1.9.15

Na-na-na-na-nàààààà, tràn-tràn, tràn-tràn

Riprende il solito tràn tràn, appunto. E' finito un anno "scolastico" e ne comincia subito uno nuovo, appesantito dal fardello di un sacchetto ricolmo di progetti e speranze. Tanta voglia di iniziare con il piede giusto e di trovare una via d'uscita. Forza, tenacia e coraggio, digrignare i denti, mostrare i muscoli. Cambiare registro, insomma, sperando che le cose possano rimanere anche le stesse (in senso lato, ovviamente, perché di cambiamenti veri ce n'è davvero bisogno).
Staccare per un po' è servito anche se non nego di aver avuto sempre la testa a questa nuova ripartenza. Ma non voglio parlarne qui, che questi sono argomenti da salotto e psicanalisi. Ho voglia solo di parlare di cazzate.

E come ti dicevo nel post precedente, ne ho approfittato per rimettermi in carreggiata con letture e visioni rimaste in sospeso.

HO LETTO QUALCHE BUON ROMANZO SAPORITO:

Posizione di Tiro di Jean Patrick Manchette. Romanzo non troppo lungo del re del noir francese (del quale ti avevo parlicchiato già qui) da cui è stato recentemente tratto il film The Gunman con Sean Penn. Una buona storia con un protagonista, il granitico e imprevedibile killer Martin Terrier, in fuga dalla stessa organizzazione per la quale ha lavorato per anni. Risvolti inaspettati, a tratti assurdi (nel senso buono del termine), e un finale triste e fatiscente che dà ragione a chi asserisce che il crimine non paga. Manchette fa sua la lezione dei grandi scrittori americani che hanno fatto dell'hard boiled un genere di successo, riuscendo però a metterci del suo con sagaci guizzi molto personali.

Ferro e Fuoco di Omar Di Monopoli. Secondo capitolo di una ideale trilogia (ogni romanzo è slegato dagli altri) definita a più riprese come "western pugliese" (un southern tutto italiano, insomma). Con Ferro e Fuoco, opera prediletta dello scrittore manduriano per sua stessa ammissione, il Di Monopoli dona ai suoi lettori un romanzo breve e tagliente, forse non riccamente intessuto e "tramato" come quello del suo esordio (Uomini e Cani), ma altrettanto forte e intenso. La storia, semplice come un'unica scheggia impazzita, segue le vicende del povero Andrej, schiavo in una piantagione di pomodori al servizio del boss noto come il "Pellicano", la sorte della povera Mariehla e la fuga di Kazim verso il nord. Musi brutti e realmente spaventosi che raccontano una Puglia garganica tanto assurda e surreale quanto vera. Il tutto condito a dovere dalla solita, ricca prosa e dai dialoghi riportati nel dialetto locale che non fanno che aggiungere un'ombra di tragico pathos a tutta la vicenda.

Zona Pericolosa di Lee Child. Io di Child non ne sapevo niente. Associavo il suo nome ai best seller da edicola Superpocket. Avevo anche rimosso il fatto che fosse lui il creatore di Jack Reacher, nonostante avessi già visto il film con Tom Cruise. Poi ne ha parlato Omar sul suo blog (maledetto!) e ho recuperato questo primo romanzo. E' stato un mezzo fulmine a ciel sereno. Una robina che non mi aspettavo di certo, ma non ti dico altro. Voglio parlarne con calma in un post a parte, sottolineando la relazione tra le cosiddette letture da mass market e quelle "d'intrattenimento" che spesso si tende a considerare erroneamente come la stessa roba.

HO LETTO POCHISSIMI FUMETTI CON RITMO ASSONNATO:


L'immancabile Martin Mystère Speciale estivo intitolato "Misteri a Blandings", divertente come al solito e dedicato questa volta ai personaggi dello scrittore inglese P. G. Wodehouse. Come da tradizione degli ultimi anni, inoltre, l'albo si presenta come un "flip book". Dall'altra parte una serie di sfiziosi e divertenti racconti dedicati al mondo del fast e slow food, scritti dallo stesso Castelli e disegnati da autori vari.

