9.11.12

Sul Pianeta Perduto


Mentre tutti sono alla ricerca della chimera o quanto meno di una buona cosa da leggere, il 30 ottobre scorso è approdato in edicola il nuovo volume della collana Romanzi a Fumetti Bonelli, Sul Pianeta Perduto, una bella storia di fantascienza orchestrata dagli ispiratissimi Antonio Serra e Paolo Bacilieri (il soggetto è firmato da entrambi).

Bene. 

Io trovo che questa sia una cosa buona e giusta. Nel panorama di quelli che "in Bonelli guarda proprio non si sanno rinnovare", Sul Pianeta Perduto si staglia (sarebbe meglio dire "si pone gentilmente") come una minaccia, cercando di fare il lavoro sporco, anche a nome degli altri, di far ricredere chi pensa a prescindere che presso la casa editrice milanese aleggi ormai troppo vecchiume.

Dico subito che questa è una delle cose migliori di Serra che, per l'occasione, sembra essere tornato bambino. Una storia di fantascienza, nel senso più classico del termine, di respiro ampio e dalle buonissime intenzioni. E' evidente che a Serra piacciano i racconti per ragazzi, ponendo proprio questi ultimi come protagonisti delle sue storie. Omaggi e citazioni si sprecano e, per caso o per ragione, personalmente ci ho trovato tanto Stevenson (Jim Hawkins, la scoperta di un mondo nuovo, la crescita), tanto Miyazaki (i temi ecologici, l'amaro scontro tra passato e futuro, creature visionarie) e una squisita (squisitissima) citazione finale ispirata a Star Wars. Ma ci ho trovato anche Heinlein. Jim, Rose ed Ezra, i protagonisti di questa storia, per certi versi mi hanno tanto ricordato i Max, Ellie e Sam del suo Starman Jones.

Antonio Serra tiene su la storia con maestria, crea presupposti e motivazioni per quello che accade e per i colpi di scena. E' una delle prime volte da anni che mi sono chiesto, durante la lettura, come diavolo potesse finire tutta la vicenda. Spirito e curiosità ad ottimi livelli.

Di Paolo Bacilieri cosa volete sapere? Che non pensavo potesse dedicarsi con tanto candore e con tanta devozione ad una storia di fantascienza? Che per questo mi ha risposto prendendomi a schiaffoni semplicemente mostrandomi quello che ha fatto? Che davvero mi ha ricordato il Miyazaki disegnatore di Nausicaa o lo Shigeru Mizuki di Kitaro dei Cimiteri? Che nonostante certi richiami al manga è stato capace di reinterpretare a modo e maniera sia i codici manga sia sé stesso? Che quest'uomo è capace di infilare in una pagina due vignette o anche otto e il modo nel quale la pagina respira non cambia? O che per conferire un taglio nuovo alla pagina gli è bastato aumentare di una volta e mezzo almeno lo spazio bianco tra le vignette? O che ho perso delle diottrie intere a rimirare le sue vignette una per una?


No, davvero, cos'altro è che dovete sapere? Non state solo poi lì a lamentarvi che "l'ultimo Dylan Dog non è bello e che quando c'erano Tiziano Sclavi e le mezze stagioni era un'altra cosa". Non fatevi passare le cose sotto il naso.

Bravo Serra, bravo Bacilieri. Davvero.

14 commenti:

GiovanniMarchese ha detto...

Anche a me è piaciuto molto. Avevo intenzione di parlarne su Nerdelite ma mi hai battuto sul tempo! :)

Patrizia Mandanici ha detto...

Non dovrei intervenire causa conflitto d'interessi, ma mi fa molto piacere che ti sia piaciuto.
Per come la vedo io è un racconto d'avventura per ragazzi dai 7 agli 80 anni; chi cerca il fumetto di fantascienza "serio", la "graphic novel", il racconto "originale" penso che rimarrà deluso (ho letto qualche commento di chi pensa sia un fumetto "infantile" - non nel senso buono del termine).
I riferimenti che hai citato tu sono solo alcuni di quelli che si possono trovare nel fumetto (che sono frutto poi non del solo Serra ma anche di Bacilieri); a me Serra ad esempio ha parlato anche di altro che non ho visto riconoscere da nessuno - questo per dire che tante volte le cose vengono da letture di letture, e che i percorsi ormai nel campo del fantastico sono ormai tutti già stati battuti, digeriti, rielaborati infinite volte (Serra ad esempio la citazione in questione l'ha riconosciuta solo dopo aver visto il fumetto finito - era stata una reminiscenza inconscia).
Interessante anche la prefazione con l'intervista all'astronomo; questi parla della possibilità scientifica di un pianeta che abbia il ciclo notte giorno condizionato dal passaggio di una enorme luna - i tempi non coincidono con quelli immaginati da Serra, ma insomma l'ipotesi non era così improbabile...

LUIGI BICCO ha detto...

@ Giovanni:
Chi va a Roma, perde la poltrona :D
Ma in realtà io l'ho letto tutto il giorno dopo l'uscita in edicola e ne sto parlando solo adesso.

