13.9.10

Breccia nel cuore

Tra le letture che già pregavano per un refolo di attenzione da parte mia, dall'alto del mio comodino, si è prepotentemente inserito nella fila un fantastico volume targato Comma22. Si tratta della ristampa del Dracula di Alberto Breccia già serializzato a suo tempo sulla rivista ammiraglia della Comic Art.

Senza tema di smentita sento di poter affermare che questo autore è, a tutti gli effetti, uno dei più grandi Maestri della nona arte. E questo lo sappiamo tutti. Quello che solletica il mio palato, però, sono spesso le sue opere meno conosciute. Quelle dove il sommo genio di Montevideo usa le sue grandi doti di sperimentatore del segno e di funambolico giocoliere della narrazione.
Ogni buon intenditore di fumetti conosce le sue opere più note: l'Eternauta (sorta di remake dell'opera originale a firma Oesterheld/Lopez), Mort Cinder, la sua reinterpretazione dei Miti di Cthulhu o i suoi adattamenti dei racconti di Edgar Allan Poe, lo hanno di fatto reso celebre nel mondo della letteratura disegnata.

A parte gli appassionati, però, non tutti conoscono appunto le sue "opere minori" - se così si possono chiamare. Incubi, l'Acchiappastorie, Chi ha paura delle fiabe, sono solo alcuni dei titoli in questione. E a ragion veduta vi entra a pieno diritto anche questo Dracula. Il Dracula di Breccia è lo spauracchio dello "storico" Conte Vlad. Incute timore e non poco, per carità. Ma la sorte non è proprio dalla sua parte. Le rocambolesche avventure di questa goliardica e sfortunata versione del Conte vampiro, toccano anche picchi di altissima storia e di morale, come nel caso dell'episodio intitolato Non sono più legenda, dove il protagonista è costretto ad affrontare la cruda realtà di una società distopica e malata - specchio della difficile situazione dell'Argentina di quegli anni - che fa letteralmente impallidire le sue malefatte da Principe della notte.



Ma al di là dei contenuti narrativi, quello che mi ha spinto a comprare questo volume, è stato il segno contorto e allucinato che Breccia ha deciso di adottare per quest'opera. Ogni vignetta è un quadro, ogni quadro è un mondo da leggere e interpretare secondo le direttive dell'autore. Ci si può perdere nel guardare un po' più lontano, tra queste pagine. Nonostante la vena ironica e grottesca, si viene comunque rapiti da una spirale oscura e da mostri nascosti nell'ombra.

Cosa mi è piaciuto tanto? Gli schizzi preparatori e i lay-out dello stesso autore alla fine del volume. Una vera pietra miliare per chi, come me, è appassionato di disegno e dei retroscena che si celano dietro lavori di questo tipo. Le pagine in questione formano un vero e proprio compendio, più che una semplice appendice, alle storie principali.

Cosa mi è piaciuto meno? Mi spiace dirlo, ma il prezzo (30 euro) non invoglia proprio all'acquisto. Se la mettiamo sul piano dell'opera, allora posso capire. Se il prezzo da pagare è questo per poter vedere ristampate queste pagine, allora che sia, pago e zitto. Tra l'altro il volume è un cartonato ben confezionato che rende il giusto prestigio all'autore, esattamente come gli altri a lui dedicati nel catalogo della Comma22. Ma da un punto di vista prettamente economico, il prezzo è davvero alto. A sfogliarlo così, su due piedi, me ne sono innamorato e non mi sono fatto troppi problemi. In altri periodi me ne sarei fatti eccome.

2 commenti:

michele petrucci ha detto...

Appena posso lo cerco in libreria… ammetto molte lacune sul lavoro di Breccia.

LUIGI BICCO ha detto...

Ho l'impressione che potrebbe davvero piacerti. Questo volume, intendo.

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