Il Color Tex di quest'anno ("La Strada per Serenity") segna il debutto ai testi di Recchioni su una storia lunga del ranger giallocamiciato. Storia buonina ma della quale poco rimane impresso, se non una scena iniziale sborona (sempre nel senso buono del termine) che ha il pregio di risolvere un'impasse mica da ridere. I disegno di Del Vecchio sono lucidi e privi di fronzoli, ideali per una colorazione ricca di sfumature che invece non c'è.


Il Nathan Never Magazine 2015 si è rivelato un simpatico tuffo nel passato con la ristampa a colori di tre vecchie storie brevi (pubblicate originariamente sui volumi monografici della Mondadori dedicati al personaggio) firmate da Medda e Vigna ai testi e Bonazzi e Mari ai disegni. Inoltre è presente una storia inedita di una cinquantina di pagine (intitolata "Lone Star") firmata da Gualdoni e Bastianoni. Interessanti i contenuti sull'annata sci-fi, anche se su film e serie tv mi sarebbe piaciuto leggere più di un paio di paginette.

Il volume Ogni Maledetto Lunedì su Due di Zerocalcare, tenuto in stand by per parecchio tempo perché in parte già letto all'epoca sul suo blog. Di questo prodigio del fumetto si parla tanto e da tanti viene osannano, mentre qualcuno ne parla male e si lamenta dell'ironia facile e "per tutti" (come se fosse davvero un male, tra l'altro). Io a 'sto ragazzo gli devo tante grasse risate (indimenticabile, su tutte, la storia degli anziani alle prese con internet) e qualche seria riflessione tra le righe. Vale sempre la pena posare un occhio sopra le sue cose.

Il primo volume di Lucky Luke Gold Edition. Ho già la collezione completa della Gazzetta, si, ma quando si parla di Lucky Luke proprio non riesco a resistere (complice anche il pezzente prezzo stracciato in copertina di un euro). In realtà volevo saggiare la qualità degli approfondimenti in appendice a questa nuova edizione. La cosa mi tenta assai, ma non continuerò perché 1, basta spendere soldi e 2, la collezione non è per puristi perché prevede solo le storie scritte da Goscinny.

Poi ho visto, rivisto o finito di vedere film e serie tv rimasti ordinatamente in fila da qualche parte per mesi mentre imploravano un filo d'attenzione.

HO VISTO GIOIOSAMENTE:

I Guardiani della Galassia. I film dei super eroi mi interessano sempre meno, ma questo bisognava guardarlo per forza. La Marvel continua a sfornare questi filmoni intrisi di ironia e di occhiolini agli spettatori. Rispetto agli altri cinecomics panettoni, I Guardiani coglie nel segno. Fa ridere e diverte parecchio. E ben girato e curato e sfoggia una colonna sonora meravigliosa proprio perché non poteva essere più distante dai temi trattati (ci avresti creduto nel connubio anni '80/sci-fi?). Carino il trattamento sui personaggi, Peter Quill e Rocket Raccoon su tutti (legnosi il giusto gli altri), buono l'impianto scenografico da fantascienza quasi seria. Mi ha fatto piacere vederlo, insomma, anche se poteva durare qualcosina in meno. Se ti interessa, comunque, ti rimando ad un post di Dario che te ne parla in modo lucido e preciso (e che personalmente sottoscrivo quasi riga per riga).

HO RIVISTO, IMMERSO NEL TORPORE:


In pieno raptus da spy/action story (vai a capire), mi sono riguardato l'intera trilogia di Jason Bourne (astengasi il Legacy spin-off, per piacere). Ogni tanto s'ha da fare. Questo trittico cinematografico si esprime al meglio ed è senza dubbio tra i più affascinanti del genere. Il primo in particolare (The Bourne Identity), a distanza di ormai una tredicina di anni, rimane espressivo e potente come pochi. Sembra che Matt Damon abbia messo in cantiere un nuovo film e la volontà di interpretare nuovamente il buon Jason, a patto che alla regia torni Paul Greengrass. Aspettiamo con ansia.

