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8.4.16

Rebecca Universe


La signorina dall'aria affabile nella foto qui di fianco è Rebecca Sugar, animatrice e sceneggiatrice americana classe '87. Ancora giovanissima inizia a lavorare sugli storyboard di Adventure Time, ma la cosa che la rende davvero speciale è che a soli 25 anni (25!) prende accordi con il canale digitale Cartoon Network (di proprietà della Time Warner) e crea, scrivendola da autrice completa, una serie animata che parte nel 2013 e che fino ad aggi ha raccolto solo recensioni e critiche entusiastiche: Steven Universe.
Questo non solo l'ha resa la prima donna in assoluto ad aver creato un programma per il canale in questione, ma anche una delle più giovani autrici in circolazione.


Perché te ne parlo? Semplicemente perché guardandolo con mio figlio, con il tempo mi sono fatto l'idea che Steven Universe è una delle serie animate per ragazzi più belle e interessanti che siano mai state realizzate, pregna com'è di una spicatta fantasia senza vincoli che riesce a saltellare agilmente da un genere narrativo all'altro (per quanto alla base poggi su una fantascienza genuina e purissima).

Da Wikipedia:
"Nella cittadina terrestre di Beach City vivono le "Crystal Gems", una specie extraterrestre che protegge il pianeta da mostri e minacce di ogni tipo. Questo gruppetto - formato dalle uniche Gemme rimaste sulla Terra - è composto da Garnet, Ametista, Perla e Steven, un ragazzino per metà Gemma e per metà umano. La maggior parte dei luoghi visitati dal quartetto sono antichi santuari o luoghi un tempo di grande importanza per la cultura delle Gemme, ora caduti in rovina da migliaia di anni. Gli artefatti che trovano nel corso delle loro avventure sono in realtà Gemme che hanno perso il controllo sui loro poteri dopo una grande guerra del passato, diventando corrotte e pericolose, ."
Oltre a delle storie mai banali, la serie è avvolta in un ovattato romanticismo nostalgico, merito in primo luogo delle idee meravigliose della Sugar, appunto, e poi di una colonna sonora minimale ma curatissima e di una serie di fantastiche "location". 








In ogni caso, proprio per via di certe idee, Steven Universe è stato censurato un po' qui e un po' lì. Sono recentissime le critiche dei fan per i tagli operati da diverse tv europee (da evidenti scribacchini frustrati) sulle scene dolcissime e romantiche tra due personaggi femminili (e su parecchie altre cose, come spiega bene il sito afNews in questo post). Come sai, certe cose vanno ancora un po' così e ci si ostina a nascondersi dietro un dito in nome di una finta morale che nessuno ha mai imposto a nessuno.

Per tornare a noi, come dicevo più sopra, il fatto è che Steven Universe è una delle opere animate più sensibili in circolazione, proprio per via del suo taglio poetico, ma allo stesso tempo moderno e privo di preconcetti. Viene da chiedersi se questo è SOLO un cartone per ragazzi. Probabilmente si, ma molto probabilmente anche no. Prova a dare un occhio alla clip qui sotto che racchiude in parte lo spirito della serie.


La Sugar ha descritto l'idea alla base della serie come "un'evasione inversa dalla realtà", dove i personaggi di fantasia diventerebbero interessati alla vita reale solo cercando di parteciparne e concludendo che il personaggio di Steven, ispirato alle fattezze del suo fratellino più piccolo, è la perfetta rappresentazione di questa "storia d'amore tra fantasia e realtà".

Ho quarant'anni e non dovrei star qui a difendere una serie animata per ragazzi (e non). Non per via dell'età ovviamente, che per crescere c'è sempre tempo, ma perché una serie animata come Steven Universe, in un mondicino senza preconcetti, dovrebbe difendersi da sola.

 

E quanto è bella la sigla di chiusura?

22.10.15

Mister No, come un romanzo


Per festeggiare degnamente un importante anniversario, la Bonelli manda in edicola un Avventura Magazine (il secondo, dopo quello di Attilio Micheluzzi) interamente dedicato a Mister No, celebre e compianto personaggio ideato dallo stesso Sergio Bonelli ben quarant'anni fa.

Mister No, Come un Romanzo ("La Vita Spericolata di un Eroe Ribelle") ripercorre quindi la storia di Jerry Drake, delineata in passato nell'arco di 379 albi della serie regolare, 20 speciali, 2 maxi e 16 Almanacchi dell'Avventura.
Quello che prima di tutto viene a galla dalle oltre 288 pagine da cui è composto il tomo in questione è che nessun'altro personaggio della scuderia dell'editore milanese ha un passato così tanto ricco di storia e sfumature.


Nel pugno di tavole inedite architettate da Michele Masiero e Roberto Diso, che fanno da apertura e chiusura a tutta la vicenda, l'ex commilitone e amico di Mister No, Phil Mulligan (oggi scrittore di professione), decide di raccontare la biografia del pilota americano, costringendolo a ripercorrere i propri passi partendo dalla sua adolescenza nella jungla d'asfalto di New York, tra mentori della mala e amici pugili falliti, passando per il difficile rapporto con il padre, la partenza alle armi come pilota dell'Esercito Americano, l'orrore della guerra in Giappone, l'origine dell'amicizia con Esse-Esse, il ritorno in America e le veloci capatine in Italia.
Per arrivare infine in Brasile, tra la sonnecchiosa ex capitale, Manaus, e l'inferno verde amazzonico dove tutto avrà inizio per i lettori che, in quel lontano 1975, lessero la sua prima storia.


