27.2.15

Perché il Tex di Serpieri è davvero importante (o potrebbe esserlo), al di là di storia e disegni


Letto con tanta curiosità, e digerito con qualche riflessione, il Tex di Paolo Eleuteri Serpieri (L'Eroe e la Leggenda) è di sicuro un lavoro importante e prestigioso. Le sue tavole sono ricche, ricchissime, come tutti si sarebbero aspettati, la sua storia (un frammento, pochi attimi, a parere di chi scrive), non brilla particolarmente in quanto a trama, ma una trentina di pagine sono poche, mi rendo conto. In ogni caso ha il merito di sfoggiare una visione personalissima di un'intoccabile icona dell'italiano fumetto.
Un'opera di riscrittura che, a quanto ricordo, ha un solo precedente nel Texone di Joe Kubert (Claudio Nizzi scrisse infatti una sceneggiatura ad hoc per il cartoonist americano senza personaggi principali tranne Tex e che per struttura e impianto si adattasse al mercato statunitense).

E' nata, come dicevo, una serie di piccole riflessioni sul come e sul perché questo albo potrebbe essere davvero importante. Riflessioni che prescindono e vanno al di là del valore stesso dell'opera di mastro Serpieri.

Tra queste, in ordine sparso:

A - IL FORMATO. E' dai tempi del primo Texone che non si sperimentava un formato diverso da quello classico, ma è presto diventato esso stesso uno standard di riferimento anche per le altre serie di casa Bonelli. E da lì non si è più usciti. L'Eroe e la Leggenda si presenta in un formato nuovo e più grande, avvolto in un'elegante veste cartonata, coronato da un colore dato a mano e disegnato da una guest star d'eccezione. Il tutto ad un prezzo che rimane comunque popolare. E' il miglior tentativo da parecchi anni a questa parte di uscire dagli schemi e viene facile guardare come esempio alla Francia e a quello che i cartoonist d'oltralpe hanno fatto con questo formato.


B - LE VIGNETTE. Per quanto a livello grafico in casa Bonelli c'è sempre stato chi ha sperimentato soluzioni diverse, è sempre rimasta in sottofondo una regola che imponesse un ordine preciso e una disciplina rigorosa sull'economia della pagina nella sua interezza. Serpieri rompe (ripeto, come altri hanno anche già fatto) e travalica quella ferrea regola permettendosi vignette senza bordi o paesaggi che sbordano altrove. Chiaramente il codice del linguaggio è davvero troppo forte da scalfire e quindi rimane coerente. Ma in ogni caso rimane tale anche nel resto del mondo, eh, tranne forse in America dove però spesso fanno solo casino e basta. Sarebbe anche ingiusto chiedere di più al fumetto "popolare" (se ho voglia di gente che fa cose estreme sulla struttura, mi vado a leggere Chris Ware, Richard McGuire, Shintaro Kago e tutti gli altri nomi che conosci anche tu).

C - IL TENTATIVO. L'unico limite che riconosco alla produzione Bonelli è proprio quello che riguarda i formati e gli standard, spesso dettati dallo stesso mercato al quale si propone. Questo tipo di sperimentazione è cosa grossa, soprattutto in un momento come quello attuale dove la casa editrice milanese sta già provando (da un po' di anni, a dire il vero) ad intaccare in tal senso il cuore del lettore con cose nuove: albi mensili interamente a colori, miniserie a stagioni, collane senza protagonisti fissi, piccoli rilanci (a te sembrerà poco, ma se torni a una quindicina di anni fa ti renderai conto che in Bonelli non c'era nessuna di queste cose). Una tacca in più sul calcio del loro fucile.


D - LE SCUSE. Nell'editoriale dell'albo Ferruccio Giromini si sente in dovere di mettere in guardia il lettore tradizionalista. In modo stringato suona più o meno così: "Scusa o lettore tradizionalista se quello che troverai tra queste pagine non sarà il Tex al quale sei abituato. Lo troverai più giovane e con meno scrupoli, quasi bramoso di far strage di colpevoli, e capace di gesti estremi che fino a ieri non avresti mai immaginato potesse compiere".


Mi rendo conto che il monito sia giustificato da parte di un'azienda che basa da decenni il proprio fatturato anche e soprattutto su Tex, ma io non posso fare a meno di chiedermi se quel lettore super tradizionalista (al quale ci si riferisce con rispetto) esista ancora. Forse si, dirai tu addetto ai lavori. E sento già l'eco delle tue parole tirate via con aria rassegnata. "Tu non puoi averne un'idea, guarda", mi diresti. E avresti ragione. Ma io, scusami, sarei portato a pensare che se quel lettore chiuderà l'albo dicendo, come qualcuno ha il terrore che accada, "bello, ma non è Tex", significherebbe che quell'albo l'ha comunque comprato e letto. Quindi non so quanto vada ad inficiare sul risultato finale quel suo essere super tradizionalista. E in questo caso hai fatto un passettino per far capire a quel lettore che qualcosa di diverso si può fare.