Jack Reacher - La Prova Decisiva. L'ho rivisto per curiosità proprio dopo aver letto il libro di cui ti ho parlato sopra. Il film però è tratto dal nono romanzo (One Shot, in originale) che Child ha dedicato al personaggio. Film buonino e divertente dove l'ex militare vagabondo Jack Reacher (interpretato da un Tom Cruise legnosetto e con un taglio di capelli che sembra intagliato nel cemento) dovrà investigare su un ex cecchino che sembra improvvisamente aver sbroccato. Cose belle: il sorrisino sornione che ti viene fuori quando qualcuno vuol fare il culo a Reacher, non sapendo che verrà invece fatto a pezzi. L'interpretazione di un invecchiato ma sempre caparbio e capace Robert Duvall e di un loschissimo e truculento Werner Herzog, qui nelle vesti del cattivone di turno. Cose bellissime: l'attrice Rosamund Pike in stato di grazia con le sue mille faccette giggioneggianti (ma non solo). Novità degli ultimi giorni: per il 2016 è previsto il seguito, Jack Reacher 2, ispirato al 18° romanzo della serie ("Never Go Back", ancora inedito da noi) e che vede Cruise affiancato dalla bella Cobie Smulders.

HO FINITO DI VEDERE CON SOMMO GAUDIO:


La terza stagione dei Soprano. Colpi di scena come se piovessero. Riflessioni sagaci e ironia amarissima da "chetelodicoaffà". Ma è inutile che te ne parli ora. Magari lo faccio quando ho finito di rivedere l'intera serie, perché sarebbe proprio il caso di scrivere un saggio lungo decinaia e decinaia di pagine.

Daredevil. Finalmente. Era ora. Ci ho messo un po' perché ogni volta dovevo chiudere gli occhietti a fessura. Buio costante, voci bassissime, tanti dialoghi, tantissima sofferenza. Nonostante questo (o grazie a questo), la serie si è rivelata bella e interessante, sopra ogni aspettativa. La tipica cosa che poi ti viene da pensare: "Oh! E ci voleva tanto a fare una serie tv sui super eroi come Dio comanda?". Unico neo (ma vistoso): gli ultimi venti minuti dell'ultimo episodio (un costumaccio mal assortito e un salto in chiusura in autentico stile tartarughe ninja sono quasi riusciti a raffreddare i costanti bollori dovuti alla tensione fino a quel momento). Naturalmente scherzo (ma un po' anche no) e pure di Daredevil ti parlerò a parte, che merita.

Last Man on Earth. Te ne avevo già parlato qui. Ringrazio ufficialmente l'attore comico Will Forte per aver regalato a me e mia moglie dei momenti di risate fracassone e per aver interpretato il protagonista della serie, Phil Miller, l'ultimo uomo sulla terra, ma anche l'uomo più idiota, bugiardo, gigione e sfigato che abbia mai calcato le strade del nostro pianeta. Nemmeno Homer Simpson, credimi. E ringrazio pure la Fox che in America manderà in onda a giorni la seconda stagione. Grazie per tutto il buon umore.

Ho visto e letto tutte queste cose nell'arco dell'ultimo mesetto, insomma. Quando di tempo da perdere ne ho avuto parecchio. Soprattutto in quella decina di giorni in cui, privato di moglie e figlio (spediti al mare in una valigia di cartone, per essere impiastricciati ben bene in uovo e farina e poi panati sotto il sole rovente), mi sono ritrovato improvvisamente fustigato e demoralizzato dalla totale assenza di impegni, vagabondando per casa come una vacca sottratta al suo pascolo e con gli occhi vitrei fissati su un orizzonte basso, piatto e lontanissimo. E quindi non mi restava che dedicarmi a tutte le cose qui sopra.

Certe cose posso succedere una volta ogni tot anni.
E solo ad agosto.

Pausa finita, andiamo in pace.

8 commenti:

sartoris ha detto...

vabe' c'avrei da fare tante piccole notazioni (oltre che concordare su molti dei tuoi rilievi, soprattutto sul costumaccio di Daredevil che rovina tutto:-) ma per il momento accontentati del mio più caro bentornato (e lo so, era meglio il sole della Puglia!:-)

La firma cangiante ha detto...

Andiamo in pace. E speriamo, che per ora ci si arrabatta solamente (e magari poi ci sentiamo che si fanno due chiacchiere).

Comunque tanta roba, io penso di aver infilato decisamente meno cose nelle mie vacanze agostane, però almeno due bei libri (di uno ho parlato dell'altro parlerò), pochi fumetti (il secondo Lanciostory Maxi, un Le Storie, cose così).

Di tutto ciò che elenchi quel che più mi solletica è la ripresa de I Soprano che a casa mia è ferma alla prima stagione. Ma pian pianino...