Il resto delle tavole a fumetti sono quelle dei vecchi episodi ma ricolorate per l'occasione. Si contano quelle dello stesso Roberto Diso, ma anche di Giovanni Bruzzo, Orestes Suarez, Fabio Valdambrini, Franco Bignotti e dei fratelli Di Vitto. I testi romanzati (a tratti didascalici, ma a ragion veduta) sono invece interamente opera di Luigi Mignacco, arricchiti dalle bellissime illustrazioni di Aldo Di Gennaro.

L'unica nota critica che mi sentirei di muovere è la totale assenza delle belle e lunghe trasferte di Mister No, prima in Africa (della quale ti ho parlato QUI) e poi in Asia. Anche se mi rendo conto che a quel punto, di pagine, ce ne sarebbero volute ben più di 288.
Una nota curiosa, invece, sta nel far risalire la data di nascita di Jerry al 1922 (ma non è la prima volta). A me è sempre parso strano che nel 1940, all'epoca della sua partenza per la guerra, Jerry fosse appena diciottenne ma già tanto maturo nell'aspetto (vedi la sua mezza capigliatura canuta già vistosamente presente) o che nel '50, all'inizio della sua nuova avventura a Manaus, di anni ne avesse solo una trentina. Personalmente l'ho sempre immaginato come uno splendido e atletico 40/45enne.


In definitiva si tratta comunque di un vero e proprio tuffo nel passato. Un albo sontuoso che celebra degnamente un anniversario importante, insomma, destinato a reintrodurre nella memoria dei lettori le gesta eroiche (e non) di uno tra i più interessanti protagonisti del fumetto popolare italiano.
Come si evince dalle parole di Michele Masiero alla fine di questa intervista, infatti, anche se non si sa ancora in quale veste, tra le intenzioni dell'editore c'è quella di riportare alla luce il pilota amazzonico con nuove avventure
E io, personalmente, in questa cosa ci spero parecchio.

26.6.15

Il ritorno dei Superpocket. O no?


Quella dei Superpocket era una collana di libri da edicola edita dal Gruppo RCS. La prima serie mensile partì nel 2001 e fu poi affiancata, a partire dal 2008, da una seconda uscita.
Una realtà meravigliosa per l'appassionato di thriller/noir/avventura perché al prezzo più o meno di una pizza ti si propinava il meglio del genere: Lee Child, James Patterson, Clive Cussler, Henning Mankell, Jeffrey Deaver, Tom Clancy, Robert Ludlum, Bernard Cornwell, Laurell Hamilton, Elizabeth George, Kathy Reichs, Ian Rankin, John Connolly. I titoli (155 per la prima serie più 30 per la seconda) li trovi tutti qui.

Personalmente, in passato, ne ho presi e letti davvero pochini, ma mi ha sempre fatto piacere che, soprattutto in tempi di magra, esistesse una collana per le tasche di tutti (così come Urania, Segretissimo o il Giallo Mondandori) che per qualche spicciolo virgola qualche altro spicciolo offrisse appunto qualche ora di sano svago.


Ma cos'è successo poi ai Superpocket? A gennaio del 2014, attraverso un repentino e inaspettato messaggio sul profilo ufficiale faccialibro, l'editore annuncia una lunga "pausa di riflessione" senza dare troppe spiegazioni e lasciando gli appassionati con un palmo di naso. Da allora, silenzio.

E' da qualche giorno, però, che "on the web" si legge che:
  1. La collana sembra essere stata acquistata dalla sola Tea Libri
  2. Sembra esserne stato programmato il ritorno in grande stile, addirittura a partire da questo stesso mese.
  3. Per il lancio si parla di quattro titoli firmati da nomi grossi, quelli che vedi qui sotto, nell'unica immagine promozionale che circola in giro, al prezzo speciale di cinque euro meno dieci centesimi.

Ora. Incuriosito dal meccanismo di acquisto e rilancio, ho voluto capire la questione come si deve. E la cosa sembra essere un tantinello confusa per una serie di motivi.
L'annuncio sembra esserci solo perché qualche blog (privato) lo riporta, ma non esiste una versione ufficiale della cosa (quella più "ufficiosa" è riportata sul sito de Il Libraio qui). Non esiste una pagina facebook (quella vecchia è ancora ferma al palo) e altri siti e social dedicati all'iniziativa non sembrano essercene. Sul sito della Tea non c'è traccia della questione, anche se, proprio a voler rimestare ulteriormente le torbide acque, tra le novità della casa editrice si legge di una nuova collana, i più Grandi Best Seller ad un prezzo straordinario, e tra questi appare anche Il Suggeritore di Donato Carrisi. Stesso titolo e stesso prezzo (più dieci centesimi) di quelli destinati al rilancio Superpocket. Ma non sono i Superpocket.

Può darsi quindi che tu li possa trovare già in edicola in questi giorni o può darsi che no. La questione assurda mi sembra che in tempi di magra, dove realtà editoriali grandi e piccole non fanno altro che tirar giù la serranda (e le storiche serie economiche da edicola già citate come Urania, Giallo e Segretissimo hanno di recente aumentato il prezzo o dimezzato le uscite), tu che hai a disposizione un prodotto mass market di un certo tipo (a lungo appetibile, come dimostrato dalle precedenti edizioni), nemmeno ti spremi le meningi per un minimo di promozione come si deve? Un annuncio stampa rilasciato su canali adeguati? Un twit? Una carezza? Un fiore? Niente?

Mah. In ogni caso, auguri.

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