28.10.15

Dei soliti, inspiegabili dubbi, cacciatori di taglie in bicromia, cinesi alla fine della strada e coppie di siciliani con la valigia di cartone.

Skorpio Maxi #1
di AA.VV. | Editoriale Aurea
19x27 cm | 100 pp colori e b/n | 3,50 euro

E con questo può considerarsi chiusa la mia breve parentesi di ritorno sulle riviste dell'Aurea, aperta qualche mese fa in via del tutto eccezionale. Di Lanciostory Maxi ho già avuto modo di parlarti qui (e con quello mi sono fermato al secondo numero, che a parte Yor e la ferrugginosa serie de I Partigiani, per il resto c'è poca ciccia intorno).
Se da una parte il livello di questo primo Skorpio Maxi è un pelo più alto in quanto a proposte (l'editore sembra aver accolto le richieste dei lettori, inserendo in scaletta Skorpio, il Vendicatore Solitario di Collins e Seijas, Wakantanka di Oesterheld e Zanotto e Continente Nero di Grassi e Salinas) dall'altra diamo spazio ai soliti, inspiegabili dubbi.


Prima di tutto la riproposta originale di serie troppo datate (i colori dello Skorpio di Seijas sembrano realizzati con i pennarelli in una scuola elementare), per passare a rubriche assolutamente fuori contesto: può interessarti o meno, ma un articolo sulla densità di malati di tumore in mezzo a tanti fumetti che nemmeno toccano l'argomento è agghiacciante. Nemmeno su Famiglia Cristiana, quasi. Per non parlare della qualità media dei corti. Passi per Il Dio Sconosciuto che è disegnato da Alcatena, ma se roba come La Gabbia o Il Maestro è il tra il meglio che abbiano mai pubblicato, o sono io ad avere la memoria corta o c'è qualcosa che non va.


Peccatucci comunque veniali ai quali si poteva anche soprassedere se non fosse che dopo l'acquisto ho scoperto di Mister George, serie francese firmata da Le Tendre e Labiano, che qui comincia direttamente dal secondo volume (il primo è stato pubblicato a puntate sul settimanale poco più di un mese fa). Come a dire che questa versione "maxi" è pensata esclusivamente per chi prende il settimanale. Al diavolo il lettore occasionale o chi vuole cominciare da qui una nuova avventura.
Le solite cose davvero inspiegabili, insomma. E mi sa che in un botto l'Aurea ha perso i miei bei sette euro al mese (e non me ne lamento, sia chiaro).

Morgan Lost #1
L'Uomo dell'Ultima Notte
di C. Chiaverotti, M. Rubini | SBE
16x21 cm | 100 pp 2 colori | 3,50 euro

Una piacevole sorpresina. L'ex enfant prodige di Dylan Dog, dopo quasi un ventennio al servizio del suo Brendon, dà vita ad una nuova, personalissima avventura editoriale. E lo fa creando un mondicino sporco e brutto, in una città caratteristica e dai richiami cyberpunk (Torino, insomma, ma arricchita da tecnologia vintage e da arzigogoli egizi).
In questo mondo i serial killer sono protagonisti assoluti, seguiti e acclamati dalla massa caprona. Dall'altra parte della barricata, al di là delle solite asfittiche forze dell'ordine, un manipolo di cacciatori autorizzati a braccare i loro perversi antagonisti. Da entrambe le parti ci sono personaggi pittoreschi (lo stesso Morgan ha una mascherina nera tatuata sugli occhi) che richiamano i temi del fumetto popolare americano, ovviamente, ma perseguono in ogni caso anche quelli tanto cari a Claudio Chiaverotti: una società sempre sull'orlo dell'abisso, le macchinazioni dell'individuo senza regole, le sette misteriose, l'amore smodato per il cinema (quello vero) e il romanticismo amaro degli amori stroncati all'improvviso.


Anche se non sembra, le analogie con Brendon sono parecchie, ma l'autore torinese sembra muoversi bene e le tanto celebrate "novità" di cui si parla in giro potrebbero risiedere proprio in questa nuova concezione di "eroe" invece che nella nuova realtà bicromica in nero e rosso. Se da un lato infatti non è certo una novità (il mondo del fumetto è pieno di esempi del genere, dai grossi titoli mainstream a quelli del fumetto underground), dall'altra è ben concepita e realizzata perché si tratta di tavole inchiostrate e rifinite in mezza tinta dove solo in seguito viene applicato, con una certa coerenza, il secondo colore. Un rosso che sfuma e prende forma in modo organico, tenendo conto che è lo stesso protagonista a soffrire di una forma particolare di daltonismo e a vedere le scene così come le vede il lettore.
Non si tratta quindi di semplici innesti colorati, ma di una lavorazione lunga e meticolosa che richiede quasi lo stesso impegno che ci vuole per concepire una tavola interamente a colori.


La maggior parte del merito va naturalmente al disegnatore Michele Rubini (fino a ieri all'opera su Zagor) che sforna delle tavole notevoli dal tratto parecchio dinamico. E un applauso va anche a Fabrizio De Tommaso, copertinista della serie, e a questo nuovo modo (almeno in casa Bonelli) di concepire appunto le cover (se ho capito bene avranno sempre dei riquadri che riprenderanno scene dalla storia principale).
Insomma, per ora una gradita sorpresa dagli echi chiaverottiani ben noti.