@ Patrizia:
E invece a me fa piacere che tu sia intervenuta, visto che poni anche parecchi spunti interessanti. Ad esempio:

Il termine "originale" non esiste. Dipende solo da come rimescoli le carte in tavola. Il fatto che qualcuno abbia comprato questo albo, ma che si aspettasse una storia seria, mi fa ridere. Uno, perché la storia a mio avviso E' "seria" e il termine "infantile" è la cosa più lontana che mi riesca di pensare a proposito di questo albo. Due, perché prima di comprare qualcosa puoi pure leggere due righe e informarti.

Hai fatto bene a ricordare che la storia è stata pensata da entrambi. Forse nelle mie righe iniziali non si capiva e ho corretto.

La fantascienza è una bestia rara ormai in sfacelo che bisogna però continuare a curare e lisciare. Tanto è stato detto ma delle porte sono ancora aperte, a mio avviso. Non si tratta di trovare soluzioni brillanti o spunti originali, ma è anche una questione di riuscire ad interfacciarsi al presente, prima di tutto. O almeno credo, eh.

La prefazione, in effetti, era parecchio interessante. Ma il fatto che i tempi non coincidano con quelli pensati dai due autori, non cambia di una virgola la genuinità della storia e non viola le vigenti leggi sulla sospensione dell'incredulità :D

Patrizia Mandanici ha detto...

Sono d'accordo con te, infatti ho virgolettato tutto, ma ti garantisco che molte persone si aspettano dalle storie a fumetti delle cose ben precise, e quando queste risultano diverse dalle loro aspettative ci rimangono male. Non so se non c'è più l'abitudine a sfogliare e leggere qualche pagina - qualche dubbio ce l'ho in effetti...
La storia è per la maggior parte frutto della mente di Serra, ma poi strada facendo Bacilieri ci ha messo un po' del suo, specialmente per quel che riguarda i riferimenti grafici.

Alessandro Olivo ha detto...

personalmente ho avuto la bellissima sensazione di leggere un romanzo con la freschezza, la voglia di libertà, l'innocenza della gioventù che "L'isola del tesoro" mi ha fatto percepire ogni volta che l'ho riletto (ovviamente da grande...)

sartoris ha detto...

mi unisco al coro di ovazioni per il lavoro di Bacilieri, davvero un GRANDE!

GiovanniMarchese ha detto...

Eh! Chi va piano va sano e va lontano! :D Io l'ho letto in tre sessioni e ogni volta non vedevo l'ora di tornare al fumetto per vedere come continuava. Non mi accadeva con un fumetto Bonelli dai bei tempi del Dylan Dog di Sclavi!

CyberLuke ha detto...

Purtroppo non ho mai digerito il tratto di Bacilieri.
Peccato.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Patrizia:
Persone del tipo che citi, fortunamente, non ne conosco. E non riesco nemmeno ad immaginare come si possa ragionare in quel modo. Il mondo è bello perché è vario. Ma anche no :)

@ Alessandro:
In effetti è più o meno la stessa cosa che è capitata a me. Il senso del fantastico è particolare, in questa storia.

@ Omar:
Davvero, si. Bacilieri è uno di quelli che può fare davvero quello che vuole. E visto che siamo in tema, anche se non l'ho ancora letto, per una questione "meramente" grafica mi sento di consigliare anche il suo nuovissimo Sweet Salgari, sulla vita del celebre scrittore.

@ Giovanni:
He, facile tirare in ballo il buon Sclavi :D

@ Luca:
Davvero non ti piace? Chissà perché, pensavo ti potesse piacere. E non sto scherzando.

La firma cangiante ha detto...

Per una questione di euri avevo deciso che no ma quasi quasi...

GiovanniMarchese ha detto...

p.s. alla fine ne ho scritto anche io... ;)

LUIGI BICCO ha detto...

@ Dario:
Approfitta della bontà del tuo edicolante e dagli un occhiata più approfondita.

@ Giovanni:
Visto, visto. E siamo 1 a 1. Avrei segnalato a breve anch'io il trailer di Diabolik :D

Michele Borgogni ha detto...

Sul Pianeta Perduto è innanzitutto una gioia per gli occhi. Bacilieri, ispiratissimo, ha lavorato soprattutto di sottrazione ed ha creato un mondo di sogno, molto naif, adattissimo ad una storia Miyazakiana... qualcuno ha definito la storia disneyanam, ma forse è più adatta la definizione di primo manga della Bonelli :P Se ci pensate abbiamo i ragazzini buoni che si attivano contro un mondo di adulti cattivi, e alla fine vincono. Disneyano, ok. Ma per vincere scatenano una rivoluzione, l'isola dei buoni è fortemente reazionaria e adotta la pena di morte per chi mette in pericolo il quieto vivere, si prendono in braccio le armi e si usano i robot! E' un po' Nausicaa, un po' Conan... molto giapponese negli intenti e nella realizzazione. Condivido: una storia d'avventura per ragazzi dagli 8 agli 80 anni!

LUIGI BICCO ha detto...

Ciao Michele.
Siamo MOLTO d'accordo, allora. Anzi, guarda, spero che, in un modo o nell'altro, l'esperienza possa ripetersi. Non dico un seguito vero e proprio, anche altro. Rivedere Bacilieri alle prese con la fantascienza non avrebbe prezzo. E spero invece Serra possa finalmente dedicarsi, come raccontava lui stesso nell'editoriale di questo albo, a progetti extra-science fiction.

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