conosciuto ed il più sottovalutato è Jeff Purves - il cui tratto funzionava sia con le chine di Bob Wiacek sia con quelle di Marie Seeverin. Prese cappello nel mezzo di una saga, ma il pubblico non lo rimpianse perchè fu sostituito da un compiuto, maturo e byrneggiante Dale Keown. Nesssun perse quindi, ,ma Trimpe, Purves e, almneno per come è considerato oggi, Sal Buscema dividono lo stesso destino: considerati portatori d'acqua, puntuali nelle consegne , ma non superstars del segno. Difficile immaginare code a San Diego per farsi firmare le loro variant covers. I mediani di spinta delle canzoni di Ligabue. Con il passo dell'alpino. E tanta strada nei sandali, come disse il Tale, plebeo e Conte ensemble.
Peccato perchè artist's artist come Kyle Baker spiegano che è a Sal che guardano quando fanno il ''loro'' Captain America. Buon fine settimana.

Alberto Camerra ha detto...

D'accordissimo su buona parte delle cose che hai scritto anche in questo nuovo intervento crepascolo ma, ahimè, debbo contraddirti, sebbene parzialmente, su Trimpe; lui ha disegnato si i Difensori... perlomeno come copertinista. Infatti lo troviamo nelle cover degli episodi passati su All American Comics e, che io sappia, è "responsabile" di un buon numero di queste (lo ho scorto anche su diverse raccolte dell'epoca Corno).
Se pensiamo a quelle disegnate da un decano come Gil Kane, autore del periodo che tu stesso citi come migliore dell'epoca del non-gruppo, ci rendiamo subito conto della differenza e di come, anche un copertinista, sia molto importante nell'economia di una serie a fumetti (Gil Kane del resto ha ispirato il primo Frank Miller...)
Buon fine settimana a te.
:)

CREPASCOLO ha detto...

Ops. Sorry. Ho controllato. Almeno dieci albi intorno ai nn. 70-80.
Scritti -sorpresa - da Ed Hannigan, più noto per le matite di Green Arrow su testi di Grell e per la prima Legend of The Dark Knight su testi di O'Neil.
Devo trovare il modo di leggerli perchè in quel periodo anche Foolkiller è nel gruppo. Per poco.
Per un certo periodo Kane disegnò la maggior parte delle copertine Marvel - fu sostituito da Kirby al suo rientro dalla DC. La cosa balza all'occhio scorrendo gli albi della prima serie dei Difensori. Kane, come dicevi, si occupa di diverse covers della run di Gerber/Buscema e Kirby di quella Kraft/Giffen. Quando Keith è inchiostrato da Janson ( giovanissimo ) il tratto ne esce ammorbidito, non dico che Klaus fosse un altro Mooney, ma non era così espressionista come oggi - quando le chine sono di Dan Green, sembra di vedere albi moderni di Ladronn nel periodo in cui si occupava di Cable: una rilettura estrema dello stile del King. Praticamente Tom Scioli, ma oltre trent'anni fa !
Il ''secondo '' Miller è un mix di Kane e Ditko. Il ''primo '' ( John Carter di Marte ) ricorda Neal Adams. Dalla provincia Miller arrivò a New York con un portfolio di omoni in trench ( Sin City nel sangue ) e chiese consigli ad Adams. Adams fece ''a pezzi '' sistematicamente il lavoro di Miller, aiutandolo a crescere e cambiare. Miller oggi ride della cosa ed Adams ha ammesso che aveva sottovalutato il papà di Elektra.
Anche Chaykin ha fatto lo stesso percorso ( il suo Killraven, disegnato con Neal, è molto adamsiano, come pure le sue Storie di Atlantide ) e, come Miller, presto si è emancipato.
Se consideriamo che anche Bill Sienkiewicz è partito imitando il disegnatore che ha reso un cult Deadman, mentre Giffen e buona parte degli Image Boys hanno rielaborato Kirby, possiamo dire che negli USA l'approccio grafico al fumetto mainstream è stato o un elegante realismo o un ipercinesi geometrica. In fondo anche Kane, Colan, Steranko, Simonson o Byrne sono riconducibli a grandi linee ad una o all'altra squadra. Le cose cambieranno poi con il successo popolare di artisti come Art Adams, Kelley Jones, Sam Kieth o Angel Medina. E' stato un po' come quando la copia Magnus & Bunker ha cominciato a sperimentare il grottesco negli albi neri: il passo successivo è stato Alan Ford.
Una volta che ti sei reso conto che l'esperienza umana è una sequenza di elementi diversi, a volte tanto distanti da sembrare di mondi lontanissimi , il passo successivo sono tavole come quelle di Stray Toasters o Elektra Assassin. O Roger Rabbit ( che Bill Sienkiewicz accosta ai suoi tostapane picchiatelli ).
E siamo tornari al numero uno di Comic Art !