Chinaman #5 - Tucano
di S. Le Tendre, O. TaDuc | Gazzetta
19x27 cm | 100 pp colori | 3,99 euro

Con questo quinto volume si conclude la serie scritta da Serge Le Tendre e disegnata da Olivier TaDuc. L'albo, che raccoglie quindi il 9° volume originale (accompagnato però da una serie di contenuti speciali) vede il buon Chinaman arrivare a Tucano in conclusione della vicenda iniziata nell'episodio precedente. Al fianco del protagonista troviamo un giovane, inguaribile baro con il vizio di farsi appendere a testa in giù e un ex rapinatore ora redento. Sulle tracce di quest'ultimo, però, ci sono un cacciatore di taglie fortemente motivato e la scalcagnata banda della rossa matrona Wild Catty. La situazione si risolverà tra rese dei conti alla spicciolata e un gruppo di prostitute dall'animo buono.
Le vicende di Chen si sono rivelate ricche di umanità, denunciano prima di tutto quel razzismo univoco che prende piede e si diffonde in ogni angolo del pianeta, indipendentemente da luoghi e persone.


Il tratto di TaDuc è maturato e si è ammorbidito con il passare delle storie (delle prime due ti avevo parlato qui). Le sue vignette si incastrano alla perfezione nell'insieme della tavola, aiutate anche da una colorazione piacevole e tecnicamente "pertinente".
E' un peccato insomma che la storia di Chinaman si chiuda qui e, visto il discreto successo, che i suoi autori non abbiano ancora pensato di riprenderne le vicende a distanza di otto anni dall'ultimo episodio. Una bella lettura.

Il Silenzio e il Sangue #1
Mulberry Street

di F. Corteggiani, M. Malès | Cosmo Editoriale
16x21 cm | 144 pp b/n | 5 euro


Si. Avevo detto che di bédé in formato ridotto e in bianco e nero non ne avrei più letta. Ho fatto un'eccezione per la storica serie scritta da Francois Corteggiani perché tempi ed epoca mi solluccherano non poco il palato.
Cominciata nel lontano 1986, Il Silenzio e il Sangue conta oggi la bellezza di 14 tomi (l'ultimo è del 2004) firmati dall'editore Glénat. Questo primo, corposo volume della Cosmo raccoglie i primi tre episodi impreziositi dalle tavole di un grande Marc Malès (in seguito si alterneranno sulla serie prima Jean-Yves Mitton e poi il "nostro" Emanuele Barison).
Scorre potente tra queste pagine, ambientate a partire dal 1910, la storia di Cosa Nostra e di un'umanità bellicosa e violenta. Testimoni e protagonisti della vicenda sono Ciro e Giovanni, due giovanissimi siciliani costretti dalla mafia ad attraversare l'oceano e a sbarcare negli Stati Uniti. Ma l'organizzazione criminale, in piena fioritura anche in America, li inseguirà costringendoli a prendere strade diametralmente opposte. Partendo da una vita povera e parecchio faticosa, Ciro diventerà quasi per caso un giornalista, mentre Giovanni stringerà amicizie poco raccomandabili portandolo in breve tempo a fare carriera nella vita criminale.

Eh. Come al solito ti devo mostrare le tavole a colori originali,
che di quelle in bianco e nero della Cosmo, non se ne trovano.

Inutile girarci troppo intorno. Corteggiani imbastisce una serie dallo stampo classico ma deliziosamente affascinante, attraversando decenni di malefatte dove viene descritta con lucidità un'epoca storica pregna di povertà, corruzione, potere e spargimenti di sangue. Questi primi tre volumi affrontano la vicenda in modo composto e ordinato, senza mai premere il piede sull'acceleratore, cercando invece di immergere il lettore nel contesto e presentandogli in modo approfondito i due personaggi (per ora) principali.

3 commenti:

La firma cangiante ha detto...

Parlando dello Skorpio Maxi, che per contenuti mi ha convinto anche un po' di più della sua testata gemella, ho rilevato più o meno le stesse tue impressioni. Purtroppo abbiamo imparato che da Aurea non si ottengono prodotti perfetti ma solo cose perfettibili che però si fa fatica a far migliorare. Per me, praticamente a digiuno di historietas, i due mensili rimangono una buona occasione. Peccato per tutti questi racconti liberi sinceramente molto poco convincenti.

Morgan Lost ancora devo leggerlo ma mi intriga parecchio, vedremo. Anche Il silenzio e il sangue mi ispirava parecchio ma è rimasto in edicola.

Sauro ha detto...

Seguo da tempo questo blog, e ora ne ho aperto uno anch'io.

Vorrei sapere se possiamo metterci reciprocamente tra i "preferiti", nell'elenco laterale della home page.

Lo chiedo qui perché non saprei dove altro farlo (a causa della mia abissale ignoranza).

Il mio blog: http://sauropennacchioli.blogspot.it/

E-mail: saurobello@libero.it

LUIGI BICCO ha detto...

@ Dario:
Alcune cose dell'Aurea sono perfettibili. In altre svaccano completamente e non riescono a trovare un senso. Non sapevo fossi a digiuno di fumetto argentino. Ecco perché, una volta di più, dovresti lasciar perdere queste versioni maxi e dedicarti alla ricerca dei classici e di quei meravigliosi volumi che l'Eura confezionava fino a qualche anno fa (non privi di difetti anche quelli, ma era tutto oro che colava). Se sul mercato dell'usato tu trovassi vecchi volumi tipo "I Giganti dell'Avventura", allora si che dovresti tuffartici a pesce ;)

@ Sauro:
Sauro. Che piacere trovarti qui. Ti conosco di nome per via di Balboa e delle tue collaborazioni in Bonelli, ma ho visto che hai portato avanti parecchi altri progetti. Anche il tuo blog sembra parecchio affascinante. E proprio per questo, come se nulla fosse, l'ho subito inserito tra quelli che seguo nel mio magico colonnino di destra ;)

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