Comunque bentornato e grazie per il link ai Guardiani (cariiiino assai).

Alessandro Olivo ha detto...

Mi risulta che il re del noir francese sia André Héléna

LUIGI BICCO ha detto...

@ Omar:
Grazie caro. E' stato bello finché è durato. Il sole della Puglia è meglio di parecchie cose, ma devo ammettere di essere per lo più un "novembrino" abbastanza convinto. Insomma, ad ogni stagione il suo tempo. Che poi non è più vero nemmeno questo, ahinoi :)

@ Dario:
Speriamo. Speriamo tanto e bene, si.
Il tuo post sui Guardiani lo avevo letto in metro e poi non sono più passato a commentare. Comunque ne hai tratto le mie stesse impressioni, segno che il film ha funzionato alla perfezione dove doveva. E quando riesci metti sul piatto la seconda stagione dei Soprano che proprio quella è una delle migliori.
P.S.: Si, dai. Poi ci sentiamo e ci diamo un gancio.

@ Alessandro:
A me risultava che fosse Léo Malet, figurati. Di Manchette, Einaudi ne parla così (anche per evidenti motivi di marketing). Ma sono solo etichette che fan comodo appiccicare e togliere all'occorrenza. Helena e Malet (vecchia scuola) hanno trattato temi più "polizieschi", Manchette ha reinvetato il genere negli anni '70, caricandolo di una robusta vena "crime".

La firma cangiante ha detto...

A me risulta che il re del noir francese sia Auguste Le Breton. Poi fate voi... ;)

CREPASCOLO ha detto...

Acchiappato xchè era un nice price qualche tempo fa - credo fosse l'inizio della estate 2014 - un romanzo con Jack Reacher che culmina in uno showdown tra il nostro eroe, che sulla carta è un omone , ed un nano cattivissimo, combo di Pablo Escobar, Arnold Zeck e Brontolo, all'interno di un claustrofobico rifugio costruito negli anni in cui si temeva La Bomba. Il film con Castoro Cruise era già uscito o forse solo annunciato. Pensai nonono. Pensai che Reacher era David Morse perchè Gene Hackman era troppo vecchio x il ruolo. Ho poi visto il film in tv e ho pensato nonono.
Child, che è nel film in un cameo, ha dichiarato che Tom è perfetto x il ruolo. Come la signora Rice dopo aver visto i giornalieri di Intervista con il Vampiro ( nelle interviste "sul" vampiro, invece, rilasciate dopo il casting quando Cruise era appena stato scelto , aveva espresso il desiderio di vedere nei panni di Lestat un famoso replicante le cui esperienze sono andate perse come lacrime nella pioggia ).
La luccicanza di Tom consiste nel fatto che se è ingaggiato per il ruolo di Emma Bovary, il giorno dopo Flaubert rilascia una intervista spiegando che l'attore è esattamente quello che aveva in mente quando ha preso la penna x demolire i miti della borghesia ottocentesca.
Ricorda un po' una barza che girava a Cinelandia dopo il successo planetario de La Febbre del Sabato Sera e Grease. Un produttore dice: " E' la storia di una afroamericana settantenne che ha perso le gambe e parla solo esperanto ? chiamiamo Travolta ! "
Mi spiace solo che i ragazzi della Dizmarva non abbiano accettato il mio consiglio di fargli interpretare il Rocket dei Guardiani della Galassia
( la mia idea era di fargli indossare un costume di cui fossero visibili financo le cerniere in un omaggio a certe pellicole godzilliche d'antan ). Pazienza.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Dario:
Risultano un sacco di cose diverse, al di là delle Alpi :)

@ Crepascolo:
Ti do ragione. Dopo aver letto il romanzo, per come Child descrive il personaggio (alto e biondiccio), Tom Cruise (basso e nero chiomato) sembra la versione opposta del protagonista. David Morse è un mio attore feticcio, ma probabilmente anche lui sarebbe troppo vecchio. Reacher dovrebbe essere sotto la quarantina, all'inizio della sua carriera di carta. Sarebbero andati bene anche, che so, Eric Bana, Paul Bettany o Tom Hardy.
Capisco però che si avesse l'esigenza di piazzare lì un "attorone" di richiamo.

numero verde Quixa ha detto...
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