LUIGI BICCO ha detto...

@ Crepascolo:
Sono senza parole. Sei riuscito a tirare fuori anche Foolkiller :)

@ Alberto:
E' vero. Ricordavo anch'io le cover di Trimpe. Complimenti anche a te per la memoria storica.

CREPASCOLO ha detto...

Era stato tradotto con un Insanicida dal vago sapore chirurgico negli Omega Lo Sconosciuto- sempre di Gerber - in appendice al mensile Gli Eterni. Il termine ''fool'' inglese ha parecchie sfumature di significato: in Shakespeare, per esempio, è l'unico a poter dire la verità al re senza essere decollato.
Non ho letto l'ultima mini, ma ricordo quella di Gerber/Birch/DeZuniga dei primi anni novanta - sullo sfondo Desert Storm - pubblicata sul Punitore della Star. Un po' Un giorno di ordinaria Follia, un po' lo shift nella individuazione dell'avversario del Dark Knight Returns, un po' Taxi Driver, un po' Gonzo Journalism, un po' Il Silenzio degli Innocenti. Gerber ci credeva molto e aveva sperato che la Casa delle Idee la ristampasse. Con qualche ritocco, non la si distinguerebbe da una storia scritta dopo la crisi dei Futures e la progressiva vietnamizzazione dello sforzo bellico USA nei paesi canaglia.
Matite e chine sono datati - siamo dalle parti dei comics Vertigo pre Vertigo, diciamo lo Swamp Thing di Alcala o lo Hellblazer di Simpson - ma se i dieci numeri fossero stati disegnati da un Texeira, un Blevins o un Janson ( i colori di Greg Wright hanno personalità oggi come ieri ), la storia sarebbe ricordata come un piccolo classico.
Gerber è morto mentre terminava di scrivere DR. FATE: COUNTDOWN TO MYSTERY - la storia inizia con uno psichiatra alcolizzato e ridotto a clochard che è intercettato dall'elmo di Fate. E' un motivo ricorrente dell'autore: un catalizzatore che innesca catarsi e redenzione, ma secondo percorsi non banali. Capita al ragazzino Sterling in Omega, a buona parte del cast di Legion of the night ed allo sbirro corrotto di Sludge. E a tutti i suoi Insanicidi. Infilano un tunnel, vedono una luce in fondo ed il lettore smaliziato pensa immediatamente ad un treno, ma di solito è un'altra anima dannata che avanza in direzione contraria al lume di una torcia. Un insano ottimismo nato nella testa di un pessimista che si sente realista.
Bravo Steve !

LUIGI BICCO ha detto...

Ma il magazine del Punitore della Star Comics è un'altra storia. Alla quale poi, magari, ci sarebbe da dedicare un post ad hoc. MoonKnight, Foolkiller, DarkHawk, Stalkers... ne è passata di roba da quelle parti.

J_D_La_Rue_67 ha detto...

In tutto questo tourbillon citazionistico per ora mi sembra di ricordare solo che la prima puntata di "Outcasts" mi fece abbastanza schifo.
Crepascolo ti leggo sempre volentieri ma devo farlo a piccole dosi. Più di un commento al giorno mi fa sentire come un Autocron quando deve fare il tagliando.

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