L'albo in questione era stato inserito sul sito sotto la collana "Tex d'Autore N° 1". La cosa mi aveva fatto sperare in qualche modo che annualmente si potessero riprendere formato e confezione e presentare altre storie del personaggio con le stesse modalità. Ora quella dicitura è misteriosamente cambiata in "Tex Romanzi a Fumetti N° 1". Il che può significare che o la collana ospiterà altri personaggi della scuderia Bonelli o che, come mi auguro NON sia, questo di Serpieri era stato davvero pensato come uno one shot e tu, almeno per l'anno prossimo, di quell'albo a colori di grande formato non ne vedrai nemmeno l'ombra. Ma che visto il successo dell'iniziativa, te lo ritroverai invece in edicola tra un paio di anni. Ma attenzione: quel "successo" è legato a Tex, non al formato, non ai colori e, mi dispiace dirlo, non a Serpieri. Il discorso cambierebbe diametralmente nel mercato delle fumetterie e infatti sarebbe stato interessante capire "i numeri" smossi se fosse stato distribuito allo stesso tempo anche lì, invece che tra sei mesi.

In ogni caso, bravi. Questo è un piccolo passo per il lettore medio super tradizionalista, ma un grande passo per il fumetto italiano.

8 commenti:

sartoris ha detto...

la classe non è acqua: io sul mio blog questo volume l'avevo solo segnalato, tu, al solito, sei riuscito in poche righe a metterne in evidenza qualità (tante) e qualche limite. Ti stimo! :-)

La firma cangiante ha detto...

Io ancora non l'ho preso, l'ho sfogliato più e più volte in edicola (tutte le volte che ci entro praticamente) ma non riesco a convincermi. Posso dire che i colori non mi piacciono e anche le tavole non mi fanno impazzire? Eresia?

Non so...

sartoris ha detto...

@Firma non sei il primo cui sento dire una cosa così... posso solo pensare che magari non ti piaceva già il ciclo di DRUUNA e quindi non sei un appassionato di Serpieri. Ci può stare, non è obbligatorio. Io trovo questo TEX invece denso e classicheggiante (non dimentichiamo che l'autore era allievo di Guttuso) e continua a sembrarmi un ottimo esperimento. De gustibus :-)

La firma cangiante ha detto...

Di Druuna ho visto solo qualcosa sul web e nulla più, sicuramente non conosco abbastanza Serpieri.

LUIGI BICCO ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LUIGI BICCO ha detto...

@ Omar:
Ho cercato di sottolineare i meriti e i pregi dell'albo. Perché ci sono e sono anche diversi. Si spera solo che la storia non finisca qui. A quanto si sente in giro, sembra di no. E comunque mica sono poche, le righe che ho messo giù. Come al solito scrivo sempre troppo :)

@ Dario:
Serpieri non è tra i miei cartoonist preferiti, nonostante la sontuosa ricchezza di certe sue cose. E' un incesellatore minuzioso e alcune sue illustrazioni bucano il foglio. Tipo quelle western.
Beccati queste, per dire. E anche questa, toh, anche se con il lontano ovest c'entra davvero poco :)

ColonnaInfame ha detto...

Ho pensato esattamente quanto hai scritto poi tu...
Due cose:
1-Sul sito è indicato "N.1 - annuale", mentre sul volume "Romanzi a fumetti - Periodico semestrale n.11". Quindi non si tratta di una collana a sé, bensì (editorialmente, ahimè) rientra proprio nei "Romanzi a fumetti" di cui non si sentiva parlare da un po'... (l'ultimo titolo inserito era lo speciale su Bonelli con DVD)
2-!Attenzione, SPOILER!Seguo Tex episodicamente, Texoni a parte, ma mi è sembrato veramente uno spreco descrivere qui ed in questo modo banale il primo incontro tra Tex e Carson (scusami, ma i dialoghi della vignetta in questione sono un po' ingenui, sarebbero andati bene 40 anni fa); è un argomento che si poteva sfruttare in modo più enfatico e con più ampio respiro. A meno che, come scritto sul sito e sui redazionali, siamo (forse?) di fronte ad un universo alternativo... ma non è rischioso?

LUIGI BICCO ha detto...

@ Colonna:
1 - Sulla dicitura bisogna tener conto naturalmente che è comodo per loro, a livello editoriale, far rientrare un'uscita particolare sotto una collana piuttosto che un'altra. Solo il tempo, a questo punto, ci svelerà se questa iniziativa avrà in qualche modo un seguito. Ma io credo di si.
2 - Non credo si possa parlare di universo alternativo, ma della semplice "visione" di Serpieri. Forse non ha voluto insistere troppo sulla questione del primo incontro tra Tex e Carson perché storicamente è già stato raccontato in un altro modo sulla serie regolare.
Credo, eh. Poi possiamo tirare a turno un sacco di ipotesi